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Val Bognanco
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Passo del Paione
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Risalire la val Bognanco seguendo le indicazioni per S. Bernardo, dove al termine della strada vi è un ampio parcheggio. (1628m)
I laghi del Paione sono tre e fanno parte di un piano di studio e ricerca sui laghi alpini. Potete trovare maggiori informazioni sul sito http://www.iii.to.cnr.it/laghi/paioni/l_alpini.htm Partiamo da S. Bernardo, località ormai ben nota, dove oggi però regna una pace e una tranquillità mai vista prima. Chicca è felice di essere in montagna per il secondo giorno consecutivo, e non solo lei. Iniziamo la nostra escursione seguendo la strada, a tratti sterrata, a tratti asfaltata, in direzione dell'alpe Arza., mentre tra i rami degli alberi, spunta la cima del Pizzo Pioltone. Giunti ad Arza imbocchiamo la deviazione che in breve ci porta all'alpe Paione, dove tutto ancora dorme. A sinistra dell'alpe si estende tutto l'immenso vallone che dovremo risalire per raggiungere la nostra meta finale. Saliamo per bei prati e spazi aperti mentre l'alpe Paione pian piano si allontana, poi un bel tratto immersi in un freschissimo e stupendo bosco, poi di nuovo su prati da dove possiamo ammirare alle nostre spalle le cime Moncucco e Camughera, ed eccoci sulle rive del primo laghetto (2002m) dove Chicca approfitta subito per una bevuta e una rinfrescata. Una breve sosta ad ammirare tanto splendore, e poi riprendiamo il cammino costeggiando un tratto di lago per poi risalire i pendii erbosi in direzione di una cascata. Solo guadagnando quota riusciamo ad ammirare ancor meglio e a capire la vera dimensione e morfologia del primo laghetto... stupendo! Alla fine del ripido pendio, un breve traverso ed eccoci al secondo laghetto, (2147m) nelle cui limpide acque si specchia l'ambiente circostante. Di fronte a noi un'impressionante bastionata rocciosa, apparentemente invalicabile. Proseguiamo seguendo il sentiero che costeggia per un breve tratto le rive del lago, e come nel primo caso, è necessario alzarsi leggermente di quota per poter ammirare questa piccola, ma splendida meraviglia della natura. Il sentiero risale un canalino erboso a destra dei costoni rocciosi, fino a raggiungerne la sommità, per poi piegare decisamente a sinistra (sempre su prati) dove Chicca improvvisamente si sofferma ad annusare l'aria e a scrutare le rocce sopra di noi. Ed ecco un bel camoscio che dall'alto osserva in tutta tranquillità il nostro passaggio, poi, sempre in totale tranquillità, ci saluta con un fischio e se ne va. Ancora pochi passi ed eccoci al terzo e ultimo laghetto (2269m). Di fronte a noi il passo del Paione, che decidiamo di raggiungere. Dopo aver costeggiato la sponda destra del lago, cominciamo ad inerpicarci lungo il ripido pendio erboso che conduce al passo. Davanti a noi due escursionisti sono quasi giunti al termine del tratto più ripido, che ben presto anche noi dovremo affrontare. Chicca molto più agile e veloce di me lo supera in scioltezza e dall'alto mi osserva salire, poi un ultimo breve traverso su roccette e grossi massi, ed eccoci al passo (2429m) dove si apre davanti ai nostri occhi uno splendido scenario che dal Monte Leone, tocca le cime dell'alpe Veglia tra cui riconosciamo la Punta d'Aurona, del Rebbio e della Mottiscia, quelle del Devero dove individuiamo Helsenhorn, Cervandone e Rossa per poi sfumare con il Pizzo Diei, Cistella e relativo Corno. Un vero e proprio spettacolo da lasciarci letteralmente a bocca aperta. Tra le numerose vette spunta anche l'imponente piramide della Finsteraarhorn che con lo zoom andiamo a catturare. Ma anche alle nostre spalle il panorama non è certo da meno, e qui possiamo ammirare oltre al bel terzo laghetto, tutte le cime della valle Strona e della val Bognanco. Dietro la Costa del Dosso spunta anche l'imponente mole della seconda cima più alta d'Europa, il Monte Rosa, che catturiamo sempre grazie allo zoom. E per concludere, sopra le nostre teste, domina il Pizzo Giezza. La temperatura qui al passo è decisamente gradevole, sole a picco, ma anche un leggero venticello che rende l'aria fresca e ci invita a sostare il più a lungo possibile di fronte a tante meravigliose montagne e valli. Dopo esserci ben riposati e rifocillati, visto il sopraggiungere di grossi nuvoloni apparentemente innocui, ma da non sottovalutare troppo, scattiamo una foto ricordo e cominciamo la nostra discesa. Se la salita è stata ripida e dura, la discesa non è certo da meno e in alcuni punti c'è da fare un po' di attenzione, non certo per l'esposizione o la pericolosità del percorso, ma semplicemente perchè, data la ripidità del sentiero, è facile scivolare e ritrovarsi col sedere per terra. Superato il tratto più ripido, siamo ormai in prossimità del terzo laghetto che ammiriamo in tutto il suo splendore, poi, dopo averlo costeggiato, ci affacciamo sulla sommità delle bastionate rocciose per ammirare a picco sotto di noi il secondo laghetto che in breve raggiungiamo e superiamo, ed ora siamo già in vista del primo laghetto. Difficile dire quale dei tre sia il più bello, perchè sono tre vere e proprie meraviglie della natura. Superato anche questo laghetto, continuiamo la nostra discesa ripercorrendo il bel tratto di bosco ed in breve eccoci già in vista dell'alpe Paione con le cime della val Vigezzo e val Grande sullo sfondo. Mentre io mi fermo ad ammirare questi bei panorami, Chicca va alla ricerca di un posticino fresco con tanto di torrentello in cui sdraiarsi e godersi un po' di meritata frescura e riposo. Giunti all'alpe Paione, non ci resta che seguire la strada ripassando per l'alpe Arza dove incombono i lavori di ultimazione del nuovo rifugio Il Dosso, e poi giù fino ad arrivare a S. Bernardo, dove, soddisfattissimi della bella giornata e dei bellissimi panorami, risaliamo in auto per far ritorno a casa. |
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