Risalire tutta la val Formazza seguendo le indicazioni per la cascata del Toce. Arrivati alla cascata, neve permettendo, continuare fino ad un ampio parcheggio dove d'inverno solitamente la strada finisce. (1740m)
Ed eccoci alla prima uscita di questo nuovo anno, e per l'occasione scegliamo una meta in val Formazza. La zona è da me già ben conosciuta, ma non sono mai arrivato in inverno fino alla Rupe del Gesso, mentre per Flavia e Gioy è ancora tutta da scoprire. Purtroppo con noi oggi non c'è Dasy, essendo indisposta... deve aver fatto troppo la "bagorda" nella notte di San Silvestro :-). Giunti a Riale, posteggiata l'auto e indossata tutta l'attrezzatura, iniziamo a salire seguendo la strada battuta in direzione del Rifugio Maria Luisa, il cielo è coperto, c'è nebbia e la visibilità è scarsa, e in più fa freddo, insomma... non è che siamo particolarmente entusiasti, però siamo fiduciosi, perchè tra le nuvole sembra di tanto in tanto di vedere qualche sprazzo di cielo azzurro.
Intanto non ci resta che continuare a salire, in un primo momento seguendo fedelmente la strada battuta, poi, appena possibile, tagliando qualche tornante in modo da accorciare il percorso e abbreviare i tempi. D'improvviso, dopo una curva, il cielo diventa sempre più azzurro fino a che, voltandoci indietro, scopriamo di esser saliti sopra le nuvole e non possiamo fare a meno di rimanere a bocca aperta ad ammirare lo spettacolo di cime che emergono dal mare di nubi che nascondono tutta la vallata. Uno scenario mozzafiato, di quelli che poche volte capita di vedere, ma che ti lascia letteralmente senza parole e respiro. Sostiamo qualche minuto per gustarcelo nei minimi dettagli, poi ripartiamo entusiasti ed emotivamente carichi seguendo la strada fino a giungere all'imbocco della val Toggia. Ora, lasciandoci alle spalle la vallata di Riale, proseguiamo in piano fino ad un bivio dove sorge una baita, qui prendiamo a destra seguendo una traccia che si dirige verso il lago Castel per poi deviare su ampi pendii in direzione dell'omonima alpe. Poco dopo ci manteniamo a sinistra seguendo un'esile traccia che sembra andare proprio nella nostra direzione... più saliamo più il paesaggio si fa sublime... di fronte a noi si intravedono le cime della val Bedretto, alla nostra destra la Punta del Castel con l'omonima bocchetta, alle nostre spalle il Monte Giove, i Corni di Nefelgiù e i Gemelli di Ban, mentre alla nostra sinistra il bacino del Toggia sovrastato dal Corno Brunni, Corno Mud, Punta di Valrossa e Punta d'Elgio.
Proseguiamo estasiati da tanto splendore fino a portarci in prossimità dei Laghi Boden, qui aggiriamo sulla sponda sinistra il secondo lago per poi imboccare il ripido pendio che sale verso la Rupe del Gesso. La pendenza ora diventa importante, ma la neve crostosa e i ramponcini delle ciaspole ci consentono di salire in tutta tranquillità, fino a giungere sulla cresta terminale, ampia e pianeggiante, e in breve siamo in vetta. (2434m).
Lo spettacolo di cime, complice anche la splendida giornata, è davvero unico, indescrivibile, tant'è che sostiamo a lungo a crogiolare al sole, a rifocillarci e riposare, fino a tirare tardi, ma si sà che quando si sta bene, è difficile pronunciare la fatidica parola "scendiamo". Eppure, come al solito, presto o tardi, arriva anche questo momento, e con un velo di tristezza abbandoniamo la cima e ci rimettiamo in cammino verso valle. Dopo aver ripercorso la cresta semi pianeggiante, ci lanciamo subito giù a rotta di collo per il ripidissimo pendio in direzione del secondo lago Boden... la neve purtroppo è crostosa e non ci consente di scendere come vorremmo, ma nonostante tutto riusciamo a gustarci la discesa. Ripassiamo a lato dei due laghi, ma anzichè seguire le nostre tracce di salita, ne seguiamo una lasciata da alcune motoslitte, che in circa mezz'oretta ci conduce all'alpe Castel, dove sostiamo qualche minuto per riposarci e ammirare il paesaggio attorno a noi. Ma il sole sta già per tramontare, e così ci rimettiamo di nuovo in viaggio... giù dritti fino alla strada che seguiamo per un tratto fino a riaffacciarci alla vallata di Riale, ora finalmente priva di nuvole.
E da qui, molliamo appena possibile la strada per tuffarci giù lungo i ripidi pendii, alcuni anche fin troppo, specialmente poi con la neve crostosa e ghiacciata non è proprio una libidine, ma riusciamo comunque tutti e tre a divertirci e goderci gli ultimi momenti di questa splendida giornata, che si conclude a Riale quando il sole è già tramontato e si accendono le prime luci della sera.