Valle Antigorio
Passo, Salecchio Inferiore e Superiore, Cà Francoli, Chioso
Seguendo la strada per la val Formazza si arriva a S. Rocco di Premia e successivamente a Passo. Poco più avanti, sulla sinistra, vi è un ampio parcheggio (787m) con una strada asfaltata a lato (chiusa al traffico) con chiare indicazione per Salecchio.

Ci siamo... a quanto pare la primavera comincia a bussare alla porta, e arrivati a Passo già fa caldino, e già mi vedo faticante a salire su una neve molle e poco portante. Vabbè... ormai siamo in ballo e balliamo. Indossata l'attrezzatura iniziamo a salire in compagnia di Manuela, una ciaspolatrice conosciuta al parcheggio, con cui finiremo per condividere l'intera gita. Ai nostri piedi la valle ancora dorme sonni profondi, mentre noi, tra un tornante e l'altro, cominciamo a guadagnare quota. Poco dopo un tonfo, subito seguito da altri rumori che attirano la nostra attenzione e ci mettono in guardia... le alte temperature stanno provocando il distacco di numerosi blocchi di neve e ghiaccio dalle altissime pareti rocciose e strapiombanti che sovrastano le nostre teste. Procediamo con un pizzico di preoccupazione e con il naso quasi costantemente rivolto all'insù, superiamo il luogo della caduta, e veloci come il vento arriviamo all'ingresso della galleria, dove una madonnina incastonata tra le rocce ci dà la sua benedizione. Bene... ora siamo costretti a toglierci le ciaspole ed indossare le pile frontali... l'interno della galleria è buio, non si vede una cicca neppure con le frontali accese, e così procediamo a rilento cercando di illuminare alla bene meglio le pareti per seguirne il percorso. Poi d'un tratto una luce... sarà l'ingresso del paradiso o l'uscita della galleria? Buona la seconda, e così in breve siamo fuori ed anche lontano dal rischio ghiaccio e pericoli vari. Altra sosta, questa volta per rimetterci le ciaspole, mentre Chicca come al solito ne approfitta per un riposino. Bene... a questo punto riprendiamo a salire seguendo la strada innevata e ben battuta, passiamo a fianco di alcune baite, poi una piccola deviazione ed eccoci in vista di Salecchio inferiore, che in breve raggiungiamo (1322m). Qui una sosta è d'obbligo, sia per riprendere fiato, sia per rifarci gli occhi col panorama e la cima del Monte Giove. Un giro attorno alla chiesetta e via che ripartiamo... Manuela sembra felice e soddisfatta, ma non sa ancora cosa l'aspetta più avanti, e a dir la verità... nemmeno io e Chicca :-). Usciamo da Salecchio inferiore e imbocchiamo il sentiero che sale a quello superiore... la traccia è battuta, ma poco portante, si comincia a sprofondare e la fatica ben presto comincia a farsi sentire. Stringiamo i denti, rallentiamo l'andatura e passo dopo passo arriviamo alla cappella, dove effettuiamo un'altra sosta. Il panorama da qui è davvero sublime, riguardiamo con soddisfazione Salecchio Inferiore ormai lontano, ma... c'è un inghippo... il sole ormai bello alto in cielo ha letteralmente fatto impennare la colonnina di mercurio, e la neve si sta brutalmente trasformando. Qualcosa ci dice che se fin qui è stata dura, più avanti lo sarà ancor di più. Riprendiamo il cammino e le nostre previsioni diventano presto realtà... ma per fortuna siamo già in vista di Salecchio superiore (1509m). Guadagnamo a fatica il centro del villaggio Walser, costituito da un bel nucleo di baite perfettamente mantenute. Manuela è soddisfatta e gironzola interessata per le viuzze del villaggio, poi ci dirigiamo verso il lavatoio e il vecchio mulino e... sorpresa!!! Da qui in poi fine della traccia. Il percorso ormai è ben conosciuto da me e Chicca, e la neve sembra inizialmente reggere il nostro peso, quindi... possiamo procedere. Purtroppo però, poco dopo, si comincia a sprofondare, ma come ci siamo detti alla partenza, ormai siamo in ballo e continuiamo a ballare. Certo è che se fino a Salecchio avevamo fatto fatica, da qui in poi sarà tutto raddoppiato, tranne l'andatura che sarà dimezzata e forse anche meno. Ci lasciamo alle spalle Salecchio superiore che si gode questa splendida giornata di sole, e dopo un bel traverso eccoci ad affrontare un tratto aereo, ma ben protetto, che Manuela percorre con sicurezza e decisione. Un'ultima occhiata all'ormai lontano Salecchio ed eccoci in prossimità di un'isolata baita e poco dopo in vista di Cà Francoli. Mancano ormai pochi metri alla meta, le gambe oramai affaticate e la neve molle ci costringono a percorrerli alquanto lentamente, e il villaggio sembra non arrivare mai, ma alla fine... ci siamo, e la soddisfazione è davvero tanta (1555m). Ora c'è un'altra impresa da compiere... trovare un posticino dove poterci comodamente sedere a consumare il nostro pranzetto e riposare le nostre stanche membra. Proviamo in prossimità della cappella, ma è tutto sommerso... ci dirigiamo così verso la "Baita Serena", troviamo una comodissima panca di pietra e qui prendiamo posto. Chicca invece, forse accaldata, preferisce starsene comodamente sdraiata sulla neve. Poco dopo sopraggiungono da Chioso due ciaspolatori proprietari di una baita in loco, intenzionati a compiere lo stesso nostro percorso in senso inverso. Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con loro, ci offrono la possibilità di usufruire della loro auto posteggiata a Chioso per far ritorno a Passo dove abbiamo parcheggiato le nostre, e... come rifiutare un'offerta simile? Contenti come non mai, anche perchè, diciamo la verità... la parte forse più noiosa e pericolosa di tutto questo giro sono proprio i 2km di statale da percorre a piedi con le auto che ti sfrecciano a fianco, concludiamo il nostro pranzetto, scattiamo una foto ricordo e via che si riparte. Passiamo sotto la cappella di Cà Francoli, scendiamo di qualche metro per poi deviare a sinistra in direzione di un gruppetto di baite, poi un bel traverso nel bosco fino a giungere in prossimità di un altro agglomerato di baite in posizione panoramica sulla vallata, e infine eccoci in località Cangei e in vista dell'alpe Vova. L'ambiente attorno a noi è spettacolare e ci regala forti emozioni, Manuela poi è strafelice... è la prima volta che vede questi luoghi! Scendiamo fino a Vova, oltrepassiamo un ponticello sul torrente, ed eccoci sulla strada con una traccia finalmente ben battuta e portante. Ora procediamo decisamente più spediti lasciandoci alle spalle uno scenario mozzafiato, un'occhiata anche alla località Cangei, e poi via quasi senza più soste sempre seguendo la strada consortile. Da qui in poi il percorso diventa un po' più monotono, la strada scende ripida con ampi tornanti immersa nel bosco, ma cammina cammina, eccoci finalmente di nuovo all'aperto con vista panoramica sulla vallata, poi ancora pochi passi e siamo a Chioso. Individuata l'auto dei due gentilissimi ciaspolatori, raduniamo le nostre cose e via che si parte, questa volta comodamente seduti e senza far nessuna fatica, e c'è anche chi riesce a schiacciare un pisolino durante il breve tragitto. Arrivati a Passo, prima di risalire sulla nostra auto e rimetterci in viaggio verso casa, salutiamo e ringraziamo Manuela per averci tenuto compagnia in questa bellissima escursione, con l'augurio di poter rivivere altre splendide giornate come questa... magari con neve più portante e meno fatica :-)


Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
3 ore circa
4 ore e 30 minuti circa
11 km

Torna alla Home Page