Val Divedro
Monte Teggiolo
Passato S. Domenico, si raggiunge la località Ponte Campo (1320m) dove un ampio spiazzo permette di parcheggiare l'auto.

Arriviamo di buon mattino a Ponte Campo, e mentre svolgiamo i preparativi per l'escursione, la nostra meta, già baciata dal sole, è lì, sopra le nostre teste che ci osserva e ci chiama. Attraversiamo il ponte sul torrente Cairasca e deviamo (percorso obbligatorio) a destra verso il sentiero che conduce all'agriturismo. Chicca scalpita, è impaziente... probabilmente non sa quanta strada gli aspetta :-). Siamo ancora all'ombra, ma pochi minuti ed ecco il sole sorgere da dietro le montagne e in poco tempo tutta la vallata è illuminata e riscaldata dai suoi raggi. Saliamo fino ad incrociare lo sterrato che conduce all'alpe Veglia, lo percorriamo per qualche metro in discesa per poi imboccare l'altro sterrato in direzione dell'alpe Vallè. Subito ci appare uno scenario alquanto raccapricciante: una baita dell'ape Sola travolta da una frana nello scorso mese di giugno. Continuiamo a salire sempre seguendo la strada consorziale, alle nostre spalle ora è ben visibile l'alpe Ciamporino, e in poco meno di un'ora eccoci alle porte dell'alpe Vallè. Qui incontriamo due simpatici asinelli che ci vengono incontro e ci danno il benvenuto, poco più in là notiamo anche due bei cavalli e un modesto numero di mucche che si preparano per la mungitura. Felici di tutto questo movimento/accoglienza, riprendiamo a salire fino ad incontrare dei cartelli segnavia che ci riportano alla mente il Passo del Croso e le due splendide giornate passate al Veglia lo scorso autunno. Proseguiamo sempre seguendo la strada di servizio per gli alpeggi superiori... il panorama alle nostre spalle si fa sempre più sublime, mentre il Teggiolo è ancora alquanto lontano. Pochi passi e siamo a Le Balmelle, posto davvero incantevole, dove ci soffermiamo qualche istante nei pressi di una fontana per dissetarci. Riprendiamo sempre seguendo la strada lasciandoci alle spalle l'alpe, e in breve siamo a Pianezzoni, dove assistiamo alla mungitura delle caprette. A questo punto proseguiamo in direzione del Passo delle Possette, che però non raggiungiamo, perchè deviamo prima su una traccia di sentiero a sinistra in prossimità di un simpatico e strano omone di pietre. Dopo qualche sali e scendi ecco apparire di fronte a noi, ancora lontana, la nostra meta. Si prosegue ora su immensi pratoni con pendenze abbastanza dolci, ma cammina cammina e la meta sembra avvicinarsi molto lentamente. Passo dopo passo finalmente eccoci in prossimità dello strappo finale. Affacciandoci sull'altra valle individuiamo a picco sotto di noi la strada che da Trasquera conduce a Bugliaga e il Ponte del Diavolo. Fa caldo, e la stanchezza comincia a farsi sentire, e così, anche se mancano ormai pochi metri, siamo costretti a fare qualche breve sosta tecnica per riprender fiato, poi come d'incanto ecco comparire il bivacco... siamo in vetta. (2385m). Prendiamo posto all'esterno del bivacco, ma pochi secondi ed ecco che, incuriosite dalla nostra presenza, viene a farci visita un numeroso gruppo di caprette. Mentre Chicca scambia quattro chiacchiere con queste nuove amiche, io mi sposto di qualche metro per godermi il panorama sulla val Divedro, poi mi dirigo verso il bivacco per visitarne l'interno. All'apertura della porta rimango alquanto deluso... è evidente che chi l'ha utilizzato l'ultima volta lo ha lasciato in condizioni piuttosto pietose. Sporcizia sul pavimento, pentole sporche, il tubo di scarico della stufa rotto e quindi stufa inutilizzabile... che dire... non ci sono parole! Amareggiato ritorno da Chicca e insieme ci mettiamo comodi a consumare il nostro pranzetto di fronte a panorami davvero spettacolari... da un lato le cime di confine con la Val Bognanco, il Trittico del Sempione e il Monte Leone, la piana di Veglia col Rebbio e Mottiscia, e infine Diei e Cistella. La giornata è davvero stupenda e invoglia a rimanere in vetta a lungo. Mi sfiora quasi l'idea di rimanere quassù ad aspettare il tramonto per poi dormire nel bivacco e ritornare a valle domattina, ma... purtroppo domani mi aspetta ancora una giornata di lavoro, non siamo attrezzati per passare la notte fuori e il bivacco non è molto accogliente. Insomma... dopo una lunga sosta, scattiamo una foto ricordo e un po' a malincuore riprendiamo il cammino verso valle. Lungo la discesa non possiamo fare a meno di notare quanto questa montagna mostri due volti ben distinti: uno con pendii erbosi e dolci pendenze, l'altro con veri e propri dirupi. Ripercorriamo l'interminabile diagonale in direzione di Pianezzoni, ma prima di far ritorno all'alpe effettuiamo una piccola deviazione toccando così il Passo delle Possette. Riprendiamo il cammino e in breve siamo in vista di Pianezzoni dove ritroviamo le nostre amiche caprette, poi seguendo la strada sterrata perveniamo a Le Balmelle dove ci soffermiamo qualche istante a dissetarci nei pressi di una fontana e da dove riguardiamo con grande soddisfazione l'ormai lontana vetta del Teggiolo. Ora non ci resta che proseguire sempre lungo la strada sterrata fino all'alpe Vallè, che già vediamo in fondo alla valle, dove, una volta giunti, ritroviamo il nostro amico asinello che cerca di fare amicizia con Chicca e splendide mucche che pascolano felicemente nei prati attorno all'alpe. Ora ci attende un tratto di discesa decisamente più fresco... dopo esser stati per tutto il giorno esposti al sole, percorrere un tratto di bosco all'ombra è una vera e propria libidine. E proprio in questo tratto Chicca trova finalmente un rigagnolo dove potersi rinfrescare... lungo tutto il sentiero di salita non c'è acqua, se non quella delle fontane, e per lei questa mancanza è stata alquanto sofferta. Al termine del bosco ecco ricomparire Ponte Campo sotto di noi, un ultimo tratto di discesa seguendo il sentiero per l'agriturismo, e prima di far ritorno alla macchina scendiamo sulle rive del torrente Cairasca per darci un'ultima rinfrescatina.
Qualche nota informativa: la strada che sale al Vallè e interdetta al transito anche pedonale, come quella del Veglia del resto, per via del pericolo di smottamenti e frane. Chi decidesse di percorrerla ugualmente è bene che sia consapevole del rischio che corre, e che qualora venisse sorpreso dalle guardie forestali o dalle forze dell'ordine rischia una sanzione. Per quanto riguarda invece la salita al Teggiolo, non presenta nessuna difficoltà, ma è lunga e il dislivello di 1000m circa, quindi... meglio affrontarla se si ha un buon allenamento. Il tratto da Pianezzoni fino alla vetta si svolge su prati dove vi sono solo delle sporadiche tracce di sentieri che il più delle volte vanno a perdersi. In condizioni di visibilità ottime come oggi non si corre nessun rischio... la vetta è sempre di fronte e non si può sbagliare, ma... in caso di nebbia, se non si conosce il percorso, meglio forse rinunciare. In ogni caso... pur essendo una vetta di bassa quota e contornata da cime alquanto più importanti, offre uno scenario davvero unico... un consiglio... andateci, non ve ne pentirete.


Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
3 ore
5 ore e 30 minuti circa
16 km

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