Val Anzasca
Lago delle Locce
Risalire tutta la val Anzasca fino a raggiungere Pecetto. (1358m).

Dal parcheggio della seggiovia del Belvedere, il monte Rosa ci appare imponente e completamente sgombro da nubi, invogliandoci ad affrettarci coi preparativi. Passiamo al lato della seggiovia e imbocchiamo lo sterrato che ci porterà in breve all'alpe Burki, stazione intermedia della seggiovia del Belvedere. Rimanendo a sinistra, proseguiamo risalendo per un breve tratto i campi da sci da dove ci appare sotto di noi l'ormai lontana Macugnaga, poi il sentiero prosegue ripido addentrandosi in un sempre più fitto bosco fino ad arrivare al Rifugio Cai di Saronno, posto in un vero angolo di paradiso purtroppo rovinato dalla recente costruzione della strada sterrata che da Pecetto porterà fino al Belvedere. Giunti alla fine degli impianti, proseguiamo seguendo le indicazioni Rifugio Zamboni, e dopo aver affrontato un breve tratto di sentiero, ecco apparire ai nostri occhi l'imponente parete est del monte Rosa e il ghiacciaio del Belvedere. Affrontiamo ora un tratto di ghiacciaio e morena piuttosto tormentato, ma ben segnato. Questo tratto è ogni anno diverso a causa della continua espansione e mutazione morfologica del ghiacciaio stesso. Attraversato il ghiacciaio, percorriamo la cresta erbosa del costone che fa da spartiacque tra il ghiacciaio e i prati della valle della Pedriola. A causa di una frana avvenuta negli anni scorsi (ben visibile nella foto precedente) il sentiero di cresta non è più percorribile interamente, siamo costretti dunque a puntare dapprima verso il rifugio Zamboni ormai ben visibile, e poi piegare successivamente a destra riguadagnando nuovamente la linea di cresta in prossimità della Cappella Pisati. Da quì si ha una bella veduta sui prati della valle della Pedriola e sui rifugi Zamboni-Zappa. Riprendiamo il cammino in cresta, pochi metri sotto di noi il ghiacciaio del Belvedere si mostra bello seraccato e di tanto in tanto con piccoli laghetti di fusione. Giunti alla fine della cresta, ci ricongiungiamo col sentiero che arriva dallo Zamboni, risaliamo un tratto ripido e in alcuni punti franoso fino ad arrivare all'imbocco della conca che ospita il lago delle Locce. Decidiamo di risalire una piccola altura a destra del lago per poterlo osservare interamente dall'alto e raggiungiamo così quota 2250m. Da questa altura si ha proprio una bella visione d'assieme del lago delle Locce (2209m). Mentre Chicca mi osserva e fa da guardia allo zaino (solo perchè sa che dentro c'è la sua pappa!!) io mi sposto leggermente per scattare qualche foto. Siamo proprio ai piedi della parete est del Rosa. Purtroppo le vette sono avvolte dalle nuvole, ma rimane comunque ben visibile il ripidissimo Canalone Marinelli con l'omonimo rifugio a lato. Ai nostri piedi l'ampia conca in cui nel 2002 si era formato il fatidico Lago Effimero, che aveva suscitato molta ansia e preoccupazione agli abitanti della valle. Ora il lago è ridotto a poco più di una pozza. Col teleobbiettivo riusciamo anche ad immortalare i lontani rifugi Zamboni-Zappa. Optiamo per una piacevole sosta in questo bel punto di osservazione. Di tanto in tanto tra le nuvole si aprono degli squarci dandoci la possibilità di ammirare sopra le nostre teste la Punta Tre Amici, alcuni dettagli del Ghiacciaio del Signal, imponenti seracchi e con un po' di pazienza ecco comparire anche la dorsale della Punta Gnifetti. Dopo esserci rifocillati, scattiamo una foto ricordo e scendiamo sulle rive del lago delle Locce, percorriamo il sentiero che lo costeggia e ci riportiamo sul percorso fatto salendo. Arrivati alla confluenza col sentiero di cresta, deviamo a destra scendendo sui parti alle spalle dei rifugi Zamboni-Zappa dove una mandria di mucche pascola e si gode un po' di riposo, mentre dall'altra parte della valle spicca la sagoma del Monte Moro. Riprendiamo così il sentiero che, dopo aver riattraversato il ghiacciaio del Belvedere, ci riporterà alla stazione della seggiovia. Da quì si prosegue immersi nel fitto bosco, ripassiamo dal rifugio Cai di Saronno e in breve ecco Macugnaga ai nostri piedi. All'alpe Burki decidiamo per una sosta nei pressi di una fontana, da dove riguardiamo le vette del monte Rosa ormai nascoste completamente dalle nuvole. Proseguiamo ora seguendo la strada sterrata che ci riporterà dritti alla macchina, e durante il tragitto finalmente Chicca riesce a trovare un varco tra gli argini del torrente Anza per andare a dissetarsi e rinfrescarsi. Bella gita, a un palmo dal naso dalle imponenti pareti est del monte Rosa

Tempo di salita escluse le soste
Tempo totale escluse le soste
Lunghezza percorso
2 ore e 10 minuti circa
4 ore e 10 minuti circa
13,5 km
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