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Val Formazza
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Laghi Boden
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Risalire tutta la val Formazza seguendo le indicazioni per la cascata del Toce. Arrivati alla cascata, neve permettendo, continuare fino ad un ampio parcheggio dove d'inverno solitamente la strada finisce. (1740m)
Dopo un viaggio sotto un cielo coperto di nuvole, arriviamo a Riale e... sorpresa! Cielo azzurro e limpidissimo, ma anche 10° sotto zero e non solo... vento forte e gelido. La nostra euforia viene un po' smorzata, almeno la mia... l'intenzione è quella di arrivare fino ai laghi Boden, ma con questo forte vento mi sa che è già tanto se arriveremo al Rifugio Maria Luisa! I preparativi si svolgono velocissimamente, anche perchè con questo freddo non si può fare diversamente. Chicca, particolarmente sorpresa di esse qui oggi, visto che in genere per motivi di lavoro siamo costretti ad uscire di domenica, appena scesa dall'auto comincia a perlustrare la zona. Poi finalmente si parte, e sempre più euforica si avvia verso l'inizio della strada che ormai già conosce. Riale ancora dorme e il sole purtroppo illumina soltanto i pendii opposti a noi, lasciandoci completamente in ombra a battere i denti. Saliamo seguendo la strada sempre in compagnia del forte vento fino a giungere ad un baitello quasi completamente sommerso dalla neve; Chicca come al solito mi precede, e salendo di tanto in tanto si sofferma ad osservare la vallata con Riale che pian piano si allontana ed è già stato raggiunto dal sole... che invidia! Ma inutile perdersi in chiacchiere, meglio affrettarsi e così passo dopo passo eccoci finalmente anche noi al sole. A dir la verità non è che la situazione sia migliorata poi molto, visto che il vento si è pure intensificato. Diciamo che al sole si ha l'impressione che faccia meno freddo. Ci soffermiamo un istante, ma giusto un istante e non di più, ad ammirare tutta la vallata sotto di noi, poi riprendiamo a salire e lasciandoci alle spalle il Monte Giove e il Corno di Nefelgiù, ci incamminiamo verso il pianoro che conduce al Rifugio Maria Luisa. Qui veniamo letteralmente investiti da raffiche di vento fortissime, che viaggiano ad una velocità che supera di sicuro i limiti consentiti, ma... ci attende qualcosa che ha dell'incredibile. Dopo un bel tratto in falsopiano eccoci in vista dell'imponente diga del Toggia e... il vento dov'è? Qui regna una calma e un tepore quasi surreale, roba da non credere. Eppure soffiava da nord... bho! Letteralmente increduli riprendiamo a salire in direzione del Lago Castel, certi che di lì a poco saremo nuovamente investiti da raffiche violentissime. La Punta del Castel appare imponente di fronte a noi, poi cammina cammina eccoci in prossimità della diga dell'omonimo lago. Continuiamo a rimanere sbalorditi, perchè il forte vento che ci ha accompagnato fin qui, ora sembra essersi praticamente trasformato in una leggera brezza, sempre fredda, ma sopportabilissima. A questo punto si riaccendono le speranze e puntiamo verso le stalle dell'alpe Castel che in breve raggiungiamo. Una piccola sosta poi, lasciandoci alle spalle alpe e lago, riprendiamo il nostro cammino. Poco dopo anche il lago Toggia fa la sua comparsa, affrontiamo una serie di saliscendi, puntiamo verso la bocchetta di Valmaggia ed eccoci in vista di uno dei Laghi Boden (2334m) subito seguito dall'altro che pare essere stato letteralmente preso d'assalto da motoslitte. Peccato... sinceramente avrei preferito ritrovarmi in un ambiente incontaminato o quasi. Il sole è ormai bello alto sopra la Punta del Castel e il vento quasi totalmente assente e così, scattiamo una foto ricordo e ci mettiamo comodi a crogiolare al sole di fronte a questo splendido scenario. Poco dopo arrivano altri due ciaspolatori che proseguono verso la Rupe del Gesso, mentre io e Chicca ormai completamente assorbiti dall'ambiente circostante, schiacciamo un pisolino. E chi l'avrebbe mai detto... nuvoloni fino a Valdo, vento fortissimo fino al pianoro del Maria Luisa e ora qui al sole a goderci un po' di tepore e una calma e tranquillità quasi surreale. Bhe.. forse ho esagerato un po'... tepore mica tanto, perchè nonostante il sole, l'aria è piuttosto gelida, ma sopportabilissima. In più oggi possiamo proprio prendercela comoda e tirar tardi, visto che è sabato e non dovremo lottare coi soliti "vacanzieri della domenica" che prendono d'assalto le località turistiche e ad una certa ora si riversano come formiche in autostrada creando ingorghi e rallentamenti di ogni genere. Bhe... tardi si, ma fino ad un certo punto, quindi dopo esserci ben riposati e rifocillati, a malincuore, giunge il momento di rimettersi in marcia. Chicca parte come al solito all'impazzata seguendo una comoda traccia di motoslitta, che poco dopo però abbandoniamo per avventurarci in ambienti quasi incontaminati con neve farinosa e stupenda. In breve siamo in vista del Lago Castel, mentre alle nostre spalle fanno capolino le vette della Val Bedretto. Sotto di noi invece la diga del Toggia. Superata l'alpe Castel ci soffermiamo qualche istante a riguardare le nostre impronte lasciate nella neve, mentre sopra la Bocchetta di Valmaggia spunta pure la Luna che dall'alto ci osserva e ci saluta. Puntiamo verso un'isolata baita sempre tagliando lungo pendii innevati ad ok, fino a ricongiungerci con la strada battuta. Ora pieghiamo letteralmente a sinistra e dopo un breve tratto in falsopiano ci riaffacciamo sulla vallata di Riale. Ci risiamo... siamo di nuovo in balia del vento, decisamente meno gelido di stamani, ma ancora molto forte. Notiamo sotto noi due biker che si destreggiano lungo la strada che scende in valle, noi invece preferiamo buttarci a capofitto lungo i ripidi pendii assolati, mentre Riale con la sua bella chiesetta pian piano si avvicinano. Giusto due o tre tagli poi riprendiamo anche noi la strada... la neve a causa del forte e gelido vento è diventata crostosa e ghiacciata, e in queste condizioni offre poche emozioni; inoltre la crosta spesso non regge e tende a rompersi, creando delle vere e proprie lame che potrebbero ferire le zampette di Chicca. Lungo la discesa incontriamo parecchie persone che salgono al Maria Luisa, alcune di loro ci riconoscono e ci salutano, o meglio... riconoscono Chicca e di conseguenza me. Verso valle la neve diventa nuovamente calpestabile e così ci concediamo l'ultimo taglio che ci riporta dritti in valle. Non ci resta che incamminarci verso un gruppetto di baite dove abbiamo lasciato l'auto, risalirvi e soddisfatti delle stupenda e fortunata giornata rimetterci in viaggio verso casa. |
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