Val Bognanco
Monte Tirone
Risalire la val Bognanco seguendo le indicazioni per S. Bernardo, dove al termine della strada vi è un ampio parcheggio. (1628m)

Arriviamo a S. Bernardo e contrariamente a quel che le previsioni meteo dicevano, sembra essere una bella giornata. Ci affrettiamo coi preparativi passiamo a fianco della bella chiesetta e imbocchiamo lo sterrato a sinistra in direzione del rifugio Gattascosa. Prima di entrare nel fitto bosco ci soffermiamo un attimo ad ammirare dall'altra parte della valle i salti di roccia dei laghi del Paione racchiusi tra il Dosso a sinistra e il Pizzo Giezza a destra. Ancora pochi passi lungo lo sterrato, poi imbocchiamo il sentiero che ci condurrà al rifugio. All'interno del bosco numerosi ponticelli ci permettono di attraversare senza nessuna difficoltà svariati torrentelli, mentre non possiamo fare a meno di notare come la natura riesce a modellarsi pur di sopravvivere. Al termine del bosco sbuchiamo in una bella radura verde chiamata La Palude dove ci appare di fronte a noi la nostra meta e poco più a destra il pizzo Pioltone. Mentre io mi soffermo un attimo ad ammirare il paesaggio attorno e a scattare qualche foto, Chicca se ne sta buona buona ad osservarmi. Attraversiamo questa bella distesa di verde, poi riprendiamo a salire mentre dall'altra parte della valle ci appare l'alpe di Monscera. In breve siamo al lago di Ragozza e ancora pochi passi eccoci anche al Rifugio Gattascosa, oggi preso d'assalto dagli uomini del soccorso alpino impegnati in un'esercitazione. Poco prima di arrivare al rifugio imbocchiamo il sentiero a sinistra che risale con ripidi tornanti i bei prati verdi, per poi piegare decisamente a destra e condurci verso la bocchetta di Gattascosa. Chicca cerca un po' di frescura in mezzo all'erba e ai rododendri, mentre io mi gusto il bel panorama alle nostre spalle sul Dosso. Riprendiamo il cammino, siamo ormai vicinissimi alla bocchetta di Gattascosa (2221m), superiamo l'intaglio, percorriamo per un breve tratto il sentiero che attraversa bei prati verdi fino ad incontrare un masso con indicazioni Monscera. Risaliamo sempre per prati fino a guadagnare la linea di cresta, da dove ci appare ai nostri piedi il lago di Ragozza. Saliamo ancora di qualche metro seguendo la linea di cresta, ed eccoci finalmente in vista della nostra meta. Non ci resta che percorrere la bella cresta con vista sulla val Zwischbergen che anche Chicca sembra apprezzare fino a giungere al cippo di vetta. (2205m). Dalla cima possiamo riguardare tutto il tratto di cresta percorso e gustarci il bel panorama sulla vallata, sul pizzo Pioltone e sul passo Furggu. Peccato le nuvole coprano completamente il Trittico del Sempione e il Monte Leone. Scattiamo una foto di vetta e ci mettiamo comodi a consumare il nostro pranzetto, in attesa che le nuvole ci lascino magari vedere qualcosa di più. E infatti, piano piano il Leone e Breithorn finalmente si liberano delle nuvole e si mostrano ai nostri occhi, e anche la cima del Seehorn ora è perfettamente visibile. Dopo esserci ben riposati, riprendiamo il nostro cammino in direzione del passo di Monscera a picco sotto di noi, poi imbocchiamo il sentiero in direzione dell'omonimo lago (dove Chicca non si smentisce mai) e infine giù in direzione dell'alpe di Moscera, dove veniamo accolti da simpatiche mucche al pascolo, che Chicca osserva a debita distanza. Poco più in la vi è anche un gruppetto di cavalli, di cui uno riposa beatamente sdraiato in mezzo ai prati. Prima di abbandonare l'alpe e riprendere il cammino ci soffermiamo a riguardare la nostra meta raggiunta, poi seguendo la strada sterrata scendiamo fino all'alpe Arza e quindi a S. Bernardo dove l'auto ci attende. Gita non molto lunga e con dislivelli discreti, ma che ci ha comunque fatto trascorrere una bella giornata con altrettanti bei panorami.

Tempo di salita escluse le soste
Tempo totale escluse le soste
Lunghezza percorso
2 ore circa
3 ore e 30 minuti circa
10.5 km
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