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Val Bognanco
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Monte Tirone
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Risalire la val Bognanco seguendo le indicazioni per S. Bernardo, dove al termine della strada (neve permettendo) vi è un ampio parcheggio. (1628m)
Bhe… è vero! Solo qualche domenica fa abbiamo lasciato le nostre impronte sullo stesso tracciato, ma… quella domenica c’è rimasto dell’amaro in bocca per non essere riusciti a raggiungere la meta causa vento gelido e fortissimo. E allora.. visto che negli ultimi giorni il tempo c’ha regalato bellissime giornate primaverili e visto la totale assenza di vento, oggi ci riproviamo e… speriamo bene! Arrivati a S. Bernardo (1628), giusto per non fare proprio lo stesso percorso dell’altra volta, saliamo per direttissima al rifugio Gattascosa. La neve scarseggia, ma… appena entrati nel bosco, ci impieghiamo poco a capire che la giornata si prospetta piuttosto faticosa. E’ vero che la neve è poca, ma il caldo dei giorni scorsi l’ha resa molto molle e ora, in alcuni punti, si sprofonda fino alle ginocchia. Indossiamo le ciaspole e la situazione migliora, ma non di molto. Affaticati raggiungiamo la palude, e la nostra meta ci appare di fronte, mentre poco più a destra la sagoma del pizzo Pioltone è inconfondibile. Passiamo la palude e riprendiamo a salire. Ora la neve è un po’ più compatta e si fa molta meno fatica. Passiamo attraverso un canalino e raggiungiamo il lago di Ragazza che appare in evidente stato di disgelo. Pochi passi ancora ed eccoci al rifugio Gattascosa. Una breve sosta per toglierci le ciaspole e via di nuovo verso la nostra meta. Sfianchiamo il passo di Monscera e per direttissima raggiungiamo la cima del monte Tirone. (2205m). Approfittiamo subito per fare la foto di rito, e per guardarci attorno. Tra le cime circostanti riconosciamo il monte Leone, la Weissmeis, la cima Verosso e in lontananza (zoom) il pizzo Andolla. Ed ecco una bella panoramica di tutto l’insieme e della vallata sottostante. Il sole è caldo, e una leggera brezza rende la giornata unica e invoglia a rimanere il più possibile in vetta. Ma.. presto o tardi arriva sempre il momento di tornare. Chicca mi osserva mentre ricompongo lo zaino, probabilmente ha capito che è ora di muoversi. Scendiamo al passo di Monscera, dove ci appare l’omonimo lago anche lui in fase di disgelo, e proseguiamo in direzione dell’alpe Monscera. Nei pressi di quest’ultima, ammiriamo le pendici del pizzo Pioltone rispecchiarsi nelle acque di un piccolo laghetto. Prima di rituffarci nel bosco, ci soffermiamo qualche minuto all’alpe Monscera a riguardare la nostra meta conquistata. La discesa lungo questo versante risulta molto meno faticosa in quanto di neve ce n’è molta di meno e così in breve arriviamo all’alpe Arza con le sue belle baitine. Proseguiamo la nostra discesa, passiamo il ponte sul rio Rasiga, ormai anche lui in fase di disgelo, e arriviamo a S. Bernardo, dove Chicca mostra evidenti segni di stanchezza (e non solo lei), ma anche di grandissima soddisfazione. (Tempo di salita: 2 ore e 30 minuti circa) |
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