Valle Antigorio
Anello Salecchio - Chioso
Seguendo la strada per la val Formazza si arriva a S. Rocco di Premia. Poco più avanti, sulla sinistra, vi è un ampio parcheggio (787m) con una strada asfaltata a lato (chiusa al traffico e d'inverno generalmente innevata) con chiare indicazione per Salecchio.

E siamo nel 2010, e come prima uscita dell'anno, optiamo per un giro classico, ormai più che conosciuto, almeno per me, ma sempre piacevole. Oggi a tenerci compagnia ci sono Massimo e Saveria, Paola e Claudio... siamo una bella compagnia, non c'è che dire. Iniziamo a salire seguendo la strada principale per Salecchio inferiore, perfettamente innevata, ma la neve non è il massimo, è dura, ghiacciata, le ciaspole, più che per stare a galla, servono per evitare di scivolare all'indietro. Il sole purtroppo non c'è, ma il freddo è molto meno intenso di quel che le previsioni meteo avevano annunciato... meno male. Proseguiamo con passo tranquillo e regolare, pian piano la vallata sotto di noi si allontana, passiamo a fianco di una bella cascata completamente ghiacciata, poi un punto in cui è meglio tenere gli occhi rivolti al cielo in quanto si passa sotto strapiombanti rocce da cui di tanto in tanto cadono dei blocchi di ghiaccio, e infine.. eccoci all'ingresso della galleria.
Ci togliamo le ciaspole e accendiamo le torce.. l'interno è buio, almeno per due terzi del percorso, ma le nostre potenti torce (specialmente quella di Massimo) ci illuminano perfettamente la strada, e così in breve raggiungiamo l'uscita. Altra sosta, questa volta per riporre le torce nello zaino e ricalzare le ciaspole. Bene... a questo punto non ci resta che seguire ancora per un tratto la strada, poi cominciamo a tagliare su per il bosco, superiamo un bel ponticello che passa sopra un torrente quasi completamente ghiacciato, ed eccoci a Salecchio Inferiore (1322m).
Nonostante il cielo grigio, lo spettacolo sulla valle è notevole, e una sosta per guardarsi attorno, riprendere fiato e bere qualcosa di caldo è d'obbligo. Ma ci attende ancora un po' di strada, quindi... meglio non perdersi troppo in chiacchiere e riprendere il cammino. Attraversiamo il villaggio Walser lasciandoci alle spalle la bella chiesetta, ci riportiamo per un breve tratto sulla strada principale, per poi abbandonarla e seguire una traccia che si inerpica nel bosco sulla sinistra in direzione di Salecchio Superiore. Dopo un tratto con pendenza lieve., eccone uno dove si arranca un po', poi un bel traverso, superiamo altri ponticelli ricoperti di neve, fino a giungere in prossimità di una cappella da dove possiamo ammirare la vallata sotto di noi e rivedere per l'ultima volta Salecchio Inferiore.
Breve sosta per scattare qualche foto, poi via di nuovo.. ora manca poco, qualche curva nel bosco e.. siamo a Salecchio Superiore (1509m) altro splendido villaggio, oggi reso ancor più bello dalla tanta neve che lo riveste tutto di bianco risaltandone le sue baite di legno in perfetto stile Walser. Gironzoliamo un po' tra le case, ogni angolino ci regala splendide emozioni, poi all'uscita del villaggio ci dirigiamo verso il vecchio frantoio. Qui illustro il percorso che dovremo fare, noto stampato sul volto di qualcuno un po' di preoccupazione, ma... alla fine si renderanno conto tutti quanti che non c'è nulla di così impossibile e pericoloso.
Iniziamo il lungo (neanche poi così tanto) traverso in direzione di Ca' Francoli... la traccia è ben visibile, ma non molto battuta, in alcuni punti siamo noi che ce la dobbiamo fare. Superiamo un primo traverso protetti dal bosco, poi un altro protetti da una solida ringhiera, ed infine eccoci in vista di Ca' Francoli (155m)... ed è bello in questi momenti vedere lo stupore e la gioia stamparsi sui visi dei tuoi compagni di viaggio. Ammaliati da tanta bellezza, (il villaggio oggi più che mai è davvero splendido) ci incamminiamo verso la cappella dell'alpe, perfettamente affrescata e ben mantenuta, gironzoliamo un po' tra le case per poi tornare alla cappella e accomodarci sui gradini d'ingresso per consumare all'asciutto il nostro pranzo.
Il sole, che poco prima sembrava volerci degnare della sua presenza, ora ha deciso di nascondersi definitivamente dietro le nuvole, e anche se la compagnia è bella e il posto incantevole, comincia a far freddo, quindi... meglio muoversi, anche se a malincuore. Riaffardelliamo gli zaini, scattiamo una foto ricordo, e via che riprendiamo il nostro cammino. Scendiamo in prossimità delle prime case del villaggio.. da qui in poi solo un'esile traccia poco battuta. Più avanti la situazione si complica un pochino, bisogna affrontare un traverso di qualche decina di metri completamente innevato, non battuto, e che a vista fa un po' impressione. Procediamo lentamente, cercando di far sicurezza a chi si sente più in difficoltà, e alla fine... siamo dall'altra parte... bravi tutti quanti!
Da qui in poi il percorso diventa più facile, scendiamo nel bosco seguendo la strada passando prima per la località Cangei, poi per Vova, e poco dopo, incagliato sui rami di un albero, individuiamo un palloncino con allegato un messaggio. Iniziano i possibili tentativi per il recupero, ma è impossibile.. bisognerebbe tuffarsi giù per un pezzo lungo un ripido pendio, arrampicarsi su un'esile pianticella, scendere e risalire il ripido pendio... troppo pericoloso. Scattiamo così una foto, cercheremo poi il modo per far riavere il messaggio alla bimba che lo ha lanciato, e con un pizzico di delusione riprendiamo il nostro cammino. Ora non ci resta che seguire pari pari la strada di servizio a Vova, lunga, e se vogliamo anche un po' monotona, ma la compagnia è perfetta e così senza neppure accorgercene arriviamo a Chioso.
Tolte le ciaspole, non ci resta che ripercorre il tratto di statale fino a tornare alla macchina... dove Dasy giunge un po' sfinita, e non solo lei, ma... è finita. Un grazie a tutta la compagnia per la stupenda giornata!



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
1 ora e 15 + 45 + 30 minuti circa
4 ore circa
13 km

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