Val Divedro
Alpe Veglia
Passato S. Domenico, si raggiunge la località Ponte Campo (1320m) dove un ampio spiazzo permette di parcheggiare l'auto.

Ci sono luoghi in cui uno ci va o ci capita per caso e subito dice: qui non ci tornerò mai più! Forse perchè ci si aspettava un ambiente totalmente diverso, forse perchè guardandosi intorno non si riesce a provare nessuna emozione o sentimento, forse perchè si è fatto talmente tanta fatica per arrivarci che una volta nella vita è più che sufficiente, o forse... chi più ne ha più ne metta. E ci sono luoghi in cui uno ci va e ne rimane talmente affascinato da non riuscire più a toglierseli dalla testa. L'alpe Veglia per me è uno di questi. Ogni volta che ci vado è un'emozione diversa, ogni volta che salgo su quella ripida e tortuosa strada il richiamo dell'alpe è talmente vivo e forte dentro di me che riesco a non sentire neppure la fatica. E quando arrivo il mio cuore è un'esplosione di gioia. I larici con le loro fronde mosse dal vento sembrano quasi salutarmi e avvolgermi in un caloroso abbraccio, i din-don dei campanacci delle mucche e delle capre mi infondono un profondo senso di pace e di tranquillità, il vociferare dei torrenti e delle cascate mi fa sognare e volare alto, e che dire del Leone e del Rebbio...? Così imponenti, dallo sguardo severo, di quelli che incutono timore, ma io lo so... dentro di loro batte un cuore grande e nascondono un animo buono e generoso.
E così oggi, io e Chicca, ansiosi di fare un'uscita in montagna, ma che allo stesso tempo non avevamo voglia di fare camminate troppo lunghe e impegnative, decidiamo di far ritorno in questo posto meraviglioso, e di fare una sorpresa all'amico Gregorio. Giunti a Ponte Campo ci avviamo verso il ponte sul Torrente Cairasca, e subito notiamo questo cartello che riserva il transito sulla strada ai soli consorzisti, ma ormai questa è storia vecchia e già tanto discussa, e alla fine... tutti passano e nessuno dice nulla. Attraversiamo il ponte sul torrente e subito dopo troviamo quest'altro cartello, mai visto prima, e a mio avviso decisamente in contraddizione con quello precedente. Prima vietano e poi obbligano? Bah!!! Iniziamo a salire, di fronte a noi splendide cascatelle sembrano quasi salutarci, mentre pian piano la valle sotto di noi si risveglia e allontana. D'improvviso ecco spuntare l'imponente vetta del Pizzo Diei, completamente imbiancata... a quanto pare le perturbazioni dei giorni scorsi hanno portato neve al di sopra dei 2500/2600m. Proseguiamo... poco dopo Chicca trova il primo torrente della giornata da cui trarne sollievo, mentre io mi godo la bella veduta sul Teggiolo. La strada prosegue con pendenza abbastanza costante, e dopo una serie di tornanti eccoci all'imbocco della Val Cairsca e poco dopo alla Cappella del Groppallo. Da qui in poi le pendenze si addolciscono, l'ambiente si fa molto più suggestivo e strapiombante, e si comincia a respirare l'aria dell'alpe Veglia. E infatti... ci siamo! Il primo ad accoglierci e salutarci è il Rebbio, tutto bello imbiancato, poi superiamo uno stupendo e caratteristico ponte e siamo alla chiesetta dell'alpe con alle spalle il Mottiscia, ma c'è anche lui, il sovrano delle alpi Lepontine, il Monte Leone, che domina imponente sopra la località Ciamciavero. Mentre io vengo praticamente travolto e assorbito dall'ambiente circostante, l'attenzione di Chicca è attirata dai numerosi din-don, che non sono le campane della chiesetta, ma quelle delle numerose mucche che pascolano felici in questo ambiente da favola. E' ancora presto, e così decidiamo di allungare un pochino il giro prima di raggiungere Gregorio. Ci avviamo verso Aione e imbocchiamo il sentiero per il Lago delle Streghe. Qui veniamo praticamente assorbiti da uno stupendo e fresco bosco di larici, ancora un poco di salita ed eccoci sulle rive del lago (1828m). Chicca mi fa notare che da questa angolazione, per via delle sue acque trasparenti, quasi non si distingue, e così ci portiamo sulla sponda opposta e... ora si che si vede bene. Proseguiamo seguendo il sentiero per i laghi delle fate, l'ambiente attorno è sempre più affascinante e spettacolare... dopo qualche piccolo saliscendi eccoci al primo laghetto, subito seguito da un altro che ci regala splendidi scorci. Proseguiamo lungo il sentiero tracciato, incontriamo simpatiche mucche e in breve... eccoci in vista delle case dei Padri Rosminiani. Siamo arrivati... l'amico Gregorio ci accoglie a braccia aperte, e subito si attiva per prepararci e offrirci un buon caffè. Non è solo però... è in compagnia di un gruppo di 45 persone circa che, dopo aver trascorso le vacanze al Veglia, stanno ultimando i preparativi per il rientro a casa. Mentre Gregorio saluta e da una mano ai vacanzieri, io e Chicca ce ne stiamo tranquilli in disparte a goderci un po' di riposo e di Veglia, poi, rimasti soli, iniziamo i preparativi per il pranzo. E infine, sotto gli occhi vigili del Monte Leone e del Rebbio, e di quelli di Chicca, sicuramente più interessata alle costine cotte alla brace che a noi, si mangia. Con noi c'è anche Gianluca, un amico di Gregorio, ora diventato anche nostro amico, con cui scambiamo piacevoli chiacchiere e condividiamo questo lauto pranzetto. Che spettacolo però... qui, al Veglia, in una splendida giornata e in splendida compagnia, dove lo sguardo si perde negli infiniti angolini da fotografare e incorniciare... cosa mai potevamo desiderare di più? La giornata corre via veloce e piacevole, e purtroppo per noi... giunge il momento dei saluti e di rimetterci in cammino. Scattiamo così una foto ricordo, salutiamo gli amici dandoci appuntamento per il prossimo autunno sempre qui al Veglia, un'ultima occhiata alle case dei Rosminiani e si riparte. Decidiamo di fare il giro completo dell'alpe, attraversiamo così splendidi ponti su impetuosi torrenti che Chicca non si lascia certo sfuggire, poi puntiamo dritti verso il rifugio Cai di Arona ed ecco che in lontananza ricompare il Teggiolo, mentre alle nostre spalle, a fianco del Leone, fa capolino la Bocchetta d'Aurona e il Terrarossa, che di rosso oggi ha davvero molto poco, per non dire nulla :-). Prima di uscire definitivamente dall'alpe, ci soffermiamo ancora qualche istante per salutare le nostre care amiche mucche e l'imponente Monte Leone, poi imbocchiamo la strada sterrata e in breve siamo già in vista della valle sotto di noi, e del Ciamporino col Pizzo Diei che nel frattempo si è cambiato d'abito. E infine... si ritorna a casa, felici e malinconici allo stesso tempo.
Grazie Gregorio e grazie Gianluca... a presto!


Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
1 ora e 15 circa per l'alpe + 30 minuti minuti circa per i laghetti
3 ore e 15 minuti circa
14 km

Torna alla Home Page