Risalire la Val Divedro in direzione di S. Domenico, nota località sciistica, fino a giungere a Maulone di sotto, dove sulla destra si innalza una strada chiusa al traffico con indicazioni Alpe Solcio (937m)
Oggi si torna per la terza volta nel giro di 6 mesi all'alpe Solcio... mi starò mica innamorando di questo posto? Nooo... il fatto è che lo scorso inverno c'ho provato per ben due volte a salirvi con la neve, ma non trovando le piste battute, son sempre tornato a casa sconfitto. Poi a giugno ho finalmente conosciuto i due gestori del rifugio Pietro Crosta, Marina ed Enrico, due persone molto accoglienti e davvero molto speciali, e da quella volta, ogni occasione è buona per fare un giro a Solcio e salutarli, nonchè approfittare per gustarsi i buoni pranzetti e dolci che Marina prepara con molta maestria :-).
Bene... oggi l'occasione fa l'uomo ladro, come si suol dire. Paola, una nostra nuova amica, dopo aver acquistato finalmente le ciaspole e dopo aver visto svariate foto di questo luogo, mi contatta per organizzare un'uscita insieme, ed essendo Solcio già nei miei programmi di questo inverno, non esito a dirle di sì. Un, due, tre, pronti via.
Arriviamo a Maulone di sotto, il cielo è grigio nonostante le previsioni dei giorni prima sembravano promettere sole fino a mezzogiorno, ma una luce in fondo alla valle sembra essere di buon auspicio. Svolti i preparativi, iniziamo a salire con un pizzico di delusione. Il primi tratto della strada di servizio all'alpe è sgombra da neve, e dove c'è, è ghiacciata e ci costringe a volte a qualche piccola acrobazia. A dir le verità un po' me l'aspettavo, però... speravo di sbagliarmi. Dopo un breve tratto nel fitto e cupo bosco di abeti, perveniamo a Maulone di Sopra... la valle è sempre buia, ma quella luce lontana sembra farsi avanti, e infatti, poco dopo, un raggio di sole ci lambisce.
Ora la strada è innevata, ma si procede tranquillamente senza ciaspole anche perchè la pendenza è di quelle che ti permette di salire mantenendo un buon passo e chiacchiere senza farti venire il fiatone. Superiamo altri splendidi alpeggi fino a giungere a Salera, dove si apre ai nostri occhi la valle Divedro e sullo sfondo, tra le nubi, si intravvedono le sagome della Weissmies, Lagginhorn e Fletschorn. Peccato, fosse stata una giornata limpida e tersa da questa postazione si sarebbe goduto un panorama spettacolare, ma d'altra parte... bisogna prendere e accontentarsi di ciò che la giornata ci offre.
Riprendiamo a salire, la neve ora si fa sempre più presente e costante, e poco dopo, nei pressi di Pree, decidiamo di calzare le ciaspole. Ora si procede ancor più sicuri e spediti, e anche Paola che le indossa per la prima volta in vita sua, sembra trovarsi a proprio agio. Dopo un ampio tornante eccoci a Calantiggine, splendido alpeggio, meta dello scorso inverno durante un tentativo di salire a Solcio. Me lo ricordo come fosse ieri.... la strada era inesistente, si sprofondava dentro nella neve fresca fin oltre le ginocchia, e dopo tre quarti d'ora non avevamo ancora risalito tutti i pratoni dell'alpe. Però... che spettacolo!! Ora invece la strada battuta, forse anche troppo, ci permette di sgattaiolare via in men che non si dica, e dopo un bel traverso immersi nel bosco, ci congiungiamo con la strada che perviene da Dreuza, anch'essa battuta.
A questo punto non manca poi molto alla meta, risaliamo gli ultimi tornanti immersi in un ambiente da favola, poi d'improvviso ecco apparire le prime baite di Solcio e tra i rami degli alberi il rifugio Crosta. Visto l'abbondante quantità di neve, saliamo al rifugio seguendo fedelmente, anche nell'ultimo tratto, la strada battuta... più si procede, più l'ambiente diventa spettacolare... è tutto bianco e immacolato, e il sole, che ci aveva nuovamente abbandonato, ora sembra volerci regalare ancora un po' di tepore e di immagini suggestive. In breve siamo all'ingresso del rifugio (1751m), e notiamo subito una novità... una spettacolare veranda tutta di legno, chiusa, molto accogliente, che anticipa l'ingresso alla struttura. Attratta dalle nostre voci sbuca fuori Marina, che come al solito ci accoglie a braccia aperte. Dopo i saluti e qualche bella chiacchiera, Marina torna al suo lavoro in cucina, mentre io, Paola e Dasy, rimaniamo fuori in attesa del pranzo a gustarci il panorama sulla vallata e a far giocherellare un po' Dasy che si diverte un mondo.
Poco dopo arriva anche Enrico, impegnato con altri sui conoscenti nella riparazione di un cingolo del gatto delle nevi, bloccato lungo la strada cha da Solcio conduce a S. Domenico. Giusto il tempo dei saluti e poi purtroppo ritorna al lavoro, mentre noi, richiamati da Marina, ci accomodiamo all'interno del rifugio per il pranzo. Non sto ad elencarvi cosa abbiamo mangiato, vi dico solo che era tutto squisitissimo e che valeva davvero la pena faticare per salire fin quassù a godersi lo spettacolare ambiente e l'altrettanto spettacolare pranzetto... e non dimentichiamoci dei dolci cha fa Marina :-).
Terminato il pranzo rimaniamo a lungo al calduccio del rifugio in compagnia di Marina, poi finalmente arriva Enrico... il gatto è riparato. Ma purtroppo per noi si è fatto tardi, e anche se a malincuore, è giunto il momento di rimetterci in cammino verso valle. Giusto il tempo di una foto ricordo tutti insieme, un caloroso abbraccio e saluto e via che si riparte. Sarà che i saluti non mi sono mai piaciuti, specie quando ci si deve separare da persone con cui ti trovi davvero bene, sarà che la temperatura si è abbassata, il sole è sparito, e l'ambiente è diventato cupo, sarà che mi sono davvero innamorato di Solcio, ma... questo rimetterci in cammino verso valle mi rattrista un po'.
Ma poco dopo troviamo il modo per rallegralo...! Giunti nei pressi di Calantiggine, abbandoniamo la strada battuta e cominciamo a scendere giù a capofitto in neve fresca tagliando i pratoni fino a ricongiungerci con la strada più sotto. Anche in questi passaggi Paola si destreggia bene, e così, individuato un altro possibile taglio, via che ci si lancia di nuovo, poi ancora un altro e così via fino a giungere a Salera. Da qui in poi rientriamo a Maulone seguendo pari pari la strada, e poi via verso casa, stanchi, infreddoliti, ma ultra soddisfatti.
Ancora una volta, grazie Marina ed Enrico, e alla prossima! www.rifugiocrosta.it