Val Anzasca
Pizzo Castello
Risalire la val Anzasca fino al paese Cimamulera, e successivamente alla località Madonna. (547m).

Parcheggiata l'auto nei pressi del piazzale antistante alla chiesetta della Madonne delle Grazie, imbocchiamo un tratto di strada asfaltata che conduce ad un agglomerato di baite superiori per poi proseguire su esile sentiero che con ripidi tornanti guadagna quota sopra il bel paesino. In breve raggiungiamo una cappella costruita nel 1840 e poco dopo la nostra attenzione viene attirata da una bella Madonnina incastonata tra le rocce. Il sentiero sale ripido nel bosco senza mai dare tregua, si passa l'alpe Sarciera e in breve si raggiunge l'alpe Ceresole, bel balcone panoramico sulla val Anzasca e sulla valle del Toce, oggi purtroppo avvolta da una fitta foschia. Da qui cominciamo a scorgere la nostra meta, o meglio, l'antecima, perchè il realtà la vetta vera e propria vi si trova dietro. Continuiamo a salire innalzandoci sempre su sentiero ripido sopra Ceresole ed in breve eccoci all'alpe Propiano. Attraversiamo i bei pratoni mentre la val d'Ossola sotto di noi ci appare anch'essa avvolta dalla foschia, raggiungiamo le baite superiori dell'alpeggio e poi pieghiamo decisamente a sinistra raggirando un montagnotto. Lungo un tratto di sentiero aereo, l'attenzione di Chicca viene attirata da un simpatico gruppetto di caprette che osservano incuriosite il nostro passaggio. Superato questo traverso, in breve raggiungiamo anche l'ultimo alpeggio, l'alpe Castello. Qui ci fermiamo un attimo a riprendere forze e fiato. La salita al Pizzo Castello non presenta nessuna particolare difficoltà, ma il ripido sentiero non da mai tregua. Passiamo a lato delle baite e cominciamo ad inerpicarci sul tratto più duro, immersi in una bellissima faggeta, mentre dall'altra parte della valle dominano imponenti le vette che fanno da spartiacque tra la valle Anzasca e la valle Strona. Finalmente usciamo dal bosco ed ecco la vetta è ormai vicinissima. Un ultimo sforzo e ci siamo (1607m). Chicca accaldata e stanca approfitta subito di qualche chiazza di neve per rinfrescarsi. Il panorama da questa vetta è davvero sublime. Si possono ammirare la Valle Anzasca con le sue vette, il Pizzo Andolla, le vette della Valle Strona, Mocucco e Camughera e infine, avvolto dalla foschia, l'imponente sagoma del Monte Massone. Purtroppo di lì a poco un vento forte e gelido comincia a soffiare, così ci affrettiamo a scattare una foto di vetta e abbandonare la cima portandoci più sotto al riparo dal vento per consumare il nostro meritato pranzetto. Poco sotto la vetta tra i ciuffetti d'erba spuntano numerosi Crocus. Se la salita nel tratto finale è stata ripida e dura, la discesa non è certo da meno, ma in breve eccoci in vista dell'alpe Castello, dove al riparo dal vento riusciamo finalmente a sfamarci. Dopo esserci goduti il bel panorama e il caldo sole, riprendiamo il nostro cammino e in poco tempo raggiungiamo le baite dell'alpe Propiano superiore da dove si ha una bella veduta d'insieme dell'alpeggio. Non ci resta che percorrere i bei pratoni per poi precipitarci giù a rotta di collo verso l'alpe Ceresole, dove notiamo che anche la nostra vetta appena lasciata sta per essere avvolta da nuvole e foschia. Cimamulera è a strapiombo sotto di noi, ma ancora lontana. Rientriamo nel bosco ripercorrendo a ritroso il sentiero di salita, dove la presenza di primule gialle lascia pensare che l'inverno è proprio finito. (si fa per dire, visto che non è mai cominciato). Un ultimo sforzo e siamo di nuovo a Madonna, dove l'auto ci attende per far ritorno a casa soddisfatti di questa bella giornata. Peccato solo la foschia che ci ha impedito di gustarci il panorama sulla vallata

Tempo di salita escluse le soste
Tempo totale escluse le soste
Lunghezza percorso
2 ore e 15 minuti circa
4 ore circa
8,5 km
Torna alla Home Page