Val Divedro
Passo del Croso, Lago d'Avino, Alpe Veglia,
Passato S. Domenico, si raggiunge la località alpe Campo (1320m) dove un ampio spiazzo permette di parcheggiare l'auto.

Finalmente, dopo mesi e mesi che si parla e si cerca di organizzare questa escursione, possiamo gridare "ce l'abbiamo fatta". Puntuali, io e Chicca, giungiamo all'appuntamento a Ponte Campo, dove qualche minuto dopo sopraggiungono gli amici Valter, Mario, Petra e Jacchi che con il loro fuoristrada munito di permesso per il transito sulla gippabile che sale all'alpe Veglia, ci danno uno strappo fino alla diramazione per l'alpe Vallè. Salutiamo gli amici che proseguiranno dritti al Veglia ad attendere il nostro arrivo e cominciamo ad incamminarci lungo lo sterrato in direzione dell'alpe Vallè. Salendo, piano piano la valle si allontana, e di tanto in tanto buttiamo l'occhio sulla strada sotto di noi alla ricerca dei nostri amici che abbiamo da poco salutato. D'un tratto, ecco comparire l'amico Gregorio, che partito dal Veglia, per un sentiero alto a mezzacosta, è giunto fin nei pressi del Vallè dove avevamo prefissato il nostro incontro. Dopo i saluti e le presentazioni, ripartiamo e in breve eccoci all'alpe, dove troviamo dei cartelli segnavie che però, pur indicando la nostra meta, non prendiamo in considerazione e proseguiamo dritti addentrandoci nell'alpe fino ad una seconda palina. Il sentiero ci porta ai piedi di un ripido canalino erboso, dalla cui sommità si ha una bella veduta sulla vallata sottostante, sul Pizzo Diei e Cistella e sul Teggiolo. Proseguiamo ora lungo un sentiero aereo e un poco esposto, dove in alcuni punti sono state posizionate delle catene per consentirne il transito in totale sicurezza, ed in breve ci riaffacciamo sulla val Cairasca ricongiungendoci con l'altro sentiero che sale dal Vallè (più lungo, ma senza tratti esposti). Si continua a salire tra prati e rododendri, di fronte a noi dominano imponenti il Pizzo Valgrande di Valle, e tutte le cime di Veglia; dopo un lungo traverso che sembra riportarci indietro, imbocchiamo la linea di cresta che ci offre stupendi scorci strapiombanti sull'alpe Vallè, poi d'improvviso, ecco far capolino la cima del Monte Leone e... ancora pochi metri e siamo in vista del Passo del Croso, che in breve raggiungiamo (2395m). Purtroppo spira un venticello gelido che ci invita ad affrettarci a scattare una foto ricordo e a riprendere il cammino. Saliamo ancora di qualche metro in direzione del Pizzo Valgrande di Valle, poi scendiamo tra prati e grossi blocchi, poi di nuovo su, e ancora giù, in direzione di uno stupendo laghetto la cui superficie è già ghiacciata per più di metà. Chicca ne approfitta per dissetarsi un po', mentre io e Gregorio ci godiamo questa splendida visione sulla vetta del Leone. Riprendiamo il nostro cammino e dopo un lungo e continuo saliscendi, ecco finalmente materializzarsi di fronte a noi il lago d'Avino e la vallata di Veglia. Scendiamo in prossimità della diga dove ci soffermiamo ad ammirare lo splendido specchio d'acqua (2246m), la attraversiamo e imbocchiamo il sentiero che, percorrendo la sponda sinistra orografica del lago, ci conduce ad un incrocio di sentieri. Decidiamo di seguire quello che ci condurrà alla piana di Veglia, ormai ben visibile sotto di noi, passando per il Lago delle Streghe. Scendiamo dapprima su percorso aperto tra prati e grossi massi, poi un bel tratto di bosco ed eccoci in vista dello splendido laghetto, dove Chicca non perde certo l'occasione per farsi un bel bagnetto. Proseguiamo imboccando un sentiero che si snoda a sinistra del lago raggiungendo così un secondo laghetto chiamato delle Fate e successivamente un terzo... uno più bello dell'altro, ed in breve eccoci arrivati a Veglia, per l'esattezza, in prossimità della casa dei Padri Rosminiani di cui l'amico Gregorio ne è confratello. Ad attenderci ci sono Valter (http://alpeveglia.spaces.live.com) Jacchi che fa subito amicizia con Chicca, e Mario, che ha già messo costine e pollo a cuocere sulla brace, mentre Petra è rintanata in casa a studiare e fare i compiti. Siamo in anticipo rispetto all'orario prestabilito, e così abbiamo tutto il tempo per rilassarci un pochino, dare una mano coi preparativi e infine... si mangia! A quanto pare Petra è davvero molto affamata, ma anche noi altri non siamo certo da meno, d'altra parte, come resistere a cotanta prelibatezza?! Complimenti ai cuochi E dopo la carne e qualche ottimo bicchier di vino prodotto da Mario, ci gustiamo anche una buona fetta di torta, e infine una tazza di caffè accompagnata da assaggi di grappe al ginepro, camomilla, genepì, mirtillo e... mi fermo qui che è meglio! Dopo pranzo decidiamo di andare tutti insieme a visitare le marmitte dei giganti, giusto per smaltire tutto quel ben di Dio che ci siamo pappati e per sgranchirci un po' le gambe. Ci dirigiamo verso la località Ciamciavero, imbocchiamo un sentiero tra boschi di larici in veste autunnale, un piccolo guado che ci mette in leggera difficoltà a causa della presenza di ghiaccio, e alla fine, eccoci alla prima grossa marmitta seguita subito da una seconda colma d'acqua. Dopo aver contemplato queste meraviglie della natura, ritorniamo sui nostri passi e io e Gregorio lanciamo la proposta di fare il periplo della piana di Veglia. Nelle retrofile si sente un mormorio e qualche sussurro di protesta, ma ormai è deciso... si va! Giunti nei pressi della fornace, attraversiamo un ponte di recente costruzione, a nostro avviso forse un po' troppo imponente e alquanto discutibile... che la mania di costruire ponti di Brooklyn si stia diffondendo? Riprendiamo il cammino verso casa godendoci gli ultimi raggi di sole che filtrano dalla Bocchetta di Aurona che ancora illuminano la vetta del Teggiolo, mentre la cima del Monte Leone già si prepara per la notte. Un'ultima occhiata alla piana di Veglia e ci rintaniamo in casa al calduccio. Mario si attiva subito per preparare la cena... stasera castagne, formaggi e salumi a volontà. E per concludere il solito caffè accompagnato da... bhe, ormai già lo sapete! Prima di coricarci usciamo qualche minuto a goderci la pace e la tranquillità di questo meraviglioso posto in veste notturna, con tanto di luna che sembra quasi augurarci la buona notte prima di andare a dormire pure lei dietro la cima del Monte Leone!
Il mattino seguente la sveglia è attorno alle 7.30, e i primi raggi di sole sono per il Monte Leone che si tinge di rosso, mentre Petra si gode lo spettacolo dell'alba dall'oblò della sua camera. Ma ci attende un'inaspettata "sorpresa": dai rubinetti di casa non esce acqua. A quanto pare le temperature notturne sono scese ben al di sotto dello zero e hanno ghiacciato le tubature nei pressi della pompa di pescaggio. Fatta colazione ci mettiamo tutti quanti al lavoro per cercare di scongelarle finchè, scalda scalda, la pompa riparte e come d'incanto dai rubinetti torna a sgorgare acqua. E' proprio vero... spesso ci si accorge di quanto siano preziose tutte quelle cose che tutti i giorni usiamo abitualmente, solo quando ci vengono a mancare. La mattinata prosegue poi tranquilla con qualche lavoretto qua e là, qualche piccola passeggiatina e arrampicatina nei prati attorno alla casa, una visitina all'interno dell'altra casa dei Padri Rosminiani e infine... è il momento di iniziare a preparare il pranzo. Valter si mette subito all'opera... ops, ai fornelli: oggi spezzatini con polenta. Gregorio invece si diverte con un vecchio macinino e prepara quella polverina nera chiamata caffè, che servirà dopo pranzo ad accompagnare il solito giro di... E alla fine tutti a tavola, il pranzo è servito e... ancora una volta, complimenti ai cuochi. Purtroppo il tempo scorre veloce, e che faccia piacere o meno, è giunto per me e Chicca il momento di rimetterci in cammino. Salutiamo e ringraziamo gli amici (anche Chicca e Jacchi si salutano e forse forse... sono diventati più che amici), un ultimo sguardo all'imponente Monte Leone e alla piana di Veglia e poi via verso Ponte Campo dove l'auto ci attende per il nostro rientro a casa.

Un grazie di cuore all'amico Gregorio per essersi prestato ad accompagnare me e Chicca in questo splendido giro del Passo del Croso, e per averci ospitati nella casa dei Padri Rosminiani. E un'altrettante grazie di cuore agli amici Valter, Petra, Mario, Jacchi e di nuovo Gregorio... organizzazione perfetta e stupenda compagnia... giornate così scaldano il cuore e non si dimenticano facilmente. Grazie a tutti e alla prossima.

Tempo di salita escluse le soste
Tempo totale escluse le soste
Lunghezza percorso
2 ore e 15 minuti circa al Croso
4 ore circa fino a Veglia
10 km
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