Val Bognanco
Passo di Paione
Risalire la val Bognanco seguendo le indicazioni per S. Bernardo, dove al termine della strada vi è un ampio parcheggio. (1628m)

E' da un po' di tempo che per svariati motivi non metto piede in valle di Bognanco, e così propongo a Flavia di tralasciare per un week-end le "grandi imprese", si fa per dire ovviamente, e di concederci un giretto abbastanza tranquillo tra bei laghetti, prati verdi, ampi panorami. Visto che il percorso è adatto a tutti, quadrupedi compresi, oggi con noi ci sono anche i due pelosoni, che già scalpitano ancor prima di partire da casa... mi sa che oggi ne vedremo delle belle!
Arrivati a S. Bernardo, parcheggiamo e ci prepariamo per l'escursione... la giornata è splendida, e così possiamo concederci il lusso di togliere dallo zaino qualche maglione di troppo, e pure un po' d'acqua, visto che durante il percorso ne troveremo a volontà. Leggeri come piume (ma quando mai?) ci incamminiamo lungo la strada inizialmente sterrata e a tratti asfaltata seguendo le indicazioni per i Laghi del Paione e l'Alpe di Monscera. Dopo aver perso una cinquantina di metri di quota, attraversiamo il ponte sul Rio Rasiga ed iniziamo a risalire l'altro versante della valle fino ad Arza, per poi imboccare la deviazione per l'alpe e i laghi del Paione. Fin qui nulla di particolarmente emozionante, abbiam seguito una strada in mezzo al bosco senza grandi scorci o panorami, ma già all'alpe Paione tutto cambia... la vista si apre sull'Ossola e sull'ampio vallone che dovremo risalire, racchiuso a sinistra dal Dosso e a destra dal pizzo Giezza.
Dopo una breve pausa, imbocchiamo il sentiero a sinistra chiaramente indicato, ed iniziamo a risalire dapprima tra prati verdi, poi un tratto di bosco, ed infine uno più pianeggiante ancora tra prati verdi e cespugli di rododendri fioriti... un vero e propri spettacolo che la natura offre. Il sentiero poi devia leggermente a destra fino a condurci sulle rive del primo laghetto (2002m), racchiuso a monte da una bastionata rocciosa invalicabile. Il cielo terso e l'assenza di vento fa si che le acque del lago assumano le sembianze di uno specchio, riflettendo perfettamente tutto l'ambiente circostante, tant'è che quasi quasi non ci si rende neppure conto che c'è un lago. Dopo aver immortalato a dovere questa splendida perla alpina, e aver fatto giocherellare un po' Dasy e Gioy, costeggiamo le sue rive seguendo il sentiero segnalato fino ad imboccare la deviazione per il secondo lago, tralasciando sulla destra quella che conduce ai laghi di Variola. Alzandoci di quota possiamo ammirare lo splendido laghetto in tutta la sua forma ed estensione... la salita si fa un po' ripida, ma è allietata dal fragore di una cascata che riversa le acque del secondo lago nel primo. Superato un pendio erboso, affrontiamo un breve traverso fino a guadagnare le rive del secondo laghetto (2147m), che, come per il primo, è chiuso a monte da uno sbarramento roccioso.
Anche qui sosta per foto e piccolo spuntino, poi costeggiando la sponda sinistra (destra orografica) cambiamo punto d'osservazione, scoprendo quanto sia più affascinante vederlo da monte verso valle che viceversa. Da qui imbocchiamo il sentiero per l'ultimo dei tre laghetti. Come per il precedente, si risale un ripido canalone sulla destra raggirando una parete rocciosa, per poi effettuare un traverso riportandosi a sinistra fino a sbucare su delle placconate, e trovare adagiato in una conca il terzo ed ultimo dei laghetti (2269m). Inutile dire che anche questo è una vera e propria delizia... la caratteristica principale dei tre laghetti, è che, pur essendo più o meno della stessa grandezza e adagiati sullo stesso fianco della montagna ad un centinaio di metri di dislivello l'uno dall'altro, offrono ciascuno uno scenario diverso dai propri fratelli, rendendo così l'escursione piacevole e varia.
Ultima sosta per le consuete foto e poi via costeggiando anche questa volta la sponda sinistra del lago (anche se in realtà il sentiero marcato passa a destra), fino a portarci sulla sponda opposta dove, continuando a seguire il segni di sentiero, iniziamo ad inerpicarci sull'ultimo tratto di pendio erboso, fino a giungere al Passo del Paione (2429m).
Siamo alla meta, e il panorama che si gode oggi da quassù compensa ampiamente la fatica spesa per arrivarci. Se da un lato possiamo ammirare la vallata risalita e buona parte del piano ossolano, dall'altra, sotto i nostri piedi, la valle Divedro, incorniciata dalle sue più famose vette, tra cui spiccano Cistella e Diei, proprio di fronte a noi, e più a sinistra il Monte Leone e le cime che fanno da cornice all'alpe Veglia, mentre più lontane individuiamo diverse cime della val Formazza e di Devero. Di fronte a questo scenario siamo tutti concordi, quadrupedi compresi, per effettuare qui la sosta pranzo. Prima di tutto cerchiamo di sfamare Dasy e Gioy, e poi finalmente arriva anche il turno mio e di Flavia. E con la pancia piena e gli occhi puntati sullo splendido scenario che ci circonda, non resta che adagiarci al suolo e rimanere a lungo a goderci questa splendida giornata di sole.
Il tempo però passa, e quando si sta bene anche troppo velocemente, e così, anche se a malincuore, giunge il momento di scendere. Ricaricati gli zaini sulle spalle, ci incamminiamo seguendo a ritroso il percorso di salita, ed in breve eccoci sulle sponde del terzo laghetto. Poi giù di nuovo fino a riguadagnare le rive del secondo e successivamente quelle del primo, dove effettuiamo l'ultima sosta di giornata, ed infine ritorniamo all'alpe Paione. Da qui, seguendo la strada asfaltata, ripassiamo per Arza scendendo fino al ponte sul Rio Rasiga, poi in leggera risalita ritorniamo a S. Bernardo e quindi al parcheggio dove ritroviamo la nostra auto. Soddisfatti di questa splendida giornata, che ha fatto rivivere in me splendidi ricordi e ha dato a Flavia, Dasy e Gioy la possibilità di scoprire nuovi ed incantevoli posti, ci rimettiamo in viaggio verso casa.

I laghi del Paione sono tre e fanno parte di un piano di studio e ricerca sui laghi alpini. Potete trovare maggiori informazioni sul sito http://www.iii.to.cnr.it/laghi/paioni/l_alpini.htm



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore e 45 minuti circa
4 ore e 30 minuti circa
13 km

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