Valle Divedro
Calantiggine
Risalire la Val Divedro in direzione di S. Domenico, nota località sciistica, fino a giungere a Maulone di sotto, dove sulla destra si innalza una strada chiusa al traffico con indicazioni Alpe Solcio (937m)

Circa un mese e mezzo fa, esattamente il 25 gennaio, risalivamo la stessa valle in auto e ci recavamo in località Dreuza con l'intento di salire all'alpe Solcio. Oggi siamo di nuovo qui con le stesse intenzioni, ma visto la precedente sconfitta per via della troppa neve e della mancanza di tracce battute, decidiamo di provare a salire a Solcio seguendo la strada che ha inizio a Maulone, percorso più classico e probabilmente più battuto in inverno (come si suol dire... le ultime parole famose). Giunti sul posto, posteggiamo l'auto una cinquantina di metri dopo il bivio per Maulone di sopra, indossiamo gli scarponi, e torniamo indietro per poi imboccare la strada che ci condurrà dritti a Solcio. Mentre procediamo con la vestizione, sotto gli occhi vigili di Chicca, sopraggiunge uno scialpinista di ritorno da qualche alpeggio superiore a cui chiediamo informazioni sul percorso. Ci comunica che la strada è battuta solamente fino all'alpe Ple, poi... neve fresca e immacolata... qui si mette male ancor prima di partire! Ma pochi minuti dopo, ecco venirci in aiuto due tizi muniti di motoslitte e intenzionati a fare lo stesso nostro percorso. Bene... siamo salvi. Entusiasti, ma anche decisamente infreddoliti per via del forte vento, incominciamo a salire seguendo la strada inizialmente ben battuta che si snoda in uno splendido bosco di conifere... pochi minuti ed ecco i due amici con le motoslitte superarci, ma qualche metro più avanti, li ritroviamo fermi per via di un albero caduto nella notte che gli sbarra la strada. Mentre loro cercano di aprirsi un varco per poter passare, noi procediamo spediti e in breve eccoci a Maulone di Sopra, dove ci soffermiamo qualche istante ad ammirare la vallata di fronte a noi... peccato le nuvole! Questione di pochi minuti e ci ripassano davanti le motoslitte, e noi possiamo riprendere tranquilli il nostro cammino, superiamo un bel ponticello sul Rio Maulone, ed iniziamo ad affrontare un lunghissimo traverso toccando vari poggi assolati... beh, si fa per dire, perchè il sole oggi, almeno per ora, non si è ancora fatto vivo! Dopo un tratto quasi completamente immersi nel bosco, eccoci finalmente all'aperto e in pochi istanti siamo a Salera, piccolo, ma stupendo alpeggio, con bella veduta sul Trittico del Sempione. Effettuiamo una breve sosta per ammirare il paesaggio e scattare qualche foto, poi riprendiamo a salire, passiamo per Pree, altro piccolo alpeggio mezzo assolato, poi ancora qualche tornante e siamo in vista delle prime baite di Calantiggine, dove troviamo le due motoslitte ferme a causa della rottura di una cinghia. I due autisti ci assicurano che è questione di pochi minuti e poi ripartiranno, e così, fiduciosi, riprendiamo a salire in un ambiante completamente immacolato, ma allo stesso tempo facendo un'enorme fatica. Nonostante le ciaspole, si sprofonda fino alle ginocchia e in alcuni punti anche oltre... attuiamo la solita tattica, passi corti, andatura mooolto lenta e via che puntiamo verso l'alpe. Poco dopo arrivano le motoslitte, anzi... una sola, ma anche lei, a causa della troppa neve, è in affanno. Diamo una mano all'autista per liberare un po' la traccia affinchè riesca a passare un traverso un po' critico, poi finalmente riparte passandoci davanti e battendoci una stupenda traccia. Peccato che pochi minuti dopo faccia dietro-front abbandonandoci così al nostro destino! E ora? Seguiamo ancora per un tratto la traccia ben battuta, poi... tutto bianco e immacolato. Decidiamo di provare a proseguire ugualmente osservati da lontano dal Trittico del Sempione e dal Leone... facciamo a turno a battere la pista, prima prova Antonio, poi io, l'unica ad autoescludersi è Chicca che zitta zitta segue pazientemente le nostre mosse. Dopo mezz'oretta circa di fatica, e che fatica, siamo ancora nel bel mezzo dei pratoni di Calantiggine... qui si mette davvero male, impossibile proseguire in queste condizioni. Decidiamo così di dirigersi verso un nucleo di baite assolate, dove una volta giunti, decidiamo unanimemente che qui siamo arrivati, e qui ci fermiamo. (1461m). Il posto è davvero accogliente, parzialmente al riparo dal vento gelido, e in posizione panoramica sul Leone e sulle cime del Sempione e di Bognanco. Dopo esserci rifocillati, ci mettiamo comodi a crogiolare al sole, a goderci lo splendido panorama e il meritato riposo. Più tardi il vento gelido torna a farci compagnia e ad infastidirci, e così, anche se un po' a malincuore, scattiamo una foto ricordo, un'ultima occhiata alle baite che ci hanno offerto un ottimo riparo, e via che riprendiamo il cammino, questa volta verso valle. Ora che la traccia è perfettamente battuta, Chicca ci precede e si diverte a lanciarsi giù a rotta di collo per poi fermarsi ed attendere il nostro arrivo, mentre io e Antonio preferiamo scendere tranquillamente e goderci gli splendidi pratoni imbiancati, e quasi del tutto immacolati, di Calantiggine. Ma con così tanta neve e in totale sicurezza, non possiamo certo farci mancare qualche taglio in fuori pista, dove la neve arriva all'altezza delle nostra ginocchia e anche oltre. Scendere tutto in fuori pista è divertente, ma anche molto faticoso, e così di tanto in tanto cerchiamo di sfruttare le tracce delle motoslitte per rilassarci un poco, ma... ahimè... in alcuni punti si nascondono delle insidie e qualcuno finisce a gambe per aria mentre Chicca ne approfitta per prendersi beffa di lui :-). Meglio tornare a scendere in fuori pista, almeno finchè si può, poi ritornati sulla strada, ripercorriamo a ritroso il percorso di salita, ora con una bella traccia battuta e portante. Scendendo la nostra attenzione viene spesso attirata dalle imponenti vette della val Bognanco e dalle creste della Colmine, poi giunti nei pressi di Pree, individuiamo un palo di una staccionata che indossa un simpatico cappello bianco. Ora ci attende un tratto di bosco, forse un po' meno panoramico, ma che non ci fa certo mancare splendide sorprese... enormi faggi secolari fanno da cornice a ruderi e splendide baite, poi giunti nei pressi di Ple notiamo una fontana quasi completamente sommersa, e infine, ancora un bel tratto di strada protetti da splendidi abeti e siamo alla macchina, stanchi, ma decisamente soddisfatti.
Che dire? Fallito anche il secondo tentativo di salita a Solcio, non ci resta che attenere che la neve scompaia del tutto e riprovare con sentieri puliti, prati verdi e fioriti e... speriamo sarà la volta buona!


Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore e 45 minuti circa
4 ore e 30 minuti circa
11.5 km

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