Passato S. Domenico, si raggiunge la località Ponte Campo (1320m) dove un ampio spiazzo permette di parcheggiare l'auto.
La neve è arrivata, e così, io, l'amico Antonio e Dasy, decidiamo per questo week-end di fare un giro all'alpe Veglia prima che la strada finisca completamente sommersa e venga chiuso definitivamente l'accesso. Giunti a Ponte Campo la situazione neve non sembra poi così drastica, e così inizia il primo dilemma: ci portiamo le ciaspole, o le lasciamo in auto? Dopo svariati tentennamenti decidiamo di lasciarle in auto, del resto non sembra esserci poi così tanta neve in quota. Svolti i preparativi iniziamo a salire, dapprima seguendo il sentiero che passa a fianco dell'agriturismo, e successivamente la gippabile di servizio all'alpe. Non c'è nessuno davanti a noi, e nessuno dietro di noi, a quanto pare siamo gli unici ad avventurarci lungo questo percorso, almeno per ora.
Dasy è strafelice, e io pure, anche se la mancanza di Chicca si fa comunque sentire. In breve siamo alti sopra la vallata e raggiungiamo la sorgente dei frati, dove una breve sosta per dissetarci è quasi d'obbligo. Per ora c'è un leggero venticello, e fa quasi caldo... incredibile. Poco dopo la sorgente ecco la prima neve, pochi centimetri che ricoprono il manto stradale, dove Dasy si diverte a salterellare un po' qua e un po' là, poi cammina cammina, eccoci alla Cappella del Groppallo.
Da qui in poi il percorso diventa un po' più tortuoso, la strada in alcuni punti è già sommersa da piccole slavine, che bisogna superare con molta attenzione... la neve è dura, quasi ghiacciata, un passo falso e si può dire addio al mondo. Dasy è un po' agitata e impaurita, è alla sua prima esperienza con la neve e in queste condizioni, ma tutto sommato riesce a superare questi tratti senza grosse difficoltà, e così in breve siamo alle porte dell'alpe Veglia, dove ci appare un mondo tutto bianco, davvero spettacolare.
A questo punto dobbiamo prendere una decisione: all'alpe ci saranno circa 10cm di neve, più sopra sicuramente ce ne sarà molta di più, ma a occhio e croce non sembrano così impossibili da risalire i pendii sopra l'alpe. Optiamo così per tentare di salire al lago d'Avino, seguendo il sentiero sicuramente più lungo, ma probabilmente l'unico fattibile in queste condizioni. Ci dirigiamo così verso la località Aione, dove iniziamo ad addentrarci negli splendidi boschi di larici ormai in veste autunnale. Nessuna traccia e nessun segno di vernice sugli alberi, si procede a naso e grazie al GPS (bella invenzione, se non l'avessimo avuto chissà dove saremmo finiti oggi).
In breve raggiungiamo le sponde del lago delle Streghe, già ghiacciato, ma comunque splendido. Dasy procede sicura e felice, e io e Antonio pure, anche se il dubbio di non riuscire ad arrivare alla meta si fa sempre più forte. Continuiamo a salire, la neve aumenta, ma incredibilmente siamo sulla traccia giusta. Dopo un ripido tratto di bosco usciamo allo scoperto, ed ecco un gruppo di camosci osservarci dall'alto.. chissà cosa penseranno mai di questi tre pazzi in giro con tutta questa neve? Ora la situazione va via via complicandosi, la neve aumenta, su qualche sasso riaffiorano i segni di vernice, questo significa che siamo sulla giusta via, ma.. si procede con estrema lentezza e fatica, e in più il lago è ancora ben lontano, a occhio e croce di questo passo ci vorrà ancora almeno un'ora per raggiungerlo.
Sono le 12.30, siamo a quota 2105m e io e Dasy decidiamo di fermarci ritenendo troppo tardi e troppo faticoso continuare. Antonio invece decide di provare a continuare ancora un po' per vedere la situazione più in alto com'è, e così, mentre lui prosegue, io e Dasy cominciamo lentamente a scendere ricalpestando pari pari le nostre orme fino a tornare all'alpe Veglia in località Aione, dove finalmente possiamo sederci e consumare il nostro meritato pranzetto. Più tardi ci raggiunge anche Antonio, che dopo aver tentato di salire ancora un po', vista l'ora, l'altezza della neve e la lontananza della meta, ha rinunciato pure lui.
Il tempo di quattro chiacchiere e di far giocherellare un po' Dasy nella neve, e riprendiamo il nostro cammino. Prima di scendere in valle decidiamo di fare il giro completo dell'alpe Veglia, oggi spettacolare come non mai... poi ritornati sulla gippabile di servizio all'alpe, ci avviamo verso il fondo valle, e in circa un'ora siamo a Ponte Campo dove il sole è già tramontato e inizia a far freddino. Stanchi, ma comunque decisamente soddisfatti, ci rimettiamo in viaggio verso casa.