Percorrendo la strada per la val Formazza, dopo il paese Crodo, sulla sinistra, si trova una deviazione per Cravegna. Arrivati in paese, proseguire seguendo le indicazioni per Viceno e prima di un ponte sul torrente Alfenza, a destra, si innalza una strada dove un cartello indica Alpe Deccia. (900m circa)
Le abbuffate natalizie sono finite, i malanni di stagione pure quelli e così... è ora di dare inizio al nuovo anno escursionistico e di cominciare a smaltire i chili di troppo messi su in questi giorni. La tanto sospirata neve sembra essere arrivata finalmente, o almeno questo è quel che pensavamo, e così decidiamo di effettuare un'uscita in luogo sicuro, da me e Dasy conosciutissimo, ma in cui torniamo sempre volentieri, specie in inverno, mentre per Flavia e Gioy ancora tutto da scoprire. E così, senza svelar troppo cosa gli attende, arriviamo quasi in sordina a Cravegna, posteggiamo l'auto e ci prepariamo per iniziare a salire seguendo la strada di servizio chiusa al traffico. Di neve, ahinoi praticamente non ce n'è, e la strada in alcuni punti è ghiacciata (eppure ci avevano detto che aveva nevicato!!!). Procediamo così senza indossare le ciaspole, ma fiduciosi e speranzosi di trovarla a quote più alte, le teniamo gelosamente ancorate all'esterno dello zaino pronte per ogni evenienza. Saliamo velocemente ed in breve raggiungiamo Lonsc, o Longio, dove effettuiamo una breve sosta per scattare qualche foto e gustarci la bella veduta sul Corno di Cistella.
Lungo i pendii di questa località la neve è decisamente più presente, il che alimenta notevolmente le nostre speranze. Comunque sia per ora la strada è quasi completamente sgombra, e così continuiamo a salire senza ciaspole. Dopo una serie di tornanti, incontriamo due escursionisti già sulla via del ritorno, con cui scambiamo quattro piacevoli chiacchiere e apprendiamo che seguono le nostre avventure sul sito... poi la neve finalmente comincia ad essere più presente, e in quattro e quattr'otto arriviamo a Paù, dove, stanchi di portar peso sulle spalle, decidiamo di indossare finalmente le ciaspole. Dopo aver immortalato l'ambiente che ci circonda, riprendiamo il cammino abbandonando temporaneamente la strada per attraversare Paù, indi risaliamo un tratto di bosco fitto, ed eccoci nuovamente sulla strada nei pressi di Compolo, dove ci soffermiamo qualche minuto per riprendere fiato e rifocillarci.
Il sole, alto e caldo in cielo, unito alla poca neve presente, ci fa apparire questa giornata più primaverile che invernale, tanto che verrebbe quasi voglia di togliersi i maglioni ed indossare una semplicissima maglietta con le maniche corte. Ora continuiamo a salire seguendo per un altro bel tratto la strada di servizio, fino a trovare una palina con dei cartelli segnavie, dove decidiamo di abbandonarla ed iniziare così a salire attraverso il bosco. Qui finalmente la neve si fa decisamente più presente, e a giudicare dai rami degli abeti carichi di polvere bianca, si intuisce chiaramente che nella giornata di ieri, almeno a queste quote, deve aver nevicato. Dopo una buona mezz'oretta di pura libidine in mezzo a questo bosco fatato e con tanta neve fresca, sbuchiamo finalmente all'aperto, proprio nei pressi dell'Alpe Deccia inferiore (1610m).
Siamo arrivati, anzi no... a dire il vero dobbiamo salire ancora un pochino per raggiungere le baite superiori. Sembra incredibile, ma ogni volta che arrivo in questo punto e mi appare all'improvviso questo piccolo angolo di paradiso, rimango talmente affascinato al punto da restare senza fiato e senza parole. Imbocchiamo ora la traccia che ci conduce in breve a passare tra le baite di Deccia inferiore, poi, inventandoci un percorso tra 30cm di neve fresca, (pura libidine, ma anche tanta fatica) iniziamo la nostra ascesa verso le baite superiori già ben visibili sopra le nostre teste. Qui si sprofonda giusto un poco, Dasy e Gioy si divertono un mondo a rincorrersi e giocherellare nella neve fresca, mentre io e Flavia, passettin passettino, continuiamo imperterriti a salire fino a giungere nei pressi di una cappella a Deccia superiore (1694m).
Bene, ora siamo finalmente arrivati, non ci resta che trovare un bel posticino all'asciutto ed al sole dove poter consumare il nostro pranzetto. Con dei mattoncini ed alcuni assi di legno, improvvisiamo una sorta di panchina e... adesso si che possiamo dar fondo alle nostre provviste in tutta comodità. Il caldo sole e la splendida giornata ci invogliano a trattenerci a lungo in questo posto idilliaco, ma... come sempre giunge il momento di rimetterci in cammino verso valle.
Ricomposti gli zaini, iniziamo a scendere liberamente i ripidi pendii che separano Deccia superiore da quella inferiore, divertendoci un mondo a ciaspolare in tanta neve fresca, poi riprendiamo a seguire la strada fino ad incontrare la prima deviazione per Lonsc. Qui la abbandoniamo per seguire una traccia lasciata da altri ciaspolatori che si inoltra nel bosco, fino a ricongiungerci con la stradina di servizio per Prepiana Superiore, che di lì a poco raggiungiamo.
Altra breve sosta per dissetarci e scattare qualche foto, poi, sempre seguendo la traccia battuta, iniziamo a scendere fino a portarci a Prepiana inferiore, dove ci manteniamo a sinistra seguendo un'ampia mulattiera. Pochi passi e ci rendiamo subito conto che non stiamo seguendo il tracciato che c'eravamo prefissati, e così dietro-front fino a tornare a Prepiana, dove, trovata la giusta via, ritorniamo a scendere seguendo i segni di vernice che indicano il sentiero estivo per Lonsc. Da qui in poi alterniamo tratti di bosco a tratti aperti... passiamo per Vorna ed infine eccoci a Lonsc, dove ci ricongiungiamo con la strada percorsa in salita. Ora non ci resta che seguirla fedelmente fino a tornare al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto, stanchi, ma soddisfatti e felici di avere iniziato l'anno escursionistico con questa bella escursione.
A questo punto non ci resta che rimetterci in viaggio verso casa godendoci gli ultimi raggi di sole ed un fantastico tramonto.
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