Val Bognanco
Laghi di Campo
Risalire la val Bognanco seguendo le indicazioni per S. Lorenzo. Prima di arrivare al paese, sulla sinistra di un tornante, si snoda una stradina che porta a Pizzanco (1142m) dove la strada termina in un piccolo parcheggio.

Oggi al nostro arrivo a Pizzanco la giornata sembra promettere davvero molto bene: sole, caldo (anche troppo) e cielo azzurro. La vallata sotto di noi appare invece col cielo un poco velato, ma oserei dire che in questa stagione è più che normale. Ci affrettiamo quindi coi preparativi, attraversiamo velocemente il bel paesino per poi imboccare il sentiero in direzione dell'alpe Oriaccia, mentre alle nostre spalle ci appare in tutto il suo splendore la cima Camughera. Dopo un breve tratto di bosco eccoci all'aperto, passiamo a lato di alcune baite un po' diroccate per poi riprendere la nostra salita immersi in un piacevole e fresco bosco di larici. Il sentiero sale piuttosto ripido e con ampi tornanti fino ad incrociare quello che arriva dalla Gomba, e proprio in prossimità di questa confluenza, intravvediamo tra i rami degli alberi l'alpe Oriaccia, o per lo meno quello che ne rimane. La cima Camughera è sempre lì alle nostre spalle e di tanto in tanto fa capolino tra i rami dei larici. In breve siamo all'alpe Oriaccia dove l'occhio cade sul sottostante Pizzanco ormai lontano, proseguiamo sempre attraverso boschi di larici fino a giungere in prossimità della croce del Vallaro e di conseguenza all'alpe Vallaro. Ci soffermiamo qualche minuto ad ammirare il panorama sulla vallata, poi rimanendo sul sentiero alto, ci incamminiamo verso il Rifugio Alpe il Laghetto che in poco meno di mezz'ora raggiungiamo. Purtroppo il cielo azzurro nel frattempo ha ceduto il posto a dense nuvole basse che stanno pian piano avanzando e coprendo le cime circostanti, ma ormai la bocchetta è lì sopra le nostre teste e decidiamo di raggiungerla anche per vedere com'è la situazione dell'altra parte. Lungo il sentiero che dal rifugio sale alla bocchetta ci ritroviamo a camminare in mezzo a uno splendido tappeto di rododendri fioriti, poi un breve tratto su ciottoli e pietre ed ecco che Chicca dalla bocchetta comodamente mi osserva salire. Ci voltiamo un attimo ad ammirare la vallata col rifugio alle nostre spalle, prima di affrontare l'ultimo traverso che ci porterà dritti alla nostra meta. Alle nostre spalle rimangono la bocchetta con alla destra la vetta senza nome che lo scorso anno a novembre, io e Chicca, nel tentativo di raggiungere i laghi, avevamo risalito per errore. Ancora pochi passi ed eccoci finalmente al primo lago (2224m), una piccola perla incastonata tra verde e pietre che vi si specchiano dentro. Chicca prende subito posto nei prati circostanti convinta di essere arrivata, ma... dobbiamo salire ancora qualche metro per vedere il secondo dei laghi, quello più grande (2293m). Purtroppo al nostro arrivo nuvole basse ci accolgono e ci impediscono di vedere l'intero bacino, ma l'esperienza insegna che ci vuole pazienza e bisogna saper aspettare. Prendiamo posto su una piccola altura sopra il lago dove consumiamo il nostro pranzetto e ci rilassiamo un pochino. Aspetta aspetta, ed ecco che la tanto sospirata "schiarita" arriva e ci permette di vedere per intero tutto il lago. La tregua dura poco però, e così scattiamo una foto ricordo e iniziamo la discesa. Dall'alto riusciamo a gustarci ancora per un poco il panorama sul primo lago e sulla bocchetta, poi... eccoci di nuovo avvolti dalle nubi. Giunti alla bocchetta la situazione sull'altro versante sembra migliore e Chicca sembra aver avvistato qualcosa, che non scoprirò mai. Iniziamo a scendere.. all'altezza del Rifugio Alpe il Laghetto comincia a gocciolare, ma decidiamo di affrettare il passo e proseguire. Pessima scelta... poco dopo il gocciolio si trasforma in pioggia battente e arriviamo a Vallaro ormai belli zuppi. Bagnati per bagnati proseguiamo ancora fino all'alpe Oriaccia, dove il maltempo sembra concedere una tregua. Facciamo una breve sosta per asciugarci un pochino, mentre Chicca osserva pacificamente un gregge di pecore che poco più sopra pascolano nei prati. Qualche secondo dopo lo scatto della foto, Chicca viene assalita dai 3 cani pastori a guardia del gregge, innescando così una rissa in cui Chicca sembra avere la peggio. Il tutto sotto lo sguardo INDIFFERENTE del pastore che stava una trentina di metri poco più sopra. A questo punto l'istinto mi porta ad accorrere in soccorso alla povera Chicca e comincio a tirare calci e bastonate ai 3 cani. Con non poca fatica (e anche un po' di paura) riesco in qualche modo a riportare la calma, il tutto sempre sotto lo sguardo INDIFFERENTE del pastore che in mezzo a tutto questo trambusto si è limitato ad emettere qualche fischio (manco fosse una marmotta in pericolo). Riportata la calma, ora sono io ad aggredire verbalmente il pastore per la sua incapacità di controllare i propri cani e per il suo menefreghismo totale di fronte a tale ferocia senza ragione. Dopo essermi assicurato delle condizioni di Chicca che per fortuna non ha riportato conseguenze e dopo aver mandato per ben benino a quel paese il pastore, con molta rabbia e amarezza per l'accaduto riprendiamo il cammino verso valle. Mi chiedo solo una cosa: se invece di essere stati i suoi cani ad aggredire il mio, fosse stata Chicca a rincorrere una pecora sarebbe rimasto sempre indifferente? Dopo aver attraversato un bel tratto di bosco, giungiamo ad un gruppetto di baite da dove scorgiamo vicinissimo Pizzanco. Pochi minuti e siamo alla macchina, un po' bagnati, ma soddisfatti comunque della giornata e dei panorami.

Tempo di salita escluse le soste
Tempo totale escluse le soste
Lunghezza percorso
2 ore e 30 minuti circa
4 ore e 15 minuti circa
12,5 km
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