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Valle Divedro
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Località Scialneiar
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Arrivare fino a Varzo e proseguire seguendo le indicazioni per San Domenico. Qualche tornante dopo il paese, sulla destra, si innalza una strada che porta dapprima a Coggia e successivamente a Dreuza (975m). Attenzione: passato Coggia si incontra un cartello di divieto d'accesso con una scritta sotto in pennarello "transito vietato ai mezzi pesanti". Da informazioni ricevute dagli abitanti del luogo, risulterebbe che tale divieto è solo per i mezzi pesanti, mentre l'accesso alle auto sarebbe consentito. Da tener presente inoltre, che oggi, il tratto di strada tra Coggia e Dreuza era completamente innevato e percorribile solo con catene o pneumatici da neve, o mezzi fuoristrada.
Parcheggiamo l'auto in prossimità dell'ultimo tornante prima di Dreuza, in quanto qualche metro più avanti la strada diventa consortile e vietata al transito. La giornata sembra promettere molto bene, ma per ora tutta la vallata è in ombra e un leggero venticello ci consiglia di affrettarci coi preparativi. Iniziamo a salire seguendo la strada battuta dalle auto, per ora le ciaspole possono rimanere appese all'esterno dello zaino; in lontananza spuntano già imponenti più che mai Lagginhorn e Fletschorn, attraversiamo il centro del paese sempre seguendo la strada e poco più avanti.... sosta per indossare le ciaspole. Da qui in poi la strada è battuta dal passaggio di un gatto delle nevi, ma la neve è piuttosto molle e quindi le ciaspole sono indispensabili In breve siamo a Canoo, con le sue belle baite, e poco dopo, ecco far capolino la testa del Monte Leone. Alzandoci leggermente di quota riusciamo ad avere una visione più completa della vallata con le imponenti vette che le fanno da cornice, passiamo per Cascina, poi ancora splendide baite e siamo ad Argnai. E fin qui tutto ok, se non fosse che siamo in cammino da più di un'ora e ci siamo alzati di solo 200m... speriamo che più avanti la situazione migliori. Proseguiamo ancora lungo un tratto in leggera salita, passiamo a fianco di altre belle baite e... fine della traccia battuta dal gatto. Da qui in poi siamo costretti a proseguire seguendo un'esile traccia lasciata da uno scialpinista passato forse ieri o poco prima di noi. La traccia degli sci ovviamente non regge il peso delle ciaspole, o meglio... il mio peso, e così... fatica doppia, ma il paesaggio che ci circonda, invoglia a continuare. Ma le sorprese non sono finite... giunti in località Arscai, le tracce degli sci scompaiono... e ora? Ora si che viene il bello! Continuiamo imperterriti a salire nella speranza di ritrovare la traccia più sopra, io davanti a battere il meglio possibile la pista, e Chicca dietro che cerca di mettere i piedi sulle mie orme in modo da sprofondare il meno possibile, ma la neve è tanta e rimanere a galla è davvero un'impresa. Giunti in località Scialneiar effettuiamo una pausa per riprendere fiato e fare il punto della situazione. Cartina e GPS alla mano ci dicono che siamo a quota 1477m, per arrivare al'alpe Solcio e al Rifugio Crosta dobbiamo salire ancora di 300m e percorrere dai 2 ai 3km circa, ma in queste condizioni... quanto tempo ci impiegheremo? Decidiamo così di fermarci temporaneamente in prossimità delle baite di Scialneiar per fare un breve spuntino, riprendere fiato e decidere il da farsi. Da qui si ha un bel colpo d'occhio sulla vallata, sulla cresta della Colmine che fa da spartiacque tra la val Divedro e la valle Antigorio, sulle cime di Bognanco e su parte del percorso fatto fin qui. Chicca non sembra molto intenzionata a proseguire, e per la verità neppure io, ma... poco dopo ecco passare una motoslitta, e la tentazione di riprendere a salire è forte. Ma l'entusiasmo dura davvero molto poco, al tornante successivo la motoslitta si ferma pure lei, troppa neve fresca. non ce la fa a salire. E allora... è proprio destino che nessuno oggi riesca a salire fino a Solcio, almeno da questo percorso. Vabbè, non importa... non ci resta che completare il nostro pranzo e metterci comodi a crogiolare al sole, e che sole! |
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