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Val Colla
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Denti della Vecchia
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Passato il confine Svizzero, proseguire in direzione Lugano e quindi risalire la val Colla fino alla località Cimadera (1100m)
Diversamente dal solito, l'avventura di oggi ha inizio qualche chilometro prima del luogo di partenza e... in auto. Proprio così! Stavamo ancora risalendo la valle in macchina, quando dietro una curva ecco comparire una numerosa mandria di mucche che passeggiava comodamente occupando tutta la strada. Dopo i numerosi tentativi di Mario (www.magat.it) per farle spostare, ci rassegniamo all'idea di accodarci e attendere che raggiungano il loro pascolo. Liberata la strada raggiungiamo in poco tempo Cimadera, dove calziamo gli scarponi e via che si parte. Seguiamo le indicazioni per Capanna Pairolo, passiamo a lato di una bella cappella e in poco più di mezz'ora eccoci all'alpe Pairolo, dove appaiono imponenti i Denti della Vecchia con il Sasso Grande (la loro cima maggiore) in bella evidenza. Mantenendoci in quota, effettuiamo un breve traverso dove nei prati circostanti numerose sono le fioriture di eriche, mentre dall'altra parte della vallata possiamo ammirare il monte Bar. Proseguiamo fino al Passo di Pairolo da dove possiamo riguardare i pascoli dell'omonima alpe che abbiamo appena lasciato, poi imbocchiamo il sentiero alla nostra sinistra costeggiando i Denti della Vecchia sul versante Italiano. Nonostante la vegetazione sia alta e rigogliosa, di tanto in tanto riusciamo ad intravvedere le rocce soprastanti. Numerose sono le specie di fiori che crescono in questo luogo... una di questa è l'Orecchia d'Orso. Continuiamo addentrandoci sempre di più in un bel bosco di faggi, il sentiero compie parecchi su e giù, supera alcune bocchette e proprio in prossimità di una di queste ecco tre piccoli cinghiali che alla nostra vista se la danno a gambe. Di tanto in tanto si esce dal bosco per percorrere bei traversi su pratoni, ed ecco di fronte a noi materializzarsi il Monte Boglia. Superiamo un'altra bocchetta da dove possiamo ammirare la vetta del Sasso Grande spuntare tra i numerosi faggi, scendiamo all'alpe Castello e poco dopo troviamo una bella Aquilegia Scura. Continuiamo con una serie di sali-scendi e giunti alla Bocchetta di Brumea decidiamo di scendere ancora un centinaio di metri fino al Pian di Scagn dove ci mettiamo comodi sotto dei bei faggi a riposare e consumare un frugale pasto. Da qui si ha una bella veduta sul monte Boglia e sulla vallata sottostante. Ben consapevoli che se l'andata è stata tutto un sali-scendi, il ritorno non sarà certo da meno e neppure tanto corto, quindi... scattiamo una foto ricordo e ci rimettiamo in viaggio. Ora il paesaggio cambia radicalmente... se all'andata siamo stati quasi sempre immersi nel bosco, ora i faggi lasciano spazio a prati verdi e rocce di dolomia. Numerosi sono i passaggi attraverso spuntoni di roccia e guglie che ricordano un po' le dolomiti del Trentino. Il Sasso Grande è la vetta più alta di questo gruppo roccioso, ed è anche una frequentata palestra di roccia. Infatti notiamo sulla sua vetta due rocciatori che si apprestano alla discesa. Mario adocchia uno spuntone di roccia e prova ad arrampicarvici sopra per scattare una foto al Sasso Grande. Riprendiamo il nostro cammino... numerosi sono i punti in cui tra una guglia e l'altra è possibile ammirare la vallata sottostante. Arriviamo anche ai piedi del Sasso Palazzo, raggiriamo interamente il suo versante svizzero per poi rituffarci di nuovo nel bosco. Dopo un breve tratto in cui la pianta dominante è sempre il faggio, ecco che fanno comparsa dei bei Pini Mughi che ci preannunciano l'arrivo all'alpe Pairolo, dove facciamo una breve sosta per prender fiato e dissetarci. Ora non ci resta che ripercorrere la strada sterrata che ci ricondurrà a Cimadera dove abbiamo lasciato l'auto. |
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