Val Colla
Monte Bar
Passato il confine Svizzero, proseguire in direzione Lugano e quindi risalire la val Colla fino alla località Corticiasca (1050m)

Visto le recenti e abbondanti nevicate, ma soprattutto l'innalzamento delle temperature di questi giorni, oggi, con l'amico Mario (www.magat.it) e l'inseparabile Chicca, abbiamo deciso di salire sulla cima del Monte Bar, che nonostante i suoi ripidi pendii, offre un percorso totalmente sicuro senza rischio valanghe. Giunti a Corticiasca però, rimaniamo leggermente delusi... la neve non è poi molta e la nostra prima parte della salita si svolge lungo una strada asfaltata completamente ripulita. Ma pochi passi ed ecco che l'asfalto lascia il posto alla neve che alzandosi di quota aumenta sempre di più. Seguiamo la traccia ben marcata che risale attraverso splendidi boschi, mentre il sole si leva da dietro la cima della Fojorina illuminando e riscaldando lo splendido ambiente che ci circonda. Ci alziamo sopra stupendi agglomerati di baite, poi un bel traverso fuori dal bosco dove appare maestoso e imbiancato il Gazzirola, e infine eccoci a Comunanza di Corticiasca. In realtà in questo posto non vi è proprio nulla, solo un bivio che a quanto pare sulle cartine è indicato con questo nome. Lasciamo alla nostra destra la strada principale per La Spessa, e imbocchiamo il tracciato sempre ben battuto che si inerpica a sinistra, che Chicca sapientemente ci indica. Dopo un breve tratto di salita ci attende un modesto traverso tra conifere praticamente in piano per non dire in leggera discesa, ma al termine del bosco rimaniamo estasiati di fronte allo spettacolo che si apre ai nostri occhi. Siamo attorno ai 1275m di altitudine, finora abbiamo camminato per circa un'ora guadagnando solo 200m o poco più, ma da qui in poi si inizia a fare sul serio. Cominciamo ad inerpicarci lungo il ripido pendio in direzione dell'alpe Musgatina che già vediamo sopra le nostre teste; la forte pendenza ci costringe a rallentare un po' il passo, ma in breve eccoci all'alpe. E fin qui tutto ok, ma il bello deve ancora venire. Alle nostre spalle notiamo numerosi escursionisti che seguono le nostre orme (si fa per dire chiaramente, visto che ci sono tracce ovunque). Lasciamo l'alpe e continuiamo a salire un po' per direttissima, un po' zigzagando per smorzare la forte pendenze, finchè appare davanti a noi la sagoma della Capanna Monte Bar con la nostra meta alla sua sinistra, ingannevolmente vicina. Giunti alla Capanna (1600m) facciamo una breve sosta a contemplare la vallata sotto di noi col lago di Lugano nascosto tra le nebbie, poi raggiriamo il rifugio ed iniziamo ad affrontare gli ultimi 200m di dislivello che ci separano dalla vetta. La salita si fa sempre più dura, un po' per le pendenze, un po' per la stanchezza nelle gambe, ma passo dopo passo, sosta dopo sosta, eccoci finalmente in vista della cima, che in breve raggiungiamo (1816m). Pochi minuti dopo arriva anche l'amico Mario e... che dire?! Lo spettacolo che appare ai nostri occhi è davvero unico e ci fa dimenticare subito la fatica fatta per arrivare fin qua. Montagne e montagne infinite, tra cui spiccano il Monviso, il Monte Leone, il Finsteraarhorn, il Camoghè e Gazzirola mentre ai nostri piedi il lago di Lugano sempre avvolto da fitte nebbie. In cima spira un vento freddo e fastidioso, ma Chicca trova un posticino al riparo e ci invita ad accomodarci per il pranzo. E dopo esserci rifocillati, scattiamo una foto di vetta e cominciamo a scendere. Nel primo tratto la neve è soffice e compatta al punto giusto, tanto che ci permette di compiere una serie di entusiasmanti traversi in fuori pista, ripassiamo per la Capanna Monte Bar e da qui in poi la neve diventa più pesante, praticamente primaverile anche se siamo al 20 di gennaio. Siamo comunque costretti a rimanere fuori dalla traccia battuta dove la neve è decisamente più abbondante, si sprofonda, ma ci permette di scendere senza ruzzolare. Lungo la discesa finalmente riusciamo ad ammirare in lontananza il lago di Lugano, poi giù sempre a rotta di collo in direzione dell'alpe Musgatina mantenendoci rigorosamente fuori dalle tracce battute, superiamo l'alpe e rieccoci sulla strada che ci riporterà a Corticiasca. Ora dobbiamo riaffrontare il traverso che se stamani era in leggera discesa, adesso è in leggera salita, e quando si è stanchi vi posso garantire che anche il minimo sforzo pesa come un macigno da portarsi sulle spalle, ma alla fine usciamo dal bosco ed ecco Corticiasca (ancora discretamente lontana) apparire sotto di noi. Non ci resta che ripercorrere il tratto di strada dove le pendenze sono notevolmente più dolci, un passaggio tra belle baite e rieccoci all'auto, stanchi, ma decisamente soddisfatti. Ne valeva davvero la pena!

Tempo di salita escluse le soste
Tempo totale escluse le soste
Lunghezza percorso
2 ore e 30 minuti circa
4 ore e 15 minuti circa
11.5 km
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