Val Luzzone
A zonzo per la Val Luzzone
Seguire le indicazioni per il passo Lucomagno, indi proseguire in direzione Blenio e successivamente val Camadra. Risalire tutta la valle fino al paese di Ghirone, dove sulla destra si staglia una strada che conduce (neve permettendo) fino alla diga di Luzzone.

Oggi, io e l'amico Mario (www.magat.it), desiderosi di visitare nuove valli e ficcare il naso in posti ancora sconosciuti, abbiamo deciso di provare ad inoltrarci nella val Luzzone, posto incantevole, e probabilmente poco conosciuto, se non per l'immenso bacino artificiale posto proprio nel cuore della valle. Poco dopo la deviazione per la diga siamo fermi, in quanto la strada è ancora innevata e impercorribile con l'auto. Parcheggiato quindi in una piazzola nei pressi della località Scalvèid (1391m), ci affrettiamo coi preparativi e iniziamo la nostra escursione dapprima seguendo per un tratto la strada asfaltata, poi su sentiero agevole, ma ripido. In breve siamo già in vista dell'imponente diga, ma anche se sembra tanto vicina, in realtà non lo è. Da una piccola selletta riusciamo a intravedere la val Camadra con l'omonima vetta, poi, giunti a Monte Cesura, siamo accolti da una bella effige di S. Barbara. Attraversiamo l'alpe dalla quale si ha una bella veduta del Sosto coi suoi strapiombanti versanti, poi un ultimo strappo su un ripido sentierino ed eccoci in prossimità della diga. Con nostra grande sorpresa l'immenso lago è completamente sgelato. Cominciamo ad incamminarci verso il fondo della diga con l'intenzione di servirci di una scaletta per scendere poco sotto e imboccare la direzione per la val Carassino, mentre sulle rive opposte del lago svetta imponente il Piz Terri. Giunti alla fine della diga, ahimè, la scaletta e completamente ricoperta di ghiaccio e una catena impedisce di scendere. Inoltre i pendii soprastanti sembrano belli carichi di neve e giudichiamo un po' imprudente avventurarsi sotto queste imponenti bastionate che sembrano voler rilasciar precipitare a valle la massa nevosa che li ricopre. Decidiamo quindi di riattraversare la diga e risalire i versanti opposti in direzione dell'alpe Cavalasca. La situazione su questo versante è decisamente migliore, in quanto i pendii assolati sono quasi completamente sgombri da neve. Lungo il percorso di salita incontriamo un simpatico scoiattolo che si diverte a saltare da un ramo all'altro. Usciti dal bosco ci appaiono imponenti le vette di questa valle. Proseguiamo ora seguendo una cengia che taglia il ripido pendio erboso; in alcuni punti il sentiero è ricoperto da residui di neve e ghiaccio che non agevolano certo il cammino, anche perchè siamo a picco sopra il lago. Giunti a quota 1860m circa, in un piccolo pianoro denominato Pian Puzzo (fortuna che il nome non descrive la caratteristica del posto) decidiamo di fermarci, anche perchè da lì in poi il sentiero appare ancora più insidioso. Sul fondo della valle svettano le cime del Piz Terri e del Piz Alpettas, mentre sopra le nostre teste un camoscio in tutta tranquillità ci osserva. Poco dopo ne sopraggiunge un altro, e dopo averci scrutato per ben benino se ne vanno con tutta calma. Non ci resta che accomodarci su questo piccolo pianoro erboso a rifocillarci e goderci lo splendido panorama che abbiamo di fronte. Mario con l'aiuto della cartina prova a dare un nome alle vette che ci circondano, un'occhiata anche alla valle e al Sosto, poi uno sguardo anche in cielo ed ecco una splendida aquila volare in circolo poco sopra di noi. Chicca a quanto pare preferisce riposare comodamente sdraiata sopra un cumulo di neve... meglio godersela finchè si può. Dopo esserci ben crogiolati al sole e riposati, scattiamo una foto ricordo e riprendiamo la via del ritorno. Il sole e la neve ci regalano splendidi scorci, ma anche il lago sotto di noi non è certo da meno. La neve, nonostante il caldo regge bene e così le ciaspole oggi se ne rimangono a riposo appese allo zaino. Ritornati nei pressi della diga, notiamo una piccola grotta con numerose stalattiti di ghiaccio, poi ripassiamo per l'alpe Monte Cesura dove troviamo un'altra bella cappella ed infine rieccoci a Scalvèid dove l'auto ci attende. E per concludere la giornata, facciamo una breve pausa a Ghirone per salutare l'ormai conosciuta val Camadra.

Tempo di salita escluse le soste
Tempo totale escluse le soste
Lunghezza percorso
1 ora e 30 minuti circa
2 ore e 30 minuti circa
8,5 km
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