Valle Antigorio
Alpe Deccia
Percorrendo la strada per la val Formazza, dopo il paese di Crodo, sulla sinistra, si trova una deviazione per Cravegna. Arrivati in paese, proseguire seguendo le indicazioni per Viceno e prima di un ponte sul torrente Alfenza, a destra, si innalza una strada dove un cartello indica Alpe Deccia. (900m circa)

Che giornata! A dir la verità, stamattina. io e Chicca eravamo diretti da tutt'altra parte, ma... vento e neve a bassa quota ci hanno fatto dirottare verso la val Antigorio, ben consapevoli che all'Alpe Deccia si sale in totale sicurezza e al riparo dal forte vento. Giunti al posteggio, nevica! Ottimo... in una giornata così una nevicata è proprio quel che ci voleva. L'ambiente attorno comincia pian piano ad imbiancarsi, e non solo quello... pure il manto nero di Chicca :-). Entusiasti di questa inattesa (ma nemmeno poi tanto) fioccata, incominciamo ad incamminarci lungo la strada che inizialmente offre poche emozioni... la neve è poca e si cammina sull'asfalto. Intorno a noi regna un grande silenzio, la vallata si intravvede a malapena, e tutto pian piano si ricopre di bianco. In breve perveniamo ad un piccolo gruppetto di baite, che ci lasciamo alle spalle per proseguire sempre seguendo la strada principale, e dopo una serie di tornanti, eccoci in località Reita e successivamente a Lonsc, dove l'attenzione di Chicca viene attirata da chissà cosa! Finalmente la neve comincia ad essere decisamente più presente, ora la strada è tutta imbiancata e dell'asfalto non vi è più traccia, ma la cosa più entusiasmante è vedere gli abeti pian piano indossare l'abito bianco. Nevica sempre più copiosamente, abbiamo ancora molta strada da percorrere, e il nostro pensiero è: chissà quanta neve ci sarà a Deccia!? Poco dopo sopraggiungiamo all'Alpe L'Oro e da qui in poi la salita diventa un'emozione unica. Il bosco si infittisce, i passaggi tra gli abeti imbiancati si fanno suggestivi, fiabeschi, surreali, la neve aumenta e la fatica comincia a farsi sentire, tant'è che di tanto in tanto una pausa per riprendere fiato è d'obbligo, che ciascuno si gestisce come meglio crede. Giganteschi abeti sembrano cedere sotto il peso di tanta neve e chinano i loro rami come per salutarci ed accoglierci in un caloroso abbraccio (beh... forse ho esagerato.... caloroso mica tanto, fa un freddo!!!) e dopo una mezz'oretta di cammino immersi in questo scenario a dir poco fiabesco, usciamo allo scoperto e davanti a noi appaiono le baite dell'alpe Deccia... siamo arrivati! (1694m). Attorno a noi tutto bianco e immacolato, siamo i primi ad essere arrivati fin quassù oggi, e forse anche gli unici. Nevica ancora e fa freddo... ci incamminiamo verso l'interno dell'alpeggio alla ricerca di un posticino riparato, ma l'impresa è ardua, finchè individuiamo una stalla con un bel porticato esterno e senza troppi indugi andiamo a prendervi posto. Diciamo la verità: il panorama e la vallata davanti a noi sono praticamente inesistenti, ma l'ambiente che ci circonda è davvero stupendo, le nuvole di tanto in tanto si diradano lasciandoci intravvedere il Corno di Cistella e la Piana di Aleccio, collocati rispettivamente sopra e davanti a noi, ma questo posticino riparato che ci siamo trovati, è tutt'altro che accogliente. A terra... beh, siamo all'esterno di una stalla potete immaginarvi cosa c'è. L'odore è ancora piuttosto forte, sembra quasi che le bestie siano state portate via ieri, e... peccato a questo punto non vi siano, perchè ci avrebbero donato almeno un po' di tepore :-) Ma per oggi va benissimo così, ci accomodiamo alla bene meglio e consumiamo un frugale pranzetto, poi scattiamo una foto ricordo, indossiamo le ciaspole e via che si riparte. Dopo una salita piena di emozioni, ma anche di fatiche, ci attende una discesa altrettanto emozionante e superdivertente. Chicca come al solito da spettacolo, corre, salta, si lancia giù a rotta di collo, scivola, cade, si rotola nella neve... ne combina di tutti i colori, e il mio cuore si riempie di gioia nel vederla così felice! Dopo aver riattraversato l'alpe, ci lasciamo alle spalle le sue baite, ci rituffiamo nel fiabesco bosco e seguendo a ritroso il percorso di salita ripassiamo per l'Alpe Compolo e dopo un'oretta di cammino circa, tra le fronde degli alberi imbiancati, ecco comparire le baite dell'alpe Lonsc e il paese Viceno. Ormai manca poco alla macchina, ma l'asfalto comincia a riaffiorare e ci costringe ad una sosta per togliere le ciaspole, poi via di nuovo ed in breve eccoci al posteggio, dove Chicca, soddisfatta e col naso imbiancato, attende pazientemente il momento della partenza. Strada facendo optiamo per una deviazione a Trontana dove troviamo gli amici Valter e Mario seduti a chiacchierare accanto al fuoco del camino, e dopo un'abbondante merenda in piacevole compagnia, ci rimettiamo in viaggio verso casa, allegri e soddisfatti della splendida giornata.


Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore e 15 minuti circa
3 ore e 45 minuti circa
12 km

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