Val Divedro
Alpe Solcio, Rifugio Pietro Crosta
Arrivare fino a Varzo e proseguire seguendo le indicazioni per San Domenico. Qualche tornante dopo il paese, sulla destra, si innalza una strada che porta dapprima a Coggia e successivamente a Dreuza (975m). Attenzione: passato Coggia si incontra un cartello di divieto d'accesso con una scritta sotto in pennarello "transito vietato ai mezzi pesanti". Da informazioni ricevute dagli abitanti del luogo, risulterebbe che tale divieto è solo per i mezzi pesanti, mentre l'accesso alle auto sarebbe consentito.

Dopo una serie di ritardi accumulati a causa della chiusura di un tratto autostradale, finalmente riesco a raggiungere Varzo dove l'amico Antonio mi attende da circa mezz'ora. Da qui proseguiamo lungo la statale per S. Domenico fino ad arrivare a Maulone di sotto, parcheggiamo un'auto, e con l'altra torniamo indietro per risalire a Dreuza. Svolti i preparativi, iniziamo ad incamminarci verso il centro dell'abitato, fino ad incrociare, sulla sinistra, la vecchia mulattiera con indicazioni Solcio. Oggi Chicca non è con noi... purtroppo prima o poi doveva arrivare questo giorno... troppo lungo questo giro per lei, e anche se mi piange il cuore e la sua mancanza si fa sentire... so che è per il suo bene e che dovrò pian piano abituarmi all'idea che potrà venire solo quando faremo escursioni facili, brevi, e con poco dislivello. Il primo tratto di salita si svolge su una strada sterrata toccando diverse abitazioni molto carine e ben tenute, alcune in posizione panoramica sulla vallata e sulle cime del Sempione. Superate le ultime abitazioni di Dreuza. la strada sterrata lascia il posto ad un comodo e agevole sentiero, anche se in alcuni punti dà l'impressione di essere poco frequentato, proseguiamo immersi in uno splendido bosco di abeti che ci protegge dal caldo e dal sole ormai alto in cielo, superiamo altri nuclei di baite, a tratti incrociamo la strada asfaltata consortile, e pian piano guadagnamo quota. A parte il primo tratto appena sopra Dreuza dove il sentiero va un po' ricercato tra le abitazioni, per il resto si può dire che è tutto perfettamente segnalato, sia con segni di vernice, che con cartelli. Cammina cammina eccoci finalmente fuori dal bosco in prossimità di un piccolo nucleo di baite, costeggiamo distese immense di prati verdi ed eccoci alle porte dell'alpe Solcio, dove una sosta per ammirare il panorama (e che panorama) e dissetarci ad una fontana con acqua freschissima è d'obbligo. Bene.. ora seguiamo per un breve tratto la strada sterrata di servizio all'alpe, attraversiamo un ponticello sul Rio Sangioanni dove rimaniamo letteralmente senza parole a contemplare la bellezza del luogo, e infine... ecco il Rifugio Crosta comparire sopra le nostre teste. Non ci resta che seguire l'ultimo tratto di sentiero e.. siamo arrivati. (1751m). Ad accoglierci troviamo Marina ed Enrico, attuali gestori nonchè abitanti fissi del Rifugio. Siamo in netto anticipo sulla tabella di marcia, nonostante il mio ritardo in autostrada, e così abbiamo tutto il tempo per conoscere meglio Marina ed Enrico e scambiare quattro e più piacevoli chiacchiere con loro. Nei loro occhi e nel loro modo di raccontarsi, si intuisce la passione e l'amore che li lega alla montagna, basta pensare che sono originari di Treviso e hanno scelto di mollare tutto per venire a vivere quassù. Ci raccontano i loro progetti, tra cui quello di tenere in funzione il rifugio tutto l'anno, anche durante l'inverno, e qui scatta la promessa di tornare nella prossima stagione invernale per fargli visita. Insomma... dopo tante chiacchiere io e Antonio prendiamo una "drastica" decisione: per questa volta rinunciamo ai nostri consueti panini e... si pranza al rifugio. Del resto come resistere a tutti quei profumini provenienti dalla cucina... e come come rinunciare a stare in compagnia di due persone davvero molto cordiali che ci hanno letteralmente accolto a braccia aperte? Insomma... dopo una mezz'oretta di attesa in cui io e Antonio ci siamo dedicati allo "svacco totale", tutti a tavola e si mangia e... ragazzi... complimenti alla cuoca! :-) Il pranzo si conclude poi con un caffè e ammazzacaffè in compagnia di Marina ed Enrico, chiacchiere a non finire, e visita guidata dell'interno del rifugio. Purtroppo però il tempo passa, e anche se a malincuore, giunge per me ed Antonio il momento di rimettersi in cammino. Con la promessa di ritornare, salutiamo e ringraziamo i due nuovi nostri amici, seguiamo per un breve tratto il sentiero di salita fino ad incrociarci con la strada sterrata, per poi seguirla in direzione Maulone. Sulla discesa sinceramente non c'è molto da dire... abbiamo seguito pari pari la strada a tratti asfaltata a tratti sterrata. E' stato bello rivedere Calantiggine tutta verde e rendersi conto di quanta neve c'era lo scorso inverno quando, nel tentativo di raggiungere Solcio, ci siam dovuti fermare proprio qui. E infine, giunti a Mauone di sotto, abbiamo ripreso l'auto portata qui la mattina e siamo ritornati a Dreuza per riprendere l'altra, e poi... tutti a casa.
Grazie Marina e grazie Enrico, torneremo a trovarvi. Per chi desidera maggiori informazioni sul rifugio, può visitare il sito www.rifugiocrosta.it



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore circa
4 ore circa
13.5 km

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