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Val Formazza
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Lago Sruer
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Risalire la val Formazza seguendo le indicazioni per la cascata del Toce fino alla località Canza (1419m), dove un piccolo parcheggio, prima di entrare in paese, consente di parcheggiare l'auto.
Arriviamo a Canza, un bel paesino tra verdi pascoli e boschi di conifere, fa freddino e soffia un vento gelido moderatamente forte che ci costringe a coprirci e ad affrettarci coi preparativi. Attraversiamo il bel paese dove la tradizione Walser è ancora viva e molto sentita, e imbocchiamo lo sterrato che ci porterà dritti all'arrivo della seggiovia che sale da Valdo. Il percorso si snoda principalmente attraverso bei boschi, e, a differenza di come lo immaginavo, le pendenze non sono certo molto clementi. A tratti il bosco diventa più rado o sparisce del tutto e così possiamo soffermarci ad ammirare le vette dell'alta val Formazza illuminate dal sole. In un'ora circa siamo alla stazione di arrivo della seggiovia, e di fronte a noi appaiono la Forca del Giove con la cresta rocciosa dell'omonima vetta. Continuiamo a salire seguendo lo sterrato giudicato da molti un vero e proprio scempio che ancora oggi è teatro di molte discussioni. Nel primo tratto le pendenze sono alquanto notevoli, ma i muscoli ormai sono caldi e abbiamo fiato da vendere, così superiamo il tratto più ripido in scioltezza fino a giungere ad un piccolo angolo di paradiso dove è impossibile non soffermarsi a goderselo anche solo per qualche minuto. Ancora un paio di ripidi tornanti e poi finalmente si respira... di fronte a noi la vallata del Vannino con la punta d'Arbola che gioca a nascondino con grossi nuvoloni. Giunti nei pressi di una bella cascata, Chicca, nonostante non faccia molto caldo, approfitta di una pozza d'acqua per fare l'ormai classico bagnetto. Superiamo un ultimo breve tratto ripido, ci lasciamo a sinistra una piccola dighetta e il sentiero che sale al rifugio Miriam, ed ecco che l'Arbola ha smesso di giocare e ora ci appare in tutto il suo splendore di fronte a noi. Ora ci attende un lungo falsopiano, e ben presto saremo in vista della diga del Vannino e del rifugio Margaroli, mentre alla nostra destra ci sovrastano i bei pratoni che precipitano dalla Bocchetta del Gallo. Ancora un piccolo sforzo, ci lasciamo alla nostra sinistra il sentiero che sale verso il lago Vannino e il Passo Busin e raggiungiamo l'alpe Vannino, dove, dopo che per tutta l'estate ci hanno tenuto compagnia le vacche svaccate, troviamo una nuova specie animale molto più piccola, di colore rosa, ma che in quanto a svacco non è certo da meno. Signore e signori, ecco a voi... il maiale svaccato! Poco dopo però, forse per curiosità o forse infastidito dai numerosi click, si alza e ci viene a salutare. Riprendiamo il nostro cammino in direzione del lago Sruer; alzandoci possiamo ammirare il lago Vannino, mentre lungo la salita incontriamo numerose mucche al pascolo e altrettante marmotte che coi loro fischi e fuggifuggi ci salutano e ci tengono compagnia. Poco dopo siamo ormai in vista di una delle due dighe del lago Sruer, che in breve raggiungiamo (2330m). Ci portiamo su una piccola altura per poterlo ammirare più dall'alto, mentre a picco sotto di noi il lago Vannino con l'omonima vallata dominata dalla Punta Clogstafel. Un'occhiata anche al Passo di Nefelgiù, una foto ricordo e poi ci mettiamo comodi a crogiolare al sole e a consumare il nostro pranzetto. La calma e la tranquillità di questo posto invitano anche a un bel riposino pomeridiano, che non ci lasciamo certo sfuggire. Certo sarebbe bello poter rimanere all'infinito in questo incantevole posto, ma purtroppo, come sempre, arriva il momento di rimettersi in cammino per far ritorno in valle. Lasciamo le rive del lago Sruer e cominciamo a scendere in direzione della diga del lago Vannino, dove ci soffermiamo qualche minuto per ammirare l'ambiente circostante e scattare qualche foto. Poi riprendiamo il nostro cammino lasciandoci alle spalle la diga e il rifugio Margaroli, ripercorriamo il lungo falsopiano da dove avvistiamo il rifugio Miriam, ripassiamo dalla nostra bella cascata dove Chicca non si fa certo mancare un bagno nel torrente Vannino e in breve siamo di nuovo sul ripido tratto di sterrato che ci condurrà alla stazione di arrivo della seggiovia. Lungo la ripida discesa ci soffermiamo ad osservare sotto di noi l'alpe Underbech, poi, arrivati alla seggiovia, proseguiamo lungo la carrozzabile che ci riporterà a valle. Dopo qualche tornante ecco apparire tra i rami degli alberi il bel paesino di Canza e le vette dell'alta Formazza che fanno da sfondo alla vallata. Ancora pochi passi ed eccoci a Canza, dove, soddisfatti della bella gita, riprendiamo l'auto e ci rimettiamo in viaggio verso casa. |
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