Val Divedro
Lago Bianco
Passato S. Domenico, si raggiunge la località Ponte Campo (1320m) dove un ampio spiazzo permette di parcheggiare l'auto.

Siamo a Ponte Campo, e dense nuvole minacciose salgono dalla valle. L’amico Mario (www.magat.it) sembra non essere molto fiducioso, io invece sono ottimista, ormai c’ho fatto l’abitudine a queste partenze sotto le nuvole. Iniziamo quindi la nostra salita seguendo la carrozzabile che porta all’alpe Veglia. Più si sale e più le nuvole ci avvolgono. Il panorama verso la valle è pressoché inesistente, mentre, superata la cappella del Groppallo, del torrente Cairasca praticamente si ode solo lo scorrere impetuoso delle sue acque. In meno di un’ora siamo all’ingresso dell’alpe Veglia, attraversiamo il caratteristico ponte su un torrente ormai in secca e seguiamo le indicazioni per il rifugio Cai di Arona. Il silenzio e la tranquillità di questo posto sono interrotti solamente dai campanacci delle mucche al pascolo e dalle acque del torrente. In lontananza, avvolto dalle nuvole, si intravede l'abitato di Ciamciavero. Proseguiamo in direzione del rifugio, per poi imboccare il sentiero che passando a fianco di una bella cascata ci conduce a La Balma, bellissimo alpeggio con baite ben tenute e curate. Passiamo attraverso l’alpeggio alla ricerca di un segnavia che ci indichi la direzione da seguire. Cerca e ricerca, finalmente troviamo un cartello che indica Pian dul Scricc, ma… ahimè! Il cartello sembra invitarci ad attraversare un prato verde che termina in un lariceto poco invitante, e non vi è alcun sentiero che attraversi questo bel prato. Siamo costretti a chiedere informazioni agli abitanti delle baite, che molto gentilmente ci dicono di ritornare all’ingresso dell’alpe e continuare a seguire la carrozzabile che ci porterà dritti al Pian dul Scricc. Un po’ increduli e amareggiati di questa segnaletica un po’ ambigua, io e l’amico Mario riprendiamo il nostro cammino, percorriamo un tratto in mezzo a bellissimi larici e poi, eccoci finalmente al Pian dul Scricc. Ci dirigiamo verso il fondo di questo bel pianoro verde dove sorge un baitone alla cui sinistra troviamo finalmente dei segnavia che indicano lago Bianco ore 1.20. Sicuri di non poter più commettere errori, ci affrettiamo a riprendere il nostro cammino. Ora il sentiero si innalza sul versante sinistro della valle, allontanandosi rapidamente dal Pian dul Scricc. Chicca passa davanti a noi e sembra volerci far strada, ma in alcuni punti i numerosi cespugli di rododendri quasi la nascondono completamente. Continuiamo a salire mantenendoci alla sinistra del Pian Sass Mor per poi innalzarci e svalicare nei pressi di Pian d'Erbiol. Nel frattempo le nuvole si sono un po' diradate e riusciamo a scorgere in lontananza l'ormai lontana alpe Veglia. Al Pian d'Erbiol troviamo altri cartelli segnavia che ci indicano lago bianco 20 minuti. Ce l’abbiamo fatta! Il sentiero ora attraversa dapprima un tratto di grossi blocchi di pietra, per poi innalzarsi su un ripido pendio erboso. Qui vengo colto da un forte dubbio: l’altimetro dice che siamo oltre i 2400m, mentre il lago è a 2157m. Il sentiero davanti a noi si impenna drasticamente. Possibile che sia la direzione giusta? Mentre io cerco di fare il punto della situazione e orientarmi, Mario si innalza ancora un centinaio di metri e poco dopo lo sento gridare. “è là, sotto di noi, alla nostra sinistra”. Come sospettavo… siamo fuori sentiero. Cerco di spostarmi leggermente anch'io a sinistra ed eccolo la, proprio sotto di noi. A questo punto cerchiamo di tagliare tra rododendri, grosse pietre e canalini davvero poco invitanti, e con non pochi rischi e difficoltà riusciamo finalmente a ricongiungersi al giusto sentiero. Dopo ben 4 ore e 30 di cammino finalmente siamo arrivati al fatidico Lago Bianco (2157m). Ora possiamo goderci questo meraviglia della natura e un po’ di meritato riposo (non troppo, visto l’ora ormai tarda). Consultando successivamente la cartina constatiamo che stavamo seguendo il sentiero che sale al passo di Boccareccio, ma sia io che l’amico Mario siamo sicurissimi di aver seguito la direzione che indicava il cartello. Inoltre il tracciato era ben marcato con numerosi segnavia bianchi-rossi. E quindi? Riusciamo a darci due sole risposte: o entrambi abbiamo avuto una clamorosa svista e non ci siamo accorti che dopo il segnavie vi era un’ulteriore deviazione a sinistra (cosa che mi lascia piuttosto perplesso e incredulo), oppure qualche intelligentone credendosi molto furbo si è divertito a ruotare i cartelli rischiando si mettere a repentaglio la vita delle persone!!! Comunque sia, alla fine ce l’abbiamo fatta e dopo esserci rilassati un pochino e riempito a dovere i nostri stomaci, decidiamo di andare ad assaggiare la temperatura dell’acqua. Mario entra per primo, seguito poi da me e da Chicca. Non male.. in alcuni punti vi sono delle correnti di acqua gelida, ma in altri si sta davvero bene. Mentre io e Mario ci rinfreschiamo un po’ e scambiamo quattro piacevoli chiacchiere con un altro escursionista, Chicca trova 2 amichetti con cui giocare… sembra che la stanchezza per lei non esista :-) Il tempo però stringe ed è giunta l’ora di rimetterci in marcia. Riaffardelliamo gli zaini, scattiamo una foto ricordo, e poi via verso valle. Prima che il lago scompaia definitivamente dai nostri occhi, ci soffermiamo ancora un attimo ad ammirare questo splendido e incantevole posto. Per la discesa decidiamo di seguire il sentiero che per direttissima ci riporterà all’alpe Veglia, ora ben visibile sotto di noi. Il tracciato scende a zig-zag lungo il ripido versante, poi si addolcisce immergendosi in un freschissimo bosco di larici per poi giungere finalmente all'alpe Veglia. Decidiamo di fare il giro dell’alpe, dove numerose mucche pascolano felicemente nell'immensa distesa verde. Mario prova a fare amicizia con una di loro, che però non sembra essere molto d'accordo. Ma alla fine ce la fa. (chi l'ha dura la vince) Chicca nel frattempo si è trovata un torrentello in cui rinfrescarsi e dissetarsi. Un'ultima occhiata a questo meraviglioso posto e poi via verso valle, dove l'auto ci attende. Scendendo ora possiamo finalmente ammirare il paesaggio sulla valle e su S. Domenico. A metà discesa circa incomincia a piovere e si ode qualche tuono, ma... niente paura, ormai siamo alla macchina al sicuro. Soddisfatti dei bellissimi paesaggi, ma un po' delusi e amareggiati per le difficoltà incontrate, facciamo ritorno a casa. (Tempo di salita: 4 ore e 30 minuti causa segnaletica scarsa ed errata)

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