Val Bognanco
Lago del Paione inferiore
Risalire la val Bognanco seguendo le indicazioni per S. Bernardo, dove al termine della strada (neve permettendo) vi è un ampio parcheggio. (1628m)

I laghi del Paione sono tre e fanno parte di un piano di studio e ricerca sui laghi alpini. Potete trovare maggiori informazioni sul sito http://www.iii.to.cnr.it/laghi/paioni/l_alpini.htm

Arriviamo a S. Bernardo e la giornata ci appare subito splendida, ma anche molto ventosa, il che ci lascia decisamente perplessi sul percorso da fare e su quanto riusciremo a camminare. Iniziamo a scendere lungo la strada completamente innevata... Chicca mi precede sicura e felice, credo che ormai il percorso lo conosca e se lo ricordi abbastanza bene. Tra i rami degli alberi spunta la sagoma del Pizzo Giezza, mentre cammina cammina, in breve raggiungiamo ed attraversiamo il ponte su Rio Rasiga per poi risalire per ripidi tornanti immersi in un fitto bosco che, oggi più che mai, ci è amico e ci ripara dal forte vento. Il percorso ci porta dritti al Rifugio Il Dosso ancora chiuso, superiamo l'alpe Arza per poi deviare in direzione dell'alpe Paione che in breve raggiungiamo. Sembra incredibile, ma in questo punto del forte vento nemmeno l'ombra, (o quasi) il che ci carica emotivamente e ci lascia ben sperare. E così, senza stare troppo a pensarci, iniziamo a risalire i ripidi pendii in direzione dei laghi del Paione, lasciandoci alle spalle l'omonima alpe. Seguiamo inizialmente un'ipotetica traccia che qualcuno ha lasciato nei giorni scorsi, ma che poco dopo sparisce quasi del tutto. A quanto pare il vento deve aver soffiato molto forte, tanto da riuscire a nascondere le impronte lasciate sulla neve. Vabbè... nulla di grave... vorrà dire che per oggi tocca a noi battere la pista. Ad un tratto notiamo qualcosa muoversi sopra di noi... è un bel camoscio che in tutta tranquillità ci osserva salire e ci fa strada. Di tanto in tanto ci voltiamo ad osservare le impronte lasciate nella neve, mentre Chicca, accortasi probabilmente della presenza del camoscio, cerca di mettersi sulle sue tracce, nella speranza di poter avere un incontro ravvicinato con lui, che nel frattempo, con grande agilità, si è già dileguato. Continuiamo a salire in un ambiente favoloso e incontaminato fino a scorgere, alla nostra destra, le balze rocciose che fanno da sfondo al primo lago. Un breve traverso ed eccolo ai nostri piedi. (2002m). Scattiamo subito una foto ricordo in balia del forte vento che trasporta con se molto nevischio, poi, ricalpestando le nostre impronte, ci avviamo verso valle. La discesa avviene lungo ripidi pendii con neve piuttosto dura e crostosa alquanto scomoda da affrontare con le ciaspole, ma in breve eccoci in vista dell'alpe Paione dove andiamo ad accomodarci nei pressi di una baita con tanto di panca e tavolo in pietra su cui poter consumare il nostro pranzetto. Che meraviglia... siamo soli, io e Chicca, in un ambiente davvero unico. Il sole è bello caldo, del vento si ode soltanto la sua voce mentre dialoga con le creste e le cime degli alberi, ed ogni scorcio è un piccolo angolo di paradiso. E di fronte a tanta pace e tranquillità, con la pancia piena, Chicca ne approfitta per schiacciare un pisolino! Purtroppo però, come sempre, arriva il momento in cui ci si deve rimettere in cammino e tornare in valle. Ricalziamo le ciaspole e passando a lato del Rifugio Malnate e di alcune splendide baite, ci riportiamo sulla strada. Di fronte a noi il Monte Tirone con alle spalle la Weissmies e il Lagginhorn, poi ripercorrendo a ritroso il percorso di salita, facciamo ritorno a S. Bernardo dove l'auto ci attende. Soddisfattissimi, ci rimettiamo in viaggio verso casa.

Tempo di salita escluse le soste
Tempo totale escluse le soste
Lunghezza percorso
1 ora e 30 minuti circa
2 ore e 30 minuti circa
6.5 km
Torna alla Home Page