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Val Antigorio
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Alpe Genuina
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Percorrere la strada per la val Formazza fino a Crodo, dove si trovano chiare indicazioni per Viceno e successivamente per Foppiano, dove è possibile lasciare l'auto. (1217m)
Arriviamo a Foppiano e la giornata ci appare subito splendida, anche se ventosa, ma per il momento ne siamo completamente al riparo. Calzati gli scarponi e indossato lo zaino, cominciamo a salire seguendo le indicazioni per il Passo della Colmine, imbocchiamo un tratto di strada sterrata che lascerà ben presto il posto a un comodo sentiero che Chicca si accinge a percorrere con grande entusiasmo. In breve raggiungiamo il bello e soleggiato Camplero, che merita di essere visitato. Dal comignolo di una baita esce del fumo... a quanto pare qualcuno ha passato la notte qui. Tra le splendide baite che compongono l'alpe troviamo una cappella dedicata alla Madonna... una breve pausa ad ammirare le cime della val Antigorio imbiancate e poi riprendiamo il nostro cammino verso il passo. Poco dopo troviamo una palina con dei cartelli segnavia che ci indicano la direzione da prendere. Il sentiero continua a salire completamente immerso nel bosco... in alcuni punti rimaniamo estasiati ad ammirare il contrasto di colori tra i verdi abeti e i dorati larici. Poi la salita si fa decisamente più ripida e richiede qualche breve sosta tecnica, e infine, eccoci al Passo della Colmine (1605m) dove troviamo un'altra palina con numerosi cartelli che ci indicano le svariate possibilità. La nostra meta è l'alpe Genuina, e così imbocchiamo il sentiero che si staglia a sinistra del passo percorrendo la lunga dorsale boschiva chiamata La Colmine, che fa da spartiacque tra la val Antigorio e la val Divedro. In alcuni punti il sentiero è completamente ricoperto di neve fresca, e cammina cammina eccoci finalmente allo scoperto dove ci soffermiamo qualche istante ad ammirare il panorama sulle cime imbiancate. Ancora un breve traverso e siamo in vista delle baite dell'alpe Genuina, che in breve raggiungiamo (1695m). Chicca prende subito posto e sembra quasi volermi dire che qui è bello e ci possiamo fermare. E in effetti questa era la nostra meta... quindi... sosta pranzo. Alle spalle dell'alpe ci appaiono imponenti il Pizzo Giezza e Il Dosso, mentre più lontano il Monte Leone è avvolto dalle nuvole. Il vento soffia forte, ma ancora una volta siamo completamente al riparo e così... scattiamo una foto ricordo e ci mettiamo comodi a consumare il nostro pranzetto e a crogiolarci al sole. Dopo esserci ben riposati, scendiamo fino al limite inferiore dei prati per gustarci lo splendido panorama sulla Valle Divedro, poi un saluto all'alpe e ci rimettiamo in cammino verso valle. Per il rientro decidiamo di seguire un percorso alternativo, che toccando gli alpeggi Cheggio e Flecchio ci riporterà a Foppiano dove abbiamo lasciato l'auto. Ancora una volta ci rituffiamo in un fitto bosco di abeti e larici, poi una ripidissima discesa ed eccoci a Cheggio, altro stupendo alpeggio che merita di essere visitato. Purtroppo qui non troviamo nessun cartello che ci indichi la direzione da prendere, ma al limite dei prati, individuiamo un sentiero marcato che sembra andare nella giusta direzione E infatti, poco dopo, eccoci in prossimità di una cappella con bella vista sulla sottostante valle Antigorio. Fin qui tutto ok.. siamo sul percorso giusto. Il sentiero ora scende sempre immerso nel bosco, ma dopo una quindicina di minuti di cammino, scompare tra le numerose foglie depositatesi a terra. Proviamo a proseguire un po' a intuito, cercando di individuare qualche misero segnavia bianco-rosso che riaffiora dalle foglie, ma poco dopo tutto si appiattisce e scompare. Ora la situazione non è per nulla piacevole... di fronte a noi un ripido versante boschivo completamente ricoperto di foglie e nessun segno di vernice sugli alberi. Tentiamo di fare ancora qualche passo, ma la situazione oltre che complicata si fa anche pericolosa... le foglie rendono il terreno molto scivoloso e il versante è alquanto ripido... un passo falso potrebbe costarci caro e siccome non ci tengo a finire sulle prime pagine dei giornali di lunedì... con grande indignazione per la mancata segnaletica e con altrettanto grande rammarico decido che è meglio ritornare indietro. Una decisione molto sofferta, perchè siamo a quota 1300m e dobbiamo risalire fino a 1700m per un sentiero alquanto ripido e faticoso, ma è l'unica alternativa che vedo possibile in questo istante. E così... dietro-front. Ripassiamo per Cheggio e poi con non poca fatica, risaliamo il ripido bosco fino a ritornare all'alpe Genuina dove finalmente possiamo tirare il fiato. Per fortuna c'eravamo mossi per tempo e così abbiamo ancora un paio d'ore minime prima che il sole cominci a calare dietro le montagne. Due minuti per riprendere fiato e riposare le nostre stanche membra e poi via che si riparte. Ripercorriamo a ritroso la lunga dorsale boschiva fino a giungere di nuovo al Passo della Colmine, poi giù per direttissima fino a Camplero dove ci soffermiamo a dissetarci e a scambiare quattro chiacchiere con alcuni proprietari di baite. Raccontiamo a loro la nostra disavventura, che ci confermano la mancanza di segnaletica e di cartelli, ma che allo stesso tempo ci chiariscono le idee. E così scopriamo che se un centinaio di metri dopo la cappella avessimo abbandonato il sentiero principale per risalire liberamente nel bosco, saremmo sbucati sulla gippabile che scende a Flecchio. Si certo.... facile a dirsi, ma come fa uno a saperlo se non c'è nessun cartello o segnavia che lo indica? E così, ancora più amareggiati, riprendiamo il cammino fino a far ritorno a Foppiano, dove riusciamo a goderci gli ultimi raggi di sole che illuminano la dorsale del Monte Cistella con l'omonimo Corno. |
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