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Val Bognanco
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Monte Tirone
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Risalire la val Bognanco seguendo le indicazioni per S. Bernardo, dove al termine della strada vi è un ampio parcheggio. (1628m)
Giunti a San Bernardo svolgiamo i preparativi e cominciamo ad incamminarci verso l'ormai conosciutissima chiesetta per poi proseguire lungo la strada sterrata seguendo le indicazioni per l'alpe di Monscera. In breve sopraggiungiamo al classico ponticello sul Rio Rasiga, dove i nostri nuovi amici Giovanni e Giuseppe si soffermano a contemplare la bellezza del posto e a scambiare quattro chiacchiere. Proseguiamo sempre seguendo la strada ora asfaltata che con ripidi tornanti ci conduce alle porte dell'alpe Arza. Incontriamo la deviazione per l'alpe Paione che ci lasciamo alla nostra destra per proseguire lungo uno stupendo tratto di bosco. Più avanti siamo costretti ad affrontare qualche piccolo guado, poi il bosco si dirada e Chicca, trovato un torrentello di suo gradimento, vi si precipita dentro per dissetarsi e rinfrescarsi. Pochi passi ancora ed eccoci all'alpe di Monscera con alle spalle la nostra meta, mentre la cima del Pizzo Pioltone è completamente avvolta dalle nuvole. Proseguiamo ora risalendo stupendi prati verdi popolati da numerose Genziane di Koch e da qualche timida Marmotta che non sfugge certo all'occhio vigile di Chicca. Di fronte a noi appaiono imponenti le sagome del Lagginhorn e Fletschhorn, poi finalmente eccoci in vista del passo di Monscera con l'omonimo laghetto. Ora non ci resta che affrontare l'ultimo strappo fino a giungere al passo, dove purtroppo molte nuvole ci impediscono di ammirare le splendide vette del Sempione. Lasciamo il passo e incominciamo ad inerpicarci lungo il ripido pendio che ci condurrà dritti in vetta al Monte Tirone (2205m) dove, una volta giunti, Chicca andrà subito a prender posto all'ombra dell'omone d vetta. Proviamo anche noi a soffermarci nei pressi della cima ad ammirare quel panorama che oggi proprio non c'è, ma un gelido venticello ci fa desistere e così ci spostiamo di qualche metro in un punto riparato dal vento per consumare il nostro pranzetto e goderci il meritato riposo. Stranamente oggi Chicca, dopo aver pranzato, non schiaccia la sua solita pennichella... troppi insetti svolazzanti attirano la sua attenzione. La compagnia è piacevole... una chiacchiera tira l'altra, ma... come ogni volta giunge il momento di scendere. Scattiamo una foto ricordo, un'ultima occhiata alla vallata e al Pizzo Pioltone avvolti dalle nuvole e via che si riparte in direzione della cresta che unisce la cima del Tirone con la Bocchetta di Gattascosa. Il passaggio in cresta offre splendidi scorci sulla sottostante Zwischbergen, in alcuni punti si è letteralmente a strapiombo, ma il sentiero è ampio e si procede senza nessuna difficoltà. A tratti si scende, e a tratti si sale, e Chicca come al solito ci precede per poi attendere comodamente sdraiata il nostro arrivo. Passo dopo passo eccoci al termine della cresta, dove ci soffermiamo qualche istante a riguardare tutto il percorso fatto, poi giù per bei pratoni in direzione di un bel laghetto e infine, mantenendoci a sinistra, sopraggiungiamo alla Bocchetta di Gattascosa, dove Chicca approfitta di una chiazza di neve per rinfrescarsi un pochino. La bocchetta è completamente sommersa da un gigantesco accumulo residuo di neve, che ci costringe a raggirarlo passando per un tratto di pietraia un poco infida, poi un bel traverso su comodo sentiero ed eccoci in vista del Rifugio Gattascosa. Scendiamo fino ad incrociare il sentiero che sale da S. Bernardo, e lasciandoci alle spalle il bel rifugio con le sue caratteristiche cataste di legna, proseguiamo fino a guadagnare le rive del lago di Ragozza. Una breve pausa e riprendiamo il cammino ora immersi in uno splendido bosco, dove spumeggianti torrentelli ci terranno compagnia fino a S. Bernardo dove l'auto ci attende per il rientro a casa. Bella gita in piacevole compagnia... peccato per le nuvole. |
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