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Val Colla
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Monte Camoghè
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Passato il confine Svizzero, proseguire in direzione Lugano e quindi risalire la val Colla fino alla località Colla. Prima di entrare nel paesino, sulla destra, si inerpica una strada asfaltata che conduce alla chiesa di Scatiàn. (1054m)
Arrivati alla chiesa di Scatiàn, la temperatura piuttosto bassa e il forte vento ci invitano ad affrettarci coi preparativi. Subito iniziamo la salita lasciando sotto di noi il paese Signora e seguendo in parte la strada asfaltata (chiusa al traffico) e in parte il sentiero arriviamo in breve a Barchi di Colla. Uno sguardo alle nostre spalle e l'amico Mario (www.magat.it) mi fa subito notare i denti della vecchia spuntare da dietro le montagne. Continuiamo a salire, e in breve raggiungiamo anche S. Nicolao. La giornata, seppur fredda e ventosa, sembra promettere bene, mentre la valle sotto di noi appare sempre più lontana. All'uscita di S. Nicolao troviamo una bella fontanella che ci permette di dissetarci, ma... ahimè! Il ghiaccio tutt'attorno la dice assai lunga. Riprendiamo il cammino, percorriamo un tratto di salita, poi un lungo traverso ed eccoci a Ciapelòn, dove imbocchiamo il sentiero che per direttissima ci porterò al passo di Pozzaiolo. Dietro le montagne alle nostre spalle ora spunta anche la vetta del Monte Generoso, mentre la valle sotto di noi si mostra sempre più, ed ora è possibile ammirare anche il lago di Lugano. Finalmente eccoci al passo di Pozzaiolo, dove ci appare di fronte la nostra meta. Il vento quì è fortissimo e insopportabile e in più il tempo sembra peggiorare. Mario a testa bassa prosegue, mentre dentro di me lo sconforto e la paura di non riuscire a raggiungere la meta crescono sempre di più. Ora affrontiamo un lungo traverso con vari sali e scendi che ci condurrà fino a Corte Lagoni. Finalmente in questo tratto di sentiero il vento sembra placarsi e così decidiamo di fare una breve sosta per prender fiato e riacclimatarci. Anche Chicca sembra apprezzare questo momento di sosta in totale assenza di vento. Riprendiamo il cammino e in breve raggiungiamo Corte Lagoni dove l'unico rumore che si ode è il vento che batte sulle vette attorno a noi. Continuiamo a salire e lo sconforto e le paure di prima sono ormai un ricordo lontano... ora la vetta è sempre più vicina, il vento ci arriva solo a deboli raffiche, e la voglia di arrivare in vetta cresce sempre più dentro di noi. Anche Chicca sembra più felice e di tanto in tanto corre avanti a noi per poi fermarsi ad osservarci mentre saliamo. Raggiunta la bocchetta de Revolte (quota 1981) vediamo l'ultimo tratto di salita di fronte a noi mentre il vento sembra volerci concedere una tregua facendosi sentire solo di tanto in tanto. La stanchezza comincia a farsi sentire, ma manca davvero molto poco. Giunti nei pressi dell'antecima, ci soffermiamo un attimo ad ammirare il panorama attorno, poi... un ultimo sforzo e la vetta è conquistata. (2227m). La vista è davvero spettacolare. Da un lato la vallata col lago di Lugano, dall'altro si intravede un lembo del lago di Como mentre proprio sotto di noi la valle Leventina e la piana di Magadino. Il vento in vetta è tornato a farci compagnia e soffia forte e freddo, quindi... il tempo di una foto ricordo e poi ci portiamo poco più sotto dove sorgono una vecchia costruzione (forse un rifugio) completamente distrutta e la cappella di S. Nicolao. Quì la situazione è decisamente migliore, e soddisfatti di essere riusciti ad arrivare su questa splendida cima, ci accingiamo a consumare il nostro meritato pasto. Nel frattempo le nuvole cominciano man mano a diradarsi per lasciar spazio a sole e ciel sereno. Ora la valle Leventina appare sotto di noi in tutto il suo splendore, e anche Chicca osserva compiaciuta il panorama. Risaliamo in balia del vento sull'antecima per gustarci il panorama sull'altro versante. Il cielo pian piano si fa sempre più azzurro e il lago di Como sempre più visibile. Anche il panorama sul lago di Lugano ora è decisamente migliorato. Il freddo però è sempre più intenso e così decidiamo di cominciare a scendere lasciandoci alle spalle la vetta che ora riguardiamo con molta soddisfazione. Di fronte a noi il monte Segor ci osserva scendere e in breve siamo di nuovo a Corte Lagoni dove in quasi totale assenza di vento ci soffermiamo qualche minuto a prender fiato e a contemplare l'ambiente attorno a noi. Non ci resta che ripercorrere il lungo traverso che ci riporterà al passo di Pozzaiolo ancora fortemente battuto dal vento, per poi ridiscendere i ripidi pendii erbosi fino a Ciapelòn, dove ammiriamo l'imponente e invitante vetta del Gazzirola sopra le nostre teste. A lato del sentiero qualche rododendro fiorito cerca di sopravvivere alle temperature ancora piuttosto basse. Arrivati a S. Nicolao una bella mandria di mucche pascola felicemente nei prati circostanti, mentre di fronte a noi ci appare in tutta la sua bellezza la vetta della Fojorina. Un ultimissimo sforzo e rieccoci stanchi, ma soddisfatissimi, alla chiesa di Scatiàn dove l'auto ci attende per far ritorno a casa. (Tempo di salita: circa 3 ore) |
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