![]() |
|||||||||
|
Val Bognanco
|
|||||||||
|
Pizzo Pioltone
|
|||||||||
|
Risalire la val Bognanco seguendo le indicazioni per S. Bernardo, dove al termine della strada vi è un ampio parcheggio. (1628m)
Giunti a S.Bernardo, la giornata ci appare subito non tra le migliori, ma nemmeno tra le peggiori. Il cielo è coperto di nuvole, ma non sembrano essere minacciose e in alcuni punti spunta un po' di azzurro. Fiduciosi (ma non troppo) ci affrettiamo coi preparativi, passiamo a lato della bella chiesetta dedicata al santo e imbocchiamo la strada carrozzabile chiusa al traffico seguendo la direzione per il Passo di Monscera. Per un breve tratto scendiamo, attraversiamo il ponte sul rio Rasiga, per poi risalire con ripidi tornanti fino all'alpe Arza. Da qui proseguiamo sempre in direzione del passo di Monscera; la strada da asfaltata diventa sterrata e anche la pendenza diminuisce notevolmente dandoci la possibilità di prender fiato e goderci il panorama attorno. In alcuni punti i torrenti in piena ci costringono a dei facili guadi, che io e l'amico Mario (www.magat.it) superiamo senza difficoltà, mentre per Chicca invece ogni occasione è buona per darsi una rinfrescatina. In meno di un'ora siamo all'alpe di Monscera, dove ci appare imponente la nostra meta. I prati attorno all'alpe sono una vera e propria esplosione di Pulsatille, che io e Mario immortaliamo con le nostre macchine fotografiche sotto gli occhi vigili di Chicca. Passata l'alpe decidiamo di salire per direttissima, abbandoniamo quindi il sentiero che conduce al passo e iniziamo ad inerpicarci lungo le pendici inizialmente erbose del Pizzo Pioltone. Ben presto i prati verdi lasceranno il posto a una semplice pietraia, ma anche molto ripida. La pendenza è davvero notevole e così di tanto in tanto approfittiamo della scusa di scattare qualche foto per soffermarci un attimo a riprender fiato. Poco sotto la cima compare una lingua di neve, che però riusciamo ad aggirare senza nessuna difficoltà, e così in breve siamo in vetta (2611m). Il versante dall'altro lato è un vero e proprio precipizio di creste e canalini verso la valle di Gondo, ma anche il versante che abbiamo risalito, pur non presentando strapiombi, come pendenza non scherza proprio. Dalla vetta si staglia inoltre una affilata e credo impraticabile cresta che va ad unirsi con Il Dosso. Purtroppo più di questo non riusciamo a vedere, in quanto molte sono le nuvole che ricoprono le valli e le cime attorno a noi. Ci mettiamo comodi ai piedi dell'omone di vetta a consumare il nostro pranzetto, poi, poco prima di rimetterci in cammino, una piccola apertura ci dà la possibilità di ammirare il Seehorn (montagna gemella del Pioltone) e la vetta del Fletschhorn sbucare dalle nuvole. Qualche minuto e il cielo si ricopre nuovamente e l'aria comincia a farsi piuttosto gelida, così scattiamo la foto di vetta e cominciamo a scendere. Se salire è stato faticoso, scendere non è certo da meno, ma passo dopo passo eccoci in vista del Lago di Monscera e dell'omonimo passo che in breve raggiungiamo. Lasciato il passo scendiamo sulle rive del bel laghetto, lo aggiriamo e imbocchiamo il sentiero in direzione del rifugio Gattascosa. Anche in questo tratto di percorso i guadi non mancano, passiamo davanti al rifugio con le sue caratteristiche cataste di legna ed eccoci poco dopo sulle rive del Lago di Ragozza. Il sentiero ora corre all'interno di un bel bosco di larici fino a sopraggiungere ad un immenso prato verde chiamato La Palude. Mentre Chicca si gode un po' di frescura, io e l'amico Mario riguardiamo con soddisfazione il Pizzo Pioltone, poi riprendiamo nuovamente il cammino sempre all'interno di un bel bosco ora di larici e abeti. In alcuni punti dove il bosco è meno fitto riusciamo ad intravvedere sul versante opposto della valle l'alpe Arza, e poco prima di giungere a S. Bernardo ci soffermiamo un attimo ad osservare le belle cascate che precipitano dai Laghi del Paione. Stanchi, ma ugualmente soddisfatti (nonostante le nuvole ci abbiano impedito di goderci splendidi panorami), risaliamo in macchina per far ritorno alle nostre case. |
|||||||||
|
|||||||||
|
|||||||||