Val Bognanco
Cima Verosso e Monte Tirone
Risalire la val Bognanco seguendo le indicazioni per S. Bernardo, dove al termine della strada vi è un ampio parcheggio. (1628m)

Le previsioni meteo per questo sabato non erano certo tra le più incoraggianti, ma d'accordo con Antonio, decidiamo di non fidarci e tentare ugualmente un'uscita... del resto, mal che vada, si torna a casa senza aver fatto nulla. Giunti a Domodossola c'è il sole, ma in lontananza si vedono parecchie nuvole ricoprire alcune cime. Risaliamo la val Bognanco fini a S. Bernardo, dove parcheggiamo l'auto; c'è il sole, ma spira anche un vento piuttosto gelido... diciamo che la situazione per ora volge solo in parte a nostro favore... oggi ci attende una lunga salita in cresta, e se da un lato il vento ci farà soffrire meno il caldo, dall'altro potrebbe ostacolarci non poco durante la salita. Zaino in spalla e scarponi ai piedi e via che si parte. Il sentiero ha inizio proprio in fondo al parcheggio superiore di S. Bernardo (nessun segno o cartello indicatore), si raggiunge in breve una presa d'acqua, per poi cominciare ad inerpicarsi in un bel bosco di larici e distese di mirtilli e rododendri che cominciano a fiorire. Il sentiero è evidente e di tanto in tanto si incontrano anche segni di vernice, si sale con pendenze modeste, a volte su pendii più ripidi, altre volte si cammina quasi in piano, e tra un tratto di bosco e l'altro si aprono scorci alquanto panoramici sulle vallate circostanti. D'un tratto mi sembra di avvertire la presenza di un cane dietro di me... ma che strano, Chicca l'ho lasciata a casa... chi sarà mai?! Mi giro e mi vedo un bell'esemplare di Labrador che ci segue, ma accortosi che non siamo i suoi padroni, ci saluta e si dirige verso valle. Riprendiamo a salire, il bosco pian piano si sfittisce e si comincia a camminare in spazi molto più aperti e panoramici. Giunti alla Coste del Dente, agganciamo la cresta ampia ed erbosa... anche qui le pendenze sono molto varie, si passa da tratti quasi pianeggianti ad altri piuttosto ripidi, ma mai esposti o pericolosi. Cammina cammina il paesaggio davanti a noi si fa sempre più sublime e si cominciano ad intravvedere il Monte Leone, il Trittico del Sempione, e la nostra meta, ingannevolmente vicina. Raggiungiamo un bel pianoro erboso dove troviamo dei cartelli segnavie, ma... nessuna indicazione per la nostra meta. Poco male... ormai è lì di fronte a noi che sembra invitarci ad allungare il passo e raggiungerne la sommità. Da qui in poi il sentiero si fa un po' più arduo... i prati verdi lasciano il posto a grosse pietre, si sale seguendo i numerosi ometti segnavia e qualche sporadico segno di vernice. La cresta è panoramica, in alcuni punti si passa a strapiombo sulla sottostante val Bognanco, ma i passaggi sono piuttosto ampi e non creano nessun tipo di problema, anche se... mai abbassare la guardia. Dopo un tratto di salita eccone uno quasi in piano, un lungo traverso che ci porterà dritti allo strappo finale, poi ancora grosse pietre ed infine eccoci in vetta, (2444m) e assieme a noi giungono anche il cagnone incontrato durante la salita coi rispettivi padroni.
Il panorama dalla cima è a dir poco spettacolare anche se le nuvole coprono le imponenti vette come il Leone e il Trittico del Sempione, ma allo stesso tempo creano dei singolari giochi di luci ed ombre sulle vallate sottostanti regalandoci immagini davvero suggestive. Tira vento, ma per fortuna in vetta i ripari non mancano, e così ci soffermiamo a chiacchierare un poco con gli altri escursionisti e a consumare il nostro pranzetto. Dopo una lunga sosta, decidiamo di riprendere il cammino, anche perchè la discesa a occhio e croce sarà impegnativa e più lunga della salita.
Scendiamo seguendo un'esile traccia marcata un po' qua e un po' là da ometti segnavia, puntando a intuito verso la Bocchetta di Gattascosa, e in breve eccola sotto di noi. La discesa in alcuni punti è ripida e da fare con un pizzico di cautela, visto che si passa su blocchi di pietra più o meno grossi, la maggior parte alquanto stabili, ma non tutti... se il mio sedere potesse parlare potrebbe sicuramente dirvi quanto sono dure questa pietre :-). La via di discesa è tutta perfettamente delineata da numerosi ometti, e così in breve eccoci alla Bocchetta di Gattascosa.
Risaliamo ora dei residui di nevai per poi inerpicarci sul versante opposto (popolato da marmotte) fino a guadagnare la linea di cresta. Bene, ora non ci resta che seguirla fino a giungere sulla cima del Monte Tirone (2205m). Anche da qui il colpo d'occhio sulla valle di Bognanco e sul Vallese è notevole, ma la nostra permanenza in vetta sarà decisamente più breve, un po' per le nuvole che pian piano guadagnano terreno, anzi... cielo, un po' perchè si sta facendo tardi.
Scendiamo dalla vetta seguendo il sentiero che in breve ci porta al Passo del Monscera, poi ancora qualche taglio di neve nei pressi dell'omonimo laghetto, ed infine, seguendo pari pari la strada inizialmente sterrata, poi asfaltata, rientriamo a S. Bernardo.
Bella gita, lunga, ma molto divertente, con paesaggi e passaggi suggestivi in un ambiente da dieci e lode!



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore e 15 minuti + 1 ora e 15 minuti
5 ore e 30 minuti circa
12 km

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