Percorrendo la strada per la val Formazza, dopo il paese di Crodo, sulla sinistra, si trova una deviazione per Cravegna. Arrivati in paese, proseguire seguendo le indicazioni per Viceno e prima di un ponte sul torrente Alfenza, a destra, si innalza una strada dove un cartello indica Alpe Deccia. (900m circa)
A dire il vero oggi, io e l'amico Mario, (www.magat.it) eravamo diretti verso la val Formazza, ma... il forte vento e le recenti nevicate che hanno reso difficoltosa la circolazione sulle strade, c'hanno fatto desistere e così abbiamo optato per una salita molto meno impegnativa, in un luogo affascinante e decisamente più riparato dal vento.
Iniziamo a salire calzando subito le ciaspole, in quanto la neve supera fin dall'inizio i 20-30cm e la strada è ben innevata. Passiamo a fianco di baitine colorate e ben tenute e alzandoci di quota appare sotto i nostri occhi Viceno. Continuiamo a camminare... la strada battuta dal passaggio di un gatto delle nevi ci permette di salire con poca fatica, e in breve arriviamo prima all'alpe Auluccio e successivamente all'alpe l'Oro. Proseguiamo in un ambiente davvero unico e fiabesco fino ad arrivare all'ingresso dell'alpe Deccia (1694m). Entriamo nel bell'alpeggio con le sue baitine tutte ben tenute e puntiamo verso le baite superiori affrontando un tratto su neve vergine. Seppur pochi metri ci separano dalle baite inferiori a quelle superiori, la salita, un po' per la neve soffice, un po' per il vento che in alcuni punti soffia forte e freddo, risulta essere piuttosto lunga e faticosa. Ma finalmente arriviamo e.. una baita in ristrutturazione aperta ci offre un buon rifugio di fortuna. Dall'interno riusciamo a scorgere un gruppetto di baite più sopra e alcune delle vette attorno a noi. Dopo esserci riposati e rifocillati, Mario decide di uscire in balia del forte vento ad ammirare il paesaggio attorno. Poco dopo decido di uscire anch'io e Chicca ci osserva un po' allibita quasi a dirci... ma che state facendo, quì fa freddo? Dall'altra parte della vallata appaiono imponenti alcune delle vette della valle Antigorio che fanno da confine con la Svizzera e la valle di Campo. Facciamo un giro tra le baite superiori dell'alpe.. la neve sui tetti è davvero tanta. Il vento quì però soffia forte e gelido e così torniamo nel nostro rifugio dove Chicca ne approfitta subito per farsi una dormitina. Visto che il vento non sembra proprio volersi placare, decidiamo di iniziare a scendere alla ricerca di un posto al sole un po' riparato. Dall'alto non possiamo fare a meno di ammirare e fotografare l'alpe in tutto il suo splendore, poi, ci dirigiamo verso un gruppetto di baite che ci regalano scorci stupendi, e infine, giunti alle baite inferiori, troviamo un posto ben riparato dal vento dove crogiolarci al sole e riguardare le nostre tracce lasciate sulla neve. Anche i tetti della baite inferiori sono ben innevati.. certo che ne portano di peso! Facciamo una foto ricordo in questo ambiente davvero spettacolare. La vetta del Corno di Cistella è letteralmente spazzata dal vento, mentre in lontananza fanno capolino le vette del Devero. Ancora qualche suggestiva immagine e poi, iniziamo a scendere. Tra un tornante e l'altro proviamo a fare qualche taglio in mezzo al bosco su neve vergine. Mario però, invece di seguire le tracce mie e di Chicca, decide di avventurarsi in un percorso tutto suo, e cammina cammina eccolo scomparire in una buca. Nel tentativo di uscire finisce con lo sprofondare ancora di più, ma alla fine, con non poche difficoltà, riesce a riemergere e possiamo riprendere il cammino verso valle, questa volta seguendo la strada battuta. Ripassiamo per le baite dell'alpe Auluccio e infine rieccoci alla macchina. Bellissima e divertentissima gita, in un ambiente a me ormai molto conosciuto, ma che ogni volta offre panorami ed emozioni sempre diverse. (Tempo di salita: 2 ore circa)
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