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Val Antigorio
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Verso Passo della Colmine
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Percorrere la strada per la val Formazza fino a Crodo, dove si trovano chiare indicazioni per Viceno e successivamente per Foppiano, dove (neve permettendo) è possibile lasciare l'auto. (1217m)
Anche oggi, a quanto pare, hanno sbagliato le previsioni, visto che doveva essere una giornata di brutto tempo con neve fino a basse quote e invece... al nostro ingresso in val d'Ossola ci accolgono sole e cielo azzurro. Unica pecca... forte vento, tant'è che dopo un breve consulto con l'amico Mario (www.magat.it) giungiamo alla conclusione che non è certo la giornata migliore per salire su una cima, e così decidiamo di dirottare verso Foppiano e tentare di arrivare all'alpe Colmine. Imboccata la strada per Foppiano inizia la nostra avventura. Dopo qualche tornante la macchina, a causa della strada innevata, si ferma, e non ne vuole più sapere di salire. Primo pit-stop per montare le catene. Si riparte, ma dopo qualche tornate la strada torna asciutta e pulita e... secondo pit-stop per togliere le catene. Il tutto seguito da una serie di imprecazioni perchè chissà come mai uno compra le catene No-Problem perchè semplici e rapide da montare e poi quando è il momento c'è sempre qualche intoppo! Ma vabbè... questa è un'altra storia! Ripartiamo e un chilometro più avanti di nuovo strada innevata. Visto che manca poco a Foppiano decidiamo di arrenderci, parcheggiamo l'auto in uno spiazzo innevato e iniziamo coi preparativi. Cominciamo a salire seguendo la strada, ai nostri occhi appaiono scenari da favola e in men che non si dica siamo a Foppiano. Qui troviamo un ambiente incontaminato, con tanta neve fresca... a noi il compito di battere la traccia. Chicca è entusiasta e impaziente, ma... è costretta ad attendere che io e Mario indossiamo le ciaspole. Poi si parte, tuffandoci in un fiabesco bosco... e chi l'avrebbe mai detto di ritrovarsi in un ambiente così spettacolare nel giorno prima di Pasqua? Poco dopo iniziano i guai però... il bosco è fitto, i segnavia bianco-rossi sono tutti sommersi dalla neve e.. dove si va? Cerca cerca, alla fine troviamo la giusta via e in breve siamo alle porte di Camplero dove veniamo accolti da una bella cappella. Una breve sosta per ammirare il panorama sulla vallato, poi Chicca, impaziente di continuare, ci indica la giusta direzione da seguire. Risaliamo un breve tratto ripido dove l'altezza della neve comincia ad aumentare, poi le pendenze si addolciscono e affrontiamo un bel traverso in mezzo al bosco. Si prosegue sempre a intuito perchè il tracciato è sotto almeno 30cm di neve, poi imbocchiamo una deviazione sulla destra seguendo i cartelli di un metanodotto. Di una cosa siamo certi... se seguiamo i cartelli non possiamo sbagliare perchè il metanodotto attraversa proprio il Passo della Colmine. Inizialmente si sale con pendenze accettabili, ma poi... veri e propri muri ci mettono in difficoltà. La neve è sempre più alta e pesante, si sale di un passo per scivolare indietro di mezzo, e così, raggiunta una piccola radura a quota 1500m circa, decidiamo di gettare la spugna e fermarci, anche perchè siamo stanchi ed è già mezzogiorno. Scattiamo una foto ricordo alla bene meglio e ritorniamo sui nostri passi. Se salire non è stato facile, scendere non è certo meglio. Le pendenze sono notevoli e il manto nevoso non tiene per nulla, quindi decidiamo di toglierci le ciaspole. Al loro posto io provo a calzare i ramponcini che mi permettono di scendere in tutta tranquillità e sicurezza. Mario, che invece li ha lasciati a casa pensandoli inutili, si ritrova a scendere con altri mezzi e il risultato è quello che potete vedere anche voi. Chicca invece, anche senza nessun aggeggio ai piedi, si destreggia alla grande e si diverte un mondo... non c'è nulla da fare... quattro zampe motrici e un baricentro basso fanno una notevole differenza. La fatica e l'amarezza della rinuncia viene comunque largamente ricompensata dall'ambiente circostante, poi finalmente rieccoci a Camplero dove Chicca incontra un amichetto con cui giocherellare un po'. Ci mettiamo comodi sotto gli occhi vigili del Corno di Cistella a consumare il nostro pranzo, e a scambiare quattro piacevoli chiacchiere. Chicca, visto che di tanto in tanto spira qualche raffica di vento, decide di correre ai ripari servendosi del cappellino di Mario. Poi il sole comincia a calare e la temperatura pure, così scattiamo una foto ricordo, salutiamo Camplero e ci rimettiamo in marcia verso valle. Dopo un breve tratto di bosco eccoci alle porte di Foppiano, dove ci soffermiamo a gustarci qualche ultimo scorcio prima di rimetterci in viaggio verso casa, comunque soddisfatti della giornata vissuta in un ambiente incontaminato e fiabesco. |
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