Risalire la val Bognanco seguendo le indicazioni per S. Bernardo, dove al termine della strada (neve permettendo) vi è un ampio parcheggio. (1628m)
E anche quest'anno sta per finire, e non potevamo certo rinunciare all'ultima ciaspolata del 2009. Per questa occasione, si sono uniti a me e Dasy anche gli amici Massimo e Saveria., ma la giornata inizia con un piccolo intoppo... appena giunti a San Bernardo, durante una manovra per parcheggiare l'auto, una ruota finisce in una buca profonda, e dopo vari tentativi per uscirne fuori, il differenziale delle 4 ruote motrici si disinserisce togliendo completamente trazione all'auto... evviva l'elettronica! Se non fosse stato per due signori muniti anche loro di fuoristrada che gentilmente mi hanno trainato fuori, saremmo ancora la a cercare di reinnestare il differenziale! GRAZIE ANCORA!
Risolto il problema, iniziamo i preparativi, nevica, e anche copiosamente, l'ambiente attorno è fiabesco, come inizio proprio non c'è male. Indossate le ciaspole iniziamo ad incamminarci seguendo la strada di servizio all'ape Monscera, completamente innevata e battuta dal passaggio di motoslitte. Per un breve tratto scendiamo perdendo circa una cinquantina di metri di quota fino ad arrivare al ponte sul Rio Rasiga, completamente sommerso dalla neve. Una breve sosta per scattare qualche foto e per toglierci qualche indumento di troppo, poi via di nuovo, ora in salita e anche abbastanza ripida.
Gli abeti che ci circondano e abbracciano sono completamente ricoperti di neve fresca creando un'atmosfera magica, fiabesca. Dopo una serie di tornanti siamo alle porte dell'alpe Arza con il rifugio ll Dosso. Continua a nevicare, e più nevica, più ci sentiamo felici... era proprio quel che ci voleva oggi. Proseguiamo sempre seguendo la strada, superiamo le baite superiori dell'alpe Arza, e finalmente le pendenze si addolciscono... ora si sale con molta meno fatica, si fa per dire, perchè la traccia battuta comincia a coprirsi e in alcuni punti si sprofonda un poco. Nel frattempo il bosco cambia volto, gli abeti lasciano il posto ai larici, spogli, in veste invernale, ma comunque affascinanti. Cammina cammina superiamo un torrente completamente sommerso, poi ancora un po' di salita e finalmente siamo fuori dal bosco.
Vista l'ora e la scarsa visibilità, decidiamo di tralasciare la salita fino al passo del Monscera, e di andare a prendere posto all'omonima alpe per consumare il pranzo. Abbandoniamo così la strada battuta e iniziamo a risalire gli immacolati pascoli dell'alpe... ora si procede molto più lentamente, si sprofonda fin oltre le ginocchia, si fa decisamente fatica tant'è che ci diamo il cambio a battere la pista, ma... tutto questo è fantastico, e alla fine eccoci in prossimità dell'alpe di Monscera (1978m) dove la nostra fatica viene premiata con un bel raggio di sole. Entusiasti come non mai, andiamo a prendere posto all'esterno di una baita dove troviamo anche una comoda panca su cui poterci sedere... un veloce cambio d'abiti e si mangia. Poi dallo zaino di Massimo esce una bottiglia di spumante e allora... brindiamo alla fine del 2009 e ad un 2010 ricco di escursioni e tante tante belle cose!
Nel frattempo il sole ci ha abbandonato, ricomincia a nevicare e la temperatura sembra essersi abbassata, quindi... meglio rimetterci in cammino. Abbandoniamo l'alpe e risaliamo liberamente i pendii innevati alla ricerca della traccia battuta, e una volta trovata la seguiamo fedelmente fino a giungere al Rifugio Gattascosa, dove uno squarcio nel cielo, ci permette di ammirare il Pizzo Pioltone alle nostre spalle. Poco dopo le nebbie si dissolvono, il cielo si rasserena quasi completamente e ai nostri piedi compare tutta la valle... ancora una volta qualcuno ha voluto premiare la nostra fatica e perseveranza.
Felici come non mai ci lasciamo alle spalle il rifugio, risaliamo per un breve tratto per poi iniziare la discesa in direzione del lago di Ragozza completamente ghiacciato. Ora ci attende un tratto di discesa un po' più ripido, ma di facile percorrenza, poi un bel pianoro e di nuovo nel bosco di larici, dove la nebbia torna a farci compagnia, ma allo stesso tempo rende l'ambiente attorno a noi molto suggestivo. Dopo i larici ecco di nuovo gli abeti, bianchi, carichi di neve, che ci terranno compagnia fino al Rifugio San Bernardo. Pochi passi ancora e siamo alla chiesetta e alla macchina... è proprio finita.
Non ci resta che rimetterci in viaggio verso valle e... arrivederci nel 2010... auguri a tutti!