Val Formazza
Verso la Bocchetta del Castel
Risalire tutta la val Formazza seguendo le indicazioni per la cascata del Toce. Arrivati alla cascata, neve permettendo, continuare fino ad un ampio parcheggio dove d'inverno solitamente la strada finisce. (1740m)

Contrariamente a quel che io e l'amico Mario oggi ci aspettavamo, nei giorni precedenti è caduta un bel po' di neve e con un cielo azzurro e limpido la giornata si prospetta davvero emozionante. Mollata la macchina, ci affrettiamo ad indossare le ciaspole mentre Chicca da una piccola altura ci osserva e poi... via, si parte. In breve raggiungiamo la "strada" che sale verso il Rifugio Maria Luisa e a poco a poco Riale si allontana sempre più, ormai baciata dal sole. Il primo tratto di salita non presenta nessuna difficoltà, si segue pari pari la strada, si passa a fianco di una baitina, e non si può fare a meno di ammirare la vallata e il bel paesino di Riale allontanarsi e diventare sempre più piccoli. Salendo ecco comparire anche la diga col Lago di Morasco ghiacciato. Giunti ormai al termine del primo tratto di salita, superiamo il lungo pianoro che conduce al Maria Luisa per poi deviare decisamente a destra in direzione della Punta del Castel ormai ben visibile, lasciandoci alle spalle un bellissimo scenario immacolato, mentre la maggior parte degli altri escursionisti che ci precedono proseguono in direzione del rifugio. Abbandonata la strada, la traccia si fa esile e battuta solo da scialpinisti. Pochi passi nella neve fresca e senza capire come e perchè mi ritrovo dentro nella neve fino al collo. Mentre cerco in qualche modo di venirne fuori, Mario, accertatosi che non mi sia fatto nulla, ne approfitta per scattarmi una foto. Una volta fuori la situazione mi appare decisamente più chiara: sotto i miei piedi scorreva un piccolo torrentello che la neve aveva ben ricoperto... fortuna mi sono fermato prima di finire nell'acqua. Riprendiamo a salire puntando verso l'imponente vetta del Castel, poi deviamo verso l'omonima alpe che in breve raggiungiamo ed infine continuiamo a salire in direzione della bocchetta ormai ben visibile davanti a noi, lasciandoci alle spalle il lago Castel. La traccia battuta da soli scialpinisti si rivela poco calpestabile con le ciaspole, a tratti si sprofonda, e la fatica ben presto si fa sentire. In più siamo in ritardo sulla tabella di marcia e così, a quota 2300m circa, decidiamo di fermarci. L'ambiente attorno a noi è davvero unico e stupendo. Di fronte a noi le imponenti vette dell'alta val Formazza, più lontano spunta la sagoma del Monte Giove e dell'altra parte della valle il Corno e Passo Nefelgiù che ci riportano alla mente la scorsa estate. Dopo esserci ben riposati e crogiolati al sole, riaffardelliamo gli zaini, scattiamo una foto ricordo in questo ambiente straordinario e cominciamo il nostro viaggio di ritorno. In breve raggiungiamo e superiamo l'ape Castel, poi giù in neve freschissima per i ripidi pendii che ci porteranno a ricongiungerci con la strada. Usciti fuori dalla conca del Maria Luisa, ecco di fronte a noi lo spettacolare Corno di Nefelgiù con l'omonimo passo. Per la discesa decidiamo di non seguire la strada, ma di tuffarci giù a rotta di collo per i ripidi pendii. Nonostante la temperatura sia decisamente al di sopra della media invernale, la neve regge bene e ci consente di affrontare la discesa con disinvoltura, così in men che non si dica eccoci ormai in vista di Riale. Non ci resta che passare attraverso un bel gruppetto di baite e far ritorno al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto. Bellissima giornata, in uno scenario davvero unico e insperato. Peccato non essere arrivati alla meta, ma ci rifaremo e speriamo con un'altra giornata spettacolare come quella di oggi.

Tempo di salita escluse le soste
Tempo totale escluse le soste
Lunghezza percorso
2 ore e 30 minuti circa
4 ore circa
11 km
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