Val Formazza
Rifugio 3A
Risalire tutta la val Formazza seguendo le indicazioni per la cascata del Toce. Arrivati alla cascata, proseguire in direzione di Riale, attraversare il paese e arrivare fin sotto la diga del lago di Morasco. (1740m)

Lasciata l'auto nei pressi della diga del lago di Morasco, in quanto la strada che sale e costeggia il lago fino alla teleferica è vietata al transito, incominciamo a risalire tagliando i vari tornanti fino alla sommità della diga. Poi imbocchiamo la strada sterrata che costeggia il lago, ci soffermiamo un attimo ad ammirare il bel ponticello sospeso che lo attraversa, per poi riprendere il cammino in direzione della teleferica. Chicca scalpita e non vede l'ora di cominciare a fare sul serio. Giunti in fondo al lago, imbocchiamo il vecchio sentiero che sale per direttissima costeggiando il canalone, mentre l'attenzione di Chicca è rivolta a una mandria di mucche che risale i pendii in direzione della piana di Bettelmat. Salendo per direttissima non possiamo fare a meno di soffermarci ad ammirare la vallata a picco sotto di noi, poi un traverso sempre in salita, ed eccoci al baitello. Proseguiamo diritti in direzione della diga dei Sabbioni, ma purtroppo il cielo sopra e davanti a noi sembra non esserci molto amico. Poco prima di giungere in prossimità del rifugio Mores, ecco comparire tra il cielo azzurro la sagoma dell'Hohsandhorn, e questa visione ci lascia ben sperare. Infatti, ancora pochi passi, ed eccoci ad ammirare il lago dei Sabbioni con Arbola e Hohsandhorn. Una breve pausa di fronte a tanto splendore è d'obbligo, anche perchè la nostra meta originale (il rifugio 3A) è completamente avvolto dalle nubi e bisogna quindi pensare al da farsi. Decidiamo di scendere verso la diga e attraversarla. A metà circa facciamo ancora una piccola sosta ad ammirare i bei colori del lago, mentre dall'altra parte spuntano i Gemelli di Ban. Persino Chicca sembra estasiata di fronte a tutto questo splendore che la giornata e la natura ci offrono. Giunti in fondo alla diga imbocchiamo il sentiero in direzione del rifugio Claudio e Bruno. A metà percorso circa ecco che l'Arbola finalmente si toglie il cappello e ci saluta, e anche il rifugio 3A sopra di noi si fa vedere. A questo punto, poco prima di giungere al Claudio e Bruno, pieghiamo decisamente a destra e risaliamo il ripido sentiero in direzione del 3A. Salendo il lago dei Sabbioni ci appare in tutto il suo splendore e coi suoi bei colori. Finalmente, quando la fatica comincia a farsi sentire, ecco comparire la nostra meta, che in breve raggiungiamo (2960m). Mentre io mi godo il bel panorama sull'Arbola e Hohsandhorn e sul sottostante lago, Chicca prende posto e si riposa. Un frugale spuntino e cominciamo a decidere e pensare quale via intraprendere per scendere. Il canalone attraversato dal ghiacciaio del Sidel è invitante, ma percorrerlo in totale solitudine non è proprio cosa da farsi. Due escursionisti (Lea e Gigi) già incrociati più volte durante la salita, sembrano anche loro intenzionati a fare lo stesso percorso, ma anche su di loro regna un po' di indecisione. Alla fine loro mi comunicano l'intenzione di provare a scendere attraverso il ghiacciaio, ormai ridotto a poco più di un nevaio, e visto l'opportunità che mi si presenta di scendere in compagnia, prendo subito la palla al balzo, scattiamo una foto ricordo e via che si parte. Il primo tratto sotto il rifugio è su sentiero normalissimo e Lea e Gigi mi precedono, poi si comincia la lunga e bellissima discesa attraverso il nevaio, che nel frattempo sembra essersi affollato. Si passa vicino agli impianti di risalita per poi proseguire sempre su neve in direzione della vallata. Anche Lea e Gigi sembrano divertirsi a scendere lungo questo percorso, che all'inizio sembrava tanto lungo, ma che in poco meno di mezz'ora ne siamo completamente fuori e ora su sentiero comodo e ben tracciato ci incamminiamo in direzione del Piano dei Camosci che in breve raggiungiamo. Attraversiamo completamente il lungo e immenso pianoro, passiamo sotto il rifugio Città di Busto, uno sguardo al lontano (ma neanche troppo) passo del Gries e poi giù per direttissima verso la piana di Bettelmat. Il sentiero scende ripido e con ampi tornanti, poi giunti alla piana, l'attraversiamo completamente, guadiamo un torrente e risaliamo di qualche metro fino a imboccare il sentiero che scende per direttissima al lago di Morasco. Ci voltiamo un'ultima volta ad ammirare la piana di Bettelmat col passo del Gries sullo sfondo, poi un bel traverso su prati ed ecco il lago di Morasco comparire in lontananza. Non ci resta che percorrere l'ultimo tratto di sentiero dove simpatiche mucche pascolano felici nei prati circostanti. Giunti al parcheggio della teleferica, salutiamo i nuovi amici e ci incamminiamo lungo la strada sterrata fino a tornare ai piedi della diga del lago di Morasco dove l'auto ci attende per il rientro a casa, completamente soddisfatti e appagati della bellissima giornata.

Tempo di salita escluse le soste
Tempo totale escluse le soste
Lunghezza percorso
3 ore circa
6 ore circa
17 km
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