Risalire la valle del Sempione fino ad arrivare all'omonimo passo, indi parcheggiare in prossimità dell'ospizio (1997m).
Ci siamo... dopo anni e anni che vedo questa montagna da svariate angolazioni, mi si presenta finalmente l'occasione per salirvi in vetta. Giunti al Passo del Sempione, io e l'amico Antonio siamo euforici, e stranamente oggi non ci sono nuvole, non tira vento, e fa quasi caldo. Situazione alquanto anomala, visto che raramente mi è capitato di arrivare di primo mattino al Passo del Sempione e non venire accolto dalle nuvole, ma... va benissimo così, speriamo solo di non soffrire troppo il caldo, visto che lo zero termico per oggi è previsto attorno ai 4100m.
Iniziamo a salire con un'andatura piuttosto tranquilla, oggi la giornata sarà lunga e la parte terminale impegnativa, quindi... è necessario arrivare all'attacco della cresta con una buona riserva di energie. Passiamo per Rotels, simpatico alpeggio dove veniamo accolti da una mandria di mucche in procinto di uscire dalla stalla per andare a godersi la giornata nei verdi pascoli attorno all'alpe. Dopo una breve salita tra prati verdi, il sentiero spiana e compie un lungo traverso a mezzacosta, si attraversa un primo torrente grazie ad un semplice, ma funzionale, ponticello, e poi via che si comincia a salire.
Ora le pendenze cominciamo ad aumentare e i prati verdi lasciano il posto a sassi e pietre, ma per fortuna il sentiero rimane costantemente agevole. Si passano altri torrenti, poi giunti nei pressi di un gigantesco omone segnavie, il sentiero guadagna quota fino a raggiungere delle placconate rocciose. L'ambiente attorno è davvero spettacolare, spumeggianti e gelidi torrenti scorrono lungo questa placconate di rocce rossicce, e la vista sulla valle è sublime. Superiamo anche questo tratto e d'improvviso eccoci nuovamente a risalire tra prati verdi. Molto bello questo contrasto... dopo una salita su pietre e rocce ci si ritrova nuovamente tra verdi pascoli a quota 2600m circa. Un ultimo sforzo e siamo in vista del lago Chaltwasser, ancora parzialmente ghiacciato.
Ora la nostra meta è lì, di fronte a noi, imponente più che mai, mentre alla nostra destra possiamo ammirare lo Chaltwasser Gletscher e la cima del Monte Leone. Bene... una breve sosta per riprendere fiato e per studiare la via di salita a questo punto è d'obbligo. Riprendiamo a salire in direzione della Maderlicke con l'intento di abbandonare appena possibile il sentiero e raggiungere per direttissima il Passo Terrarossa, ma... alla fine sali sali, cerca cerca un possibile taglio, arriviamo fino alla Maderlicke. Da qui una traccia prosegue in direzione del Passo Terrarossa, ad un bivio ci manteniamo a sinistra e poco dopo siamo al passo.
Bene.. ci siamo... da qui in poi non si scherza più! Ora la traccia prosegue per un breve tratto ancora ben marcata e agevole, poi si inizia a risalire tra sfasciumi alquanto instabili e a strapiombo sulla valle. La traccia non è sempre evidente e a volte bisogna un po' inventarsela... risaliamo un canalino con le dovute attenzioni fino a guadagnare la linea di cresta. Ora si procede più agevolmente, ma sempre a strapiombo sulle sottostanti valli... in alcuni punti bisogna arrampicare, in altri ci si deve letteralmente aggrappare alle rocce per poter superare qualche passaggio esposto e ardito. Ad un certo punto compare sopra di noi una croce... siamo arrivati. E no... pensavamo di essere arrivati, invece scopriamo di aver raggiunto solo un'antecima.
Da qui la vista è spettacolare e possiamo già vedere il tratto di cresta terminale che ci porterà in vetta. Di primo acchito sembra facile e molto più agevole di tutto il percorso fatto fin qui, ma.. pochi passi, ed ecco di fronte a noi un passaggino alquanto esile, con strapiombo a destra e a sinistra, dove una distrazione sarebbe sicuramente fatale. Per passare bisogna camminare con un piede sul versante destro e uno su quello sinistro, e cercare di aggrapparsi il meglio possibile con le mani all'estremità della cresta. Sono pochi metri, ma l'adrenalina in questo momento sale a mille... un passettino alla volta cercando di muoversi con molta cautela e attenzione, e soprattutto senza guardare in basso, superiamo anche quest'ultima difficoltà, e infine... siamo in vetta (3245m).
Qui troviamo un altro escursionista partito poco prima di noi dal passo del Sempione, con cui scambiamo quattro e più piacevoli chiacchiere, e poco dopo ne sopraggiunge un altro che scopriremo più tardi avere 73 anni... complimenti davvero... chissà se anch'io a quell'età riuscirò ancora a fare così tanto! Diciamo la verità: la sommità del Terrarossa non è certo tra le più accoglienti... larga circa un paio di metri con strapiombo a destra e a sinistra... anche qui non bisogna scherzare troppo se non si vuole finire di sotto, ma il panorama che si gode da quassù è notevole e ripaga di tutti i rischi corsi e le fatiche fatte per arrivarci. Bene... ora si mangia, si chiacchiera, si cerca di individuare mete raggiunte e da raggiungere in futuro, e... se non fosse per il Monte Leone che ci osserva da vicino dall'alto dei suoi 3552m, sembrerebbe di essere in cima al mondo.
Dopo una lunga e piacevole sosta, riprendiamo il cammino, questa volta in discesa, percorrendo la cresta opposta a quella di salita che piomba giù verso la bocchetta d'Aurona. Il primo tratto è tra sfasciumi alquanto instabili, si scende sempre a strapiombo, ma l'esposizione è minore rispetto alla cresta di salita. Questo però non vuol dire che bisogna abbassare la guardia, anzi... tutt'altro... è proprio mentre si scende che bisogna fare ancora più attenzione. Durante la discesa possiamo goderci la spettacolare vista sull'alpe Veglia e su quel che rimane del Ghiacciaio d'Aurona, praticamente nulla! Superiamo un piccolo nevaietto senza alcuna difficoltà, poi ancora un tratto tra pietre e sfasciumi, e siamo in prossimità della Cabane Monte Leone. Dopo una breve sosta al rifugio, riprendiamo il cammino seguendo pari pari il percorso di salita fino a riportarci al Passo del Sempione, da dove possiamo riguardare con grande soddisfazione la nostra meta raggiunta.
NB. La salita al Terrarossa è da considerarsi per soli escursionisti esperti e da effettuare solo con condizioni meteo favorevoli.