Val Formazza
Lago Nero
Risalire tutta la val Formazza fino ad arrivare alla cascata del Toce, dove un ampio spiazzo a lato dell'albergo Cascata del Toce, consente di parcheggiare l'auto. (1681m)

Era da tanti anni che non effettuavo un'escursione in solitaria, per l'esattezza nove... da quando Chicca è entrata a far parte della mia famiglia, ogni uscita è sempre stata condivisa con lei. Oggi... gli amici avevano altri impegni, e questo giro era troppo lungo e faticoso per le mie due cagnolone, specie per Chicca, e così... ecco la decisione di effettuarlo in solitaria.
Arrivato alla Cascata del Toce, parcheggio l'auto nel grande piazzale di fronte all'albergo, e dopo aver calzato gli scarponi e messo in spalla lo zaino, ecco il primo dilemma... da dove parte il sentiero? Fortuna esistono i GPS e fortuna proprio ieri sera ho caricato la traccia del percorso che intendo fare, e così... ecco trovata subito la partenza... praticamente in fondo al posteggio. In un primo momento si sale dolcemente avvolti da felci ed erbe infestanti, poi il sentiero si fa ripido e si guadagna quota velocemente. Salendo, in alcuni punti, mi rendo conto di quanto le felci nascondano la reale esposizione del sentiero. Non ci accorge, ma spesso si è a strapiombo sulla valle, e si attraversano canaloni scoscesi dove un passo falso potrebbe avere gravi conseguenze... in più il terreno è molto umido, quindi... anche se si guadagna quota velocemente, è buona cosa procedere con molta attenzione.
In breve sono già alto sopra la piana di Riale, e dopo circa un'ora di cammino, arrivo all'alpe Ghighel, dove ad accogliermi trovo una mandria di simpatiche mucche, e numerosi eriofori che colorano di bianco i verdi prati dell'alpe. Qui decido di abbandonare il sentiero e di salire per direttissima i pratoni dell'alpe, fino ad incrociare quello che perviene dal lago Castel. Ora procedo su sentiero tranquillo e in falsopiano godendomi la spettacolare vista sulla vallata e sul Corno Talli. Più avanti si incontrano tratti di sentiero dissetato dalle abbondanti nevicate di quest'inverno... nulla di particolare, basta un poco di attenzione e si passa senza grossi problemi e difficoltà.
Dopo aver percorso un tratto sopra una condotta d'acqua, si scende in una valletta solcata dal Rio Scelp, poi seguendo i segnavia bianco-rossi, si risale il versante opposto sotto le pendici del Corno Talli. Si alternano tratti di salita a tratti in falsopiano, si attraversano alcuni torrentelli e si passa a lato di spumeggianti cascatelle e piccoli laghetti, poi ancora uno strappo tra piccole pietre, e come d'incanto ecco comparire il Lago Nero (2428m).
Le sue acque calme, scure e limpide, rispecchiano talmente bene l'ambiente circostante che quasi si fatica ad individuare dove sia il lago. Decido di salire sopra un'altura a sinistra del lago, sia per poter ammirare lo specchio d'acqua dall'alto, sia per poter dare un'occhiata alla vallata sottostante e a tutto l'anfiteatro del Basodino. Lo spettacolo che si gode da quassù è notevole, lascia senza parole, e così, trovato un posticino adeguato, non mi resta che accomodarmi e consumare il meritato pranzetto.
La pace e la tranquillità che regnano quassù invogliano a rimanere a lungo a crogiolare al sole e a godersi questi momenti davvero unici.... peccato però che prima o poi giunga sempre il momento di rimettersi in cammino. Lungo la discesa, opto per seguire solo in parte il sentiero di salita. Giunto nei pressi dell'alpe Ghighel, proseguo diritto verso il lago Castel... in questo tratto di precorso incontro l'unica marmotta della giornata, che, dopo essersi lasciata fotografare, timidamente va a nascondersi nella sua tana. E' strano... sono anni che frequento la val Formazza e passo da queste parti, ma è la prima volta che mi capita d non trovare marmotte... qualcuno se le è portate a casa? Chi è stato?
Giunto sulle rive del Castel, i colori delle acque e il verde dell'ambiente circostante mi lasciano letteralmente senza fiato... spettacolo, spettacolo, spettacolo! Raggiunta la diga, non mi resta che seguire la strada sterrata e in breve eccomi alto sopra la piana di Riale. Qui decido di scendere per direttissima seguendo il sentiero, e in breve sono quasi in valle. Dall'alto avevo notato una stradina che sembrava dirigersi verso Frua... decido di seguirla. Si perviene così ad un gruppo di baite, poi la strada lascia il posto ad un comodo sentiero che in breve riporta a Frua, proprio sopra il parcheggio dove avevo lasciato l'auto.
Che dire? Bel giro, bella giornata, bei panorami e... alla prossima avventura.



Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ora e 15 minuti circa
4 ore e 45 minuti circa
14 km

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