Valle Divedro
Alpe Ciamporino
Da Varzo proseguire fino a San Domenico dove, nei pressi degli impianti di risalita, è possibile posteggiare l'auto. (1403m)

Ultima uscita di queste ferie d'agosto, e per l'occasione decido di fare "un salto" all'alpe Ciamporino, in compagnia di Chicca e Dasy. Arrivati a San Domenico splende il sole, anche se molte nuvole coprono le cime circostanti, mentre il paese è letteralmente deserto o forse non si è ancora svegliato. Parcheggiata l'auto ci incamminiamo verso la biglietteria della seggiovia, quest'anno chiusa per manutenzione, imbocchiamo quindi la strada sterrata consortile di servizio agli alpeggi superiori, e con passo lento, quasi turistico, iniziamo a salire.
La strada inizialmente è sterrata, passiamo sopra un imponente ponte e in breve ci ritroviamo in località Pascolo, dove il colpo d'occhio sulla val Cairasca e sul Monte Leone, oggi purtroppo avvolto dalle nuvole, e che resterà così per tutta la giornata, è notevole. Continuiamo a salire, si guadagna quota velocemente, la strada in alcuni punti è asfaltata, in altri si impenna al punto tale da spezzare fiato e gambe. Spesso sono costretto a fare brevi soste per dar modo a Chicca di tirare il fiato e distendere i muscoli delle gambe... più la guardo, e più mi rendo conto che è davvero arrivata alla frutta, mentre Dasy invece ha energie da vendere, ma è troppo vivace a va tenuta d'occhio costantemente, specie dopo l'esperienza di qualche giorno fa con una vipera.
Passo dopo passo, sosta dopo sosta, arriviamo a Casa Rossa, stazione intermedia della seggiovia, dove la strada prosegue sempre più ripida tagliando in due i verdi prati che d'inverno si trasformano in campi da sci. In lontananza si odono una serie di campanacci di mucche al pascolo, segno che stiamo per arrivare alla meta, e infatti...ancora una ripida salita ed eccoci alle porte di Ciamporino, dove ad accoglierci troviamo una numerosa mandria di mucche che pascola felicemente in mezzo ai verdi prati.
Ci soffermiamo un attimo per riprendere fiato e per gustarci tutto questo continuo din-don, poi saliamo ancora un poco, raggiriamo un'altura, ed eccoci sui campi da sci in vista del Rifugio 2000, anche lui chiuso per ristrutturazione. Scendiamo qualche metro in direzione del rifugio, ma visto che Chicca è esausta, opto per fermarci in prossimità di uno stupendo agglomerato di baite in posizione panoramica sulla vallata e sull'alpe (1975m). Di fronte a noi il Teggiolo e l'alpe Vallè (bei ricordi), mentre alle nostre spalle il Pizzo della Sella. A questo punto non ci resta che accomodarci su delle comode panche di legno all'esterno delle baite, ed effettuare una lunga sosta rigeneratrice e ristoratrice.
E dopo esserci rifocillati e ben cotti al sole, scattiamo la rituale foto ricordo e ci rimettiamo in cammino verso valle, seguendo pari pari il percorso di salita. Non c'è che dire... se la salita è stata faticosa, la discesa lungo la ripida strada non è stata certo da meno, e ho perso il conto del numero di soste che ho dovuto fare per far riposare un po' Chicca. Di buono c'è che almeno oggi di rettili striscianti e velenosi non ne abbiamo incontrati :-).
Arrivati a San Domenico, risaliamo in auto, ma anzichè tornare subito a casa, optiamo per una visita agli amici Valter, Petra, Mario e Iaky. Purtroppo la piccola Petra oggi non c'è, ma ritroviamo l'amico Bruno e conosciamo Angelo. Poi scesa la sera, io e Valter ci prepariamo e gustiamo una squisita cenetta, poi ancora quattro chiacchiere e infine... tutti a casa.
Ci rivediamo a settembre!



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
1 ora e 30 minuti
2 ore e 45 minuti circa
10 km

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