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Val Formazza
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Rifugio 3A
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Risalire tutta la val Formazza seguendo le indicazioni per la cascata del Toce. Arrivati alla cascata, proseguire in direzione di Riale, attraversare il paese e arrivare fino alla diga del lago di Morasco. (1815m).
Arrivati a Morasco, in fretta e furia ci prepariamo alla lunga giornata. All'inizio del percorso troviamo un cartello che ci avverte di un pericolo e di un nuovo tracciato per la salita ai sabbioni. Visto le numerose persone già in cammino lungo il vecchio sentiero, decidiamo di ignorare il cartello e affrontare anche noi il canalino che sale per direttissima verso i Sabbioni. Il sentiero sale ripido, e la valle pian piano appare sempre più lontana e illuminata dal sole. Arriviamo al primo pilone della funivia che serve i rifugi del sabbione e Chicca approfitta di un po' d'ombra per riposarsi un attimo. Riprendiamo il cammino e in effetti, nel tratto successivo, vi sono passaggi che presentano numerosi segni di caduta massi, ma... tutto tranquillo! Superiamo il tratto terminale del canalino che man mano spiana fino ad arrivare al baitello. Proseguiamo lasciandoci sulla destra il sentiero che sale al città di Busto e risaliamo i pendii alla nostra sinistra. Sulla sommità del versante opposto ben visibile il rifugio città di Busto. Siamo ormai in vista dell'arrivo della teleferica e.. ancora pochi passi ecco il rifugio Mores e l'imponente lago dei Sabbioni. Nei pressi del rifugio notiamo un monumento in memoria di un amico escursionista. Uno sguardo verso l'alto ed ecco tra le nuvole si intravede la sagoma del rifugio 3A, nostra meta. Incuranti delle nuvole riprendiamo il nostro cammino, scendiamo alla diga, la attraversiamo, per poi proseguire lungo il sentiero che costeggia la sponda destra del lago. A metà lago circa, si inerpica sulla destra il sentiero che porta al 3A. Il percorso in alcuni punti è piuttosto ripido e qualche pausa per prender fiato e guardarsi attorno è d'obbligo (le cosiddette soste tecniche). Ognuno durante queste soste si gestisce come preferisce :-) Di fronte a noi le nuvole sembrano diradarsi e ora l'Arbola e l'Hohsandhorn ci appaiono in tutto il loro splendore, ma dalla valle continuano a salire nuvole. Tornante dopo tornante, saliamo velocemente di quota. Chicca, è costantemente davanti a me, sale un pezzo e poi dall'alto mi osserva salire. Per lei è la prima volta che arriva a sfiorare i 3000m, ma... non sembra per nulla risentirne. Finalmente ecco sopra le nostre teste comparire il rifugio, che in pochi minuti raggiungiamo (2960m) Lo spettacolo dalla balconata del rifugio è davvero stupendo. Sotto di noi il maestoso lago dei Sabbioni, più in la l'Arbola e l'Hohsandhorn e a picco sull'altro versante, il pian dei camosci col rifugio città di Busto. Scattata la foto ricordo, troviamo un angolino per metterci comodi a riposare e rifocillarci. Il tempo però stringe, non possiamo soffermarci troppo a lungo, e così... un'ultima occhiata al rifugio e subito ci rimettiamo in cammino. Decidiamo di allungare un po' la discesa e passare per il rifugio Claudio e Bruno. Il tratto di sentiero che unisce i due rifugi in alcuni punti offre un paesaggio quasi lunare. Dopo un traverso su pietraia, ecco apparire sotto di noi il bianco tetto del rifugio... siamo arrivati. Da quì si ha una bella veduta sull'Hohsandhorn e su quel che resta del ghiacciaio dei Sabbioni. Passiamo il rifugio e riprendiamo il sentiero che costeggia il lago. Nei prati attorno è tutto un fuggi fuggi di marmotte. Arrivati alla diga, la riattraversiamo buttando per l'ultima volta l'occhio verso l'Arbola e l'Hohsandhorn, risaliamo al Mores ed ecco riaffacciarci alla valle dominata dal rifugio città di Busto. Non ci resta che ripercorrere i pendii erbosi, riattraversare il Rio del Sabbione dove Chicca si disseta e rinfresca e riprendere il sentiero che scendendo ripido per il canalone ci riporta stanchi, ma soddisfatissimi, alla macchina (Tempo di salita: 3 ore circa) |
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