Val Luzzone
Crap La Crusch
Seguire le indicazioni per il passo Lucomagno, indi proseguire in direzione Blenio e successivamente val Camadra. Risalire tutta la valle fino al paese di Ghirone, dove sulla destra si staglia una strada che conduce alla diga di Luzzone. Attraversare le diga seguendo le indicazioni Garzotto, indi superare il tunnel di sinistra e su strada sterrata costeggiare la sponda del lago fino a giungere all'alpe Garzott. (1628m)

Dopo una serie di uscite con giornate spettacolari, prima o poi doveva arrivare anche quella poco promettente. Al nostro arrivo all'Alpe Garzott la situazione sopra il lago di Luzzone si presenta con tante nuvole, ma... non importa! Non piove e le previsioni meteo parlavano di miglioramenti nel corso della giornata... sarà poi vero? Fiduciosi svolgiamo i preparativi e partiamo scendendo in prossimità di un torrente... Chicca e Mario (www.magat.it) sono entusiasti e mi precedono. Il sentiero prosegue con una serie di su e giù costeggiando il lago e regalandoci scorci spettacolari, in alcuni punti bisogna fare un poco di attenzione in quanto vi sono dei passaggi aerei, poi, dopo circa una ventina di minuti, siamo all'imbocco della valle che dovremo risalire per arrivare alla Capanna Motterascio. Scendiamo per un breve tratto, attraversiamo un ponticello e iniziamo a salire inerpicandoci sui pendii opposti. In breve siamo all'alpe Rafusc da dove possiamo già vedere parte della valle che dovremo risalire. Il sentiero inizialmente corre all'interno di uno splendido lariceto, poi esce allo scoperto e voltandoci indietro notiamo il lago di Luzzone allontanarsi sempre di più. Nonostante il sole non ci sia, fa caldo, e di tanto in tanto Chicca mi chiede una pausa per riprendere fiato. Il sentiero sale con una pendenza abbastanza costante, di quelle che ti fanno guadagnare quota velocemente, e così in breve siamo all'ingresso di una splendida valletta con stupende cascate Ora proseguiamo per un tratto in piano, anzi quasi in discesa, attraversiamo un bel ponticello ristrutturato di recente, e... si riprende a salire, sempre su sentiero ripido e a gradoni. L'aria è umida, e Chicca ne risente parecchio... altra sosta per riprendere fiato. D'un tratto le nuvole si diradano ed ecco comparire sopra le nostre teste, più vicina che mai, la Capanna Motterascio. Ora le pendenze si addolciscono leggermente, Mario parte deciso seguito a ruota da me e Chicca... due simpatiche marmottine osservano imperterrite e a distanza di sicurezza tutta la scena, e in breve... eccoci alla Capanna (2193m). Io e Chicca siamo quasi tentati di fermarci e approfittare per un buon pranzetto all'interno della capanna, ma Mario, dopo aver consultato le indicazioni sui cartelli, ci propone di continuare fino a Crap La Crusch... ma che sarà mai sto posto? Incuriositi dal nome decidiamo di proseguire... il sentiero ci conduce in breve all'attacco di una scaletta di ferro, che Chicca, ormai esperta, supera senza troppe difficoltà, poi entra in un'altra valletta solcata da un bel torrente con numerose cascatelle. Saliamo ancora di qualche metro, poi percorriamo un tratto praticamente in piano, fino a giungere ad una specie di passo, dove decidiamo di raggiungere una piccola altura e fermarci per la sosta pranzo. E proprio mentre addento il mio panino, vengo attirato da strane figure marroni in mezzo a un verde pianoro sopra le nostre teste, alquanto lontano. Di primo acchito mi viene da pensare siano sassi, ma... impossibile... si spostano. Lo zoom della macchina fotografica mi toglie tutti i dubbi... sono un bel branco di camosci che, lontano da tutto e da tutti, pascolano spensieratamente! Nonostante le nuvole il panorama che si gode da quassù è alquanto notevole, e non ci sono solo i camosci, ma anche numerose marmotte che coi loro fischi e le loro acrobazie ci tengono compagnia. Dopo pranzo, visto che le condizioni meteo sembrano migliorare, decidiamo di continuare per raggiungere questo curioso Crap La Crusch. Scendiamo in direzione di un bel torrente, poi ci dirigiamo verso un tratto di pietraia dove sono stati eretti numerosi ometti di ogni forma e dimensione, e infine, percorriamo un lunghissimo e interminabile tratto in piano tra prati verdi fino a giungere alla meta (2268m). Ed ecco svelato cos'è questo Crap La Crusch... non è altro che un gigantesco masso con sopra una croce :-) Ma la vista da questo punto ripaga di tutte le fatiche... da un lato possiamo ammirare una piccola porzione di Pian della Greina e dall'altro il tratto che conduce al Passo delle Greina. Peccato solo che le nuvole avvolgano tutte le vette circostanti. Tira vento, e anche forte, e così ci accovacciamo dietro il grosso masso e scattiamo una foto ricordo, poi, visto che il tempo sembra peggiorare, decidiamo di rimetterci in cammino. Ripercorriamo lo stesso sentiero dell'andata... nei prati circostanti notiamo una giovane marmotta che per nulla impaurita si lascia avvicinare e fotografare, e più in là altre due che sembrano quasi volersi abbracciare... meglio non disturbare certi momenti :-) Dopo aver ripercorso il lunghissimo pianoro, rieccoci in vista dell'alpe e Capanna Motterascio. Optiamo per un fuori percorso tra prati in modo da raggirare la scaletta che se in salita non ha creato grosse difficoltà a Chicca, in discesa, visto la ripidità, potrebbe farlo, e in breve siamo all'alpe, dove troviamo una mucca che più svaccata di così.... :-) Poco dopo siamo già in vista del Lago di Luzzone, ma c'è ancora molta strada da fare. Scendiamo lungo il ripido sentiero fino alla valletta con numerose cascate, dove Chicca prova ad imitare la mucca di prima immergendosi in un piccolo torrente. Dopo un tratto di sentiero aperto, ci rituffiamo nello splendido bosco di larici, ripassiamo per l'alpe Rafusc e in breve siamo al ponte sul fiume. Ora non ci resta che ripercorrere il bel sentiero che ci regala altri splendidi scorci e panorami sul lago di Luzzone e infine... rieccoci a Garzott, stanchi, ma soddisfatti della giornata.


Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ora e 30 minuti circa
5 ore circa
15 km

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