|
La val Colla, una delle regioni più interessanti del Luganese con i suoi 2350 ettari di superficie totale dove nasce il fiume Cassarate. Con i suoi oltre venti chilometri di cresta e di cime congiunte, partendo da Gola di Lago e attraversando il Motto della Croce, Caval Drossa, Monte Bar, Gazzirola, Cima di Fojorina, Denti della Vecchia, Monte Boglia fino a spegnersi sulle sponde del Lago Ceresio, questa catena di cime impressionanti in quanto ad ampiezza e bellezza rendono il Luganese una meta pregevole per ogni tipo di escursioni. Il Monte Camoghè, pur appartenendo (geograficamente) al distretto di Bellinzona e non a quello di Lugano (come le restanti cime e comuni della valle), gli appartiene fisicamente, essendo legato al massiccio del Monte Gazzirola attraverso la cima intermedia del Monte Segor. E' tra l'altro possibile seguire un itinerario che, con partenza ed arrivo a Bogno, in alta valle, tocca il Passo di San Lucio, la cresta Sud Ovest del Gazzirola, per la vetta di quest'ultimo; proseguendo poi lungo la cresta sommitale, in direzione Ovest-Nord Ovest si raggiunge il Segor e da questi, scendendo alla Bocchetta di Revolte, si sale poi alla vetta del Camoghè. Questa è importante in quanto, oltre ad essere la cima più elevata di tutte le Prealpi Ticinesi (2229 metri), costituisce un triangolo ideale con il Monte Zeda da una parte (verso il Lago Maggiore) e con il Monte Legnone dall'altra, verso il Lago di Como. Queste tre cime sono i segnavia della cosiddetta "Linea Insubrica", da Ovest ad Est. Anche il Monte Tamaro appartiene a questa ideale e particolare traccia geologica, tanto che in molti testi si parla spesso del gruppo Tamaro-Camoghè. Infatti, pur essendo le due montagne divise dalla valle del Sottoceneri (detta Riviera), sono essenzialmente simili dal punto di vista morfologico, con ambiente tipicamente prealpino d'alta quota (senza vegetazione arborea) e rocce caratterizzate dall'abbondanza di ferro, che danno loro il caratteristico colore marrone-ruggine, specialmente durante la stagione autunnale, prima che la neve li imbianchi completamente. Da ricordare, come curiosità botanica, che il Monte Camoghè è anche un areale (ovvero zona di presenza) di una specie floreale, L'Androsace Brevis, che praticamente cresce solo su questa montagna e sul vicino Pizzo di Gino. Si tratta quindi di una specie endemica, ovvero presente su un territorio molto limitato. Concluderei facendo notare che la valle è chiusa dal Passo di San Lucio, che la mette in comunicazione con l'Italia (Val Cavargna, provincia di Como) e che la linea di confine corre lungo tutta la citata cresta SO del monte Gazzirola, la cui vetta si trova praticamente sul confine.
|
|