Svizzera Ticinese
Monte Generoso
Da Capolago, seguire le indicazioni per il Monte Generoso fino al termine della strada dove, in prossimità dell'osteria La Peonia, è possibile lasciare l'auto. (1155m circa)

Finalmente, dopo mesi di fermo per motivi di salute, torna a far compagnia a me e Chicca l'amico Mario (www.magat.it), e come prima uscita abbiamo scelto una montagna che offre un panorama unico, a 360 gradi su tutto l'arco alpino e che non presenta particolari difficoltà nel risalirla. Giunti al termine della strada ci affrettiamo coi preparativi e subito partiamo seguendo lo sterrato in direzione della stazione ferroviaria. Pochi passi ed ecco che notiamo subito un camoscio che dall'alto osserva il nostro passaggio. In breve arriviamo alla stazione ferroviaria Bellavista, dalla quale si ha per l'appunto, una bella vista sul lago di Lugano contornato da stupende cime per lo più conosciute. Da qui continuiamo a salire seguendo il sentiero che si snoda in uno splendido bosco di faggi dove i raggi del sole filtrando tra i rami creano spettacolari giochi di luce. Sotto di noi corrono i binari del trenino a cremagliera che da Capolago porta a 100m dalla vetta del Generoso e... cammina cammina arriviamo ad una specie di bocchetta dove l'attenzione di Chicca viene attirata da qualcuno o qualcosa. Eccolo... un altro bel camoscio che poco più sotto osserva imperterrito il nostro passaggio. Da qui ha inizio un sentiero con pendenza molto dolce, in alcuni punti praticamente pianeggiante... a tratti il bosco si dirada dandoci la possibilità di ammirare la lontana (neanche poi così tanto) Pianura Padana avvolta dalle solite foschie e nebbie mattutine. Un altro bel traverso allo scoperto dove nei prati circostanti notiamo altri due simpatici camosci che ci osservano, poi di nuovo nel bosco fitto ed infine eccoci in vista della nostra meta finale. E proprio mentre scatto questa foto, sento qualcosa muoversi nel bosco proprio sotto di me; abbasso lo sguardo e... con mia grande sorpresa, ecco uno splendido camoscio vicinissimo a noi, impassibile, quasi come se fosse abituato alla presenza di essere umani. Quasi stento a crederci... mai fino ad ora mi era capitato di osservarne uno così da vicino, e soprattutto che rimanesse fermo immobile a guardarmi lasciandosi fotografare senza batter ciglio. Poco più in là altri due esemplari, anche loro tranquillissimi, ma anche pronti per un eventuale fuga. Soddisfatti di questa visione riprendiamo il nostro cammino, e neanche a farlo apposta, pochi metri più in là ne incontriamo un altro, che l'amico Mario non si lascia certo sfuggire. Usciamo definitivamente dal bosco e qui l'occhio cade (nel vero senso della parola) su un gigantesco murales dipinto sul muraglione eretto a sostegno della ferrovia. Ognuno la pensi come vuole, non metto in dubbio che potrà pur essere una forma d'arte, ma a nostro avviso è decisamente fuori luogo e deturpa il paesaggio. Vabbè... meglio volgere lo sguardo verso valle, e anche Chicca sembra essere dello stesso parere. Siamo ormai arrivati alla stazione ferroviaria, ci rimangono gli ultimi 100m da salire, forse i più ripidi, ma alla fine eccoci in vetta (1701m). Il panorama da qui è davvero notevole, è tutto un susseguirsi di monti e valli che dalle rive Lago di Lugano si propagano fino alle più alte cime d'Europa. Con lo zoom andiamo a catturare il Finsteraarhorn, il Monte Rosa con la punta del Cervino che sbuca alla sua destra, l'imponete Monte Leone, il Basodino, il Pizzo dei Tre Signori e tante tante tante altre cime. Scattiamo una foto di vetta e ripartiamo alla volta del monte Baraghetto, antecima sud del Generoso. Scendiamo di qualche decina di metri fino a giungere ad una bocchetta dove Mario rimane affascinato nel guardare gli strapiombanti versanti che precipitano a valle, poi un piccolo strappo ed eccoci in vetta (1685m circa). Il panorama da questa cima non ha proprio nulla da invidiare a quella che abbiamo appena lasciato... in lontananza si intravede anche un piccolo lembo del lago di Como, e cerca cerca, riusciamo ad individuare tra le numerose montagne il Bernina, Disgrazia e Legnone. Pochi metri sotto la cima vi si trova un ponticello che segna il termine di una via ferrata, chiusa in attesa di manutenzione. A questo punto non ci resta che metterci comodi davanti a tutto questo immenso splendore a riposarci e rifocillarci e poco dopo scopriamo di non essere i soli ad avere scelto questa altura per la sosta pranzo. Eh si... proprio così... siamo in compagnia di un bell'esemplare di camoscio, che con molta tranquillità bruca l'erba a pochi passi da noi. Di tanto in tanto ci degna di qualche sguardo, forse per controllare che nessuno osi avvicinarsi troppo, o forse incuriosito da Chicca che lo osserva impassibile e oserei dire incredula. Vabbè... camosci a parte, terminato il pranzo riaffardelliamo gli zaini e riprendiamo il cammino verso valle. Dedichiamo un ultimo sguardo alle due cime da noi raggiunte prima di dirigerci verso la stazione ferroviaria dove nel frattempo è sopraggiunto un trenino, che qualche minuto dopo inizia la sua corsa di discesa. Noi invece proseguiamo seguendo a ritroso il sentiero di salita, ci rituffiamo nello splendido bosco, un ultima occhiata alle Grigne e infine eccoci di ritorno al parcheggio dell'osteria La Peonia dove l'auto è rimasta ad attenderci. Lungo la strada del ritorno, in località Somazzo, ci fermiamo a visitare questa simpatica chiesetta, poi via di nuovo verso casa, soddisfatti della splendida giornata.

Tempo di salita escluse le soste
Tempo totale escluse le soste
Lunghezza percorso
1 ora e 30 minuti + 15 minuti circa
3 ore circa
8,5 km
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