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Val Bognanco
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Passo di Monscera
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Risalire la val Bognanco seguendo le indicazioni per S. Bernardo, dove al termine della strada (neve permettendo) vi è un ampio parcheggio. (1628m)
Giunti all'Oratorio di S. Bernardo ci affrettiamo coi preparativi e iniziamo la nostra escursione seguendo il tracciato per l'alpe di Monscera. Chicca è felice di così tanta neve, e non solo lei, anche perchè la giornata appare limpida e tersa e l'ambiente attorno a noi ci offre scorci e visioni fiabesche. Giunti nei pressi del ponte sul Rio Rasiga, la neve cristallizzata depositatasi sui parapetti, crea effetti molto suggestivi che non possiamo fare a meno di ammirare. Superato il ponte, iniziamo la ripida salita immersi nel bosco fino a giungere nei pressi del nuovo rifugio. Proseguiamo seguendo quella che in estate è una strada sterrata... oggi è completamente sommersa dalla neve, ma una buona traccia ci indica il percorso da seguire. Superata l'alpe Arza, nonostante la traccia sia ben marcata, la neve abbondante e in alcuni punti piuttosto molle rende la salita ben più faticosa del previsto. Chicca, seppur senza ciaspole, essendo più leggera di me riesce a cavarsela meglio e di tanto in tanto si ferma a guardarmi ed aspettarmi. La neve e il sole danno un tocco di magia all'ambiente circostante, e anche Chicca sembra estasiata di fronte a tanta bellezza. Giunti alla fine del bosco ecco apparire sotto di noi la vallata, mentre di fronte svetta la cima del Pizzo Pioltone. In breve raggiungiamo e superiamo l'alpe di Monscera, mentre un numeroso gruppo di ciaspolatori sembra ridiscendere dall'omonimo passo. Grazie al loro passaggio ora la traccia è molto più consistente e compatta e per noi questo significa tanta fatica in meno. In poco tempo arriviamo ai piedi del Passo di Moscera, passiamo a fianco all'omonimo laghetto ormai ghiacciato e in breve eccoci arrivati (2105m). Due scialpinisti a fatica cercano di risalire le pendici del Monte Tirone, mentre noi ci soffermiamo un attimo ad ammirare gli imponenti Weissmiess, Lagginhorn e Fletschorn. Lasciamo il passo e cominciamo ad inerpicarci lungo le pendici del Pizzo Pioltone, ma la fatica si fa presto sentire e in più un venticello gelido diventa sempre più pungente. A quota 2200m circa decidiamo di fermarci di fronte a queste spettacolari cartoline sul trittico del Sempione e sulla vallata sotto di noi. L'aria pungente ci costringe a ricercare un posto riparato dove fermarci per consumare il nostro pranzetto, ma lungo il crinale è davvero un'impresa impossibile e così... iniziamo a scendere. Nel frattempo uno dei due scialpinisti ha raggiunto la vetta del Tirone, mentre noi, scendendo verso il passo, ci soffermiamo un attimo a immortalare il Seehorn, montagna gemella del Pizzo Pioltone. Giunti al passo imbocchiamo la direzione per il Rifugio Gattascosa, per poi deviare verso una bella baitina isolata, anche perchè il rifugio risulta essere completamente in ombra e col bel sole caldo che splende in cielo sarebbe un vero peccato non goderselo. Una volta arrivati alla baita ci rendiamo conto di essere a due passi dall'alpe di Monscera, che decidiamo di raggiungere in quanto si presta molto meglio al nostro scopo (pranzare). Chicca nel frattempo trova un amichetto con cui giocherellare un po'. L'ambiente attorno a noi è davvero spettacolare, ma purtroppo in cielo cominciano ad addensarsi molte nuvole che ci spengono il sole abbassando la temperatura. Scattiamo così la classica foto ricordo e iniziamo la discesa. In poco tempo eccoci di ritorno all'alpe Arza, dove decidiamo di andare a ficcare il naso tra le baite alla ricerca di dettagli e qualche scorcio. Abbandonata l'alpe scendiamo per direttissima in direzione del nuovo rifugio, poi seguendo a ritroso il tracciato di salita facciamo ritorno all'Oratorio di S. Bernardo dove l'auto ci attende. Soddisfatti della bella giornata ci rimettiamo in viaggio verso casa. |
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