Percorrere la superstrada del Sempione fino all'uscita Montecrestese, indi superare il centro del paese e proseguire seguendo le indicazioni per Altoggio, dove una volta giunti, è possibile posteggiare l'auto nella piazzetta all'ingresso del paese, oppure, proseguire ancora un tratto lungo la strada per la valle Agarina fino al cartello di divieto di transito.
Partiti con tanti bei propositi, siamo finiti per fare una gita un po' di ripiego, ma non per questo meno bella ed emozionante. Già, proprio così... durante tutto l'avvicinamento in auto alle valli ossolane, un velo bianco dall'aspetto indecifrabile ricopriva il cielo nascondendone il suo colore naturale e il sole. Poi ecco scorgere dai finestrini dell'auto i primi alberi scossi da forti raffiche di vento... bisogna inventarsi qualcosa di diverso, inutile andare su qualche cima ad alte quote per magari non vedere nulla, ma soprattutto per improvvisarsi bandiere al vento. Ecco quindi che propongo ai miei amici di salire in quel di Coipo, so che la zona per buona parte è al riparo dal vento e anche le numerose baite del posto offrono svariati e comodi ripari. Entusiasti saliamo quindi fino ad Altoggio per poi imboccare la strada in direzione della valle Agarina fino al cartello che ci indica che da lì in poi non si può più proseguire, in quanto la strada diventa privata. (800m circa).
Scendiamo dalle auto, la situazione non sembra poi così male, un timido sole cerca di farsi spazio tra il velo bianco e compatto che riveste il cielo, il vento per ora lo si ode solo soffiare, e così, iniziamo i preparativi. Oggi Dasy sembra più impaziente ed entusiasta del solito, forse perchè c'è con noi amichetta tutta per lei, Tea. Iniziamo a salire seguendo la strada asfaltata fino al bivio per Coipo, per ora le ciaspole non servono, la neve è poca e compatta, quindi procediamo spediti in direzione della nostra meta. In breve raggiungiamo la Cappella dei Genovesi, dove finalmente veniamo baciati dal sole, e dove optiamo per fare una sosta a toglierci qualche indumento di troppo e calzare finalmente le ciaspole.
Da qui in poi procediamo sempre seguendo la strada perfettamente battuta, a tratti tra i rami degli alberi si intravedono la valle sotto di noi e Altoggio, poi giunti nei pressi di un nucleo di baite, abbandoniamo temporaneamente la strada per andare a visitare l'alpeggio. Baite molto belle, ma soprattutto poste in posizione davvero invidiabile, al sole, e con un panorama sull'Ossola da dieci e lode. Verrebbe quasi voglia di fermarsi qui, ma sappiamo che sopra sarà ancor più bello, e quindi, dopo aver tagliato per i prati imbiancati dell'alpe, ci ricongiungiamo nuovamente con la strada che in breve ci porta a superare un altro bel gruppo di baite fino a giungere all'Oratorio della Madonna di San Luca, dove rimaniamo letteralmente ammaliati dalla vista sulla valle.
Nel frattempo il sole sembra aver perso la sua dura lotta contro il velo di nuvole, e in più cominciano a sentirsi le prime gelide folate di vento. E infatti, dopo un breve tratto di strada, guadagnamo un pianoro dove sorgono alcune belle baite e dove veniamo letteralmente flagellati dal vento. Sosta immediata per rimetterci indosso abiti adeguati, poi a fatica proseguiamo, In alcuni punti il vento è talmente forte che solleva la neve farinosa scaraventandocela sul viso e negli occhi, si procede lentamente e a fatica seguendo la strada, ma per fortuna questa situazione dura poco, il tempo di raggirare una piccola altura ed eccoci in vista delle baite di Corte Bartolini, e al riparo dal vento, o quasi.
Ora finalmente si respira, di tanto in tanto qualche raffica tenta di raggiungerci, ma dura solo qualche istante, poi torna la pace e la tranquillità. Superata la corte con le sue belle baite, saliamo ancora un po' fino a giungere alle porte di Coipo. Qui ci soffermiamo qualche minuto per pensare al da farsi: raggiungere il centro dell'alpe o proseguire fino a Giovera superiore? Visto che per Claudio e Davide è la prima volta che salgono in questa zona, propongo loro di proseguire ancora una decina di minuti; in realtà ci attendono ancora 200m di dislivello, ma li ho bleffati facendogli credere che Giovera era mooolto più vicina di quanto potessero pensare :-).
Attraversati i bei pratoni imbiancati di Coipo riprendiamo la strada e seguendola fedelmente passiamo prima per Giovera inferiore fino a portarci a Giovera superiore (1632m quota GPS), dove consideriamo terminata la nostra salita. Qui c'è tanta neve e non riusciamo a trovare un posticino adeguato dove fermarci per la sosta pranzo, e così, tagliando giù per boschi e bei pendii ricoperti di neve soffice e farinosa, scendiamo fino a Giovera inferiore dove, all'esterno di una baita, troviamo un posticino davvero molto carino e ospitale, sembra quasi fatto apposta per noi. Bene... si mangia.
Un termometro all'esterno di una baita segna -4 gradi, e posso garantirvi che si sentivano proprio tutti. In più il vento sembra addirittura aver aumentato la sua forza, di tanto in tanto riesce ad intrufolarsi tra i muri delle baite e raggiungerci, insomma... anche se a malincuore, è meglio rimetterci subito in cammino per evitare di raffreddarci troppo. Scendiamo il più possibile tagliando per il bosco fino a raggiungere il nucleo centrale di baite di Coipo, davvero spettacolare questo posto, peccato solo la giornata fredda che non ci permetta di godercelo pienamente.
Poi tagliando qua e la per i pratoni dell'alpe, ci ricongiungiamo con la strada di servizio, che seguiamo solo a tratti, abbandonandola appena possibile per lanciarci giù a capofitto in mezzo a tanta neve. Ripassato velocemente il punto critico in balia del forte vento, ora sempre più presente e massacrante, scendiamo puntando dritti all'Oratorio della Madonna di San Luca, dove, finalmente al riparo, ci soffermiamo qualche minuto per riprendere fiato e dissetarci un po'.
Da qui in poi, visto la scarsità della neve lungo i pendii boschivi, non ci resta altro che seguire fedelmente la strada fino a ritornare all'auto, stanchi, un po' infreddoliti, ma nemmeno poi tanto visto che alla fine di tutto il percorso siamo rimasti esposti al vento solo per pochi minuti, e comunque soddisfatti della giornata vissuta in buona compagnia.
Prima di tornare a casa, io e Dasy scendiamo a visitare Altoggio, piccolo e simpatico borgo antico, poi visto il freddo intenso, risaliamo in auto e via verso casa!
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