Val Formazza
Riale, Passo del Gries, Passo S. Giacomo, Riale
Risalire tutta la val Formazza seguendo le indicazioni per la cascata del Toce. Arrivati alla cascata, proseguire in direzione di Riale, attraversare il paese e arrivare fin sotto la diga del lago di Morasco. (1740m)

Questa volta sembra proprio che la giornata sia quella giusta... a Riale splende il sole, il vento è assente, c'è solo qualche nuvola che ricopre le cime del Basodino, ma l'euforia e la voglia di iniziare a camminare è davvero tanta. Caricato in spalla lo zaino, cominciamo a salire fino alla sommità della diga del Lago di Morasco e imbocchiamo la strada sterrata che ci porterà dritti al parcheggio della teleferica di servizio dei rifugi e dell'Enel. Il lago oggi è veramente spettacolare, e non possiamo far altro che rimanere incantati ad osservare le sue limpide acque assumere svariati colori e riflettere l'ambiente circostante. Una marmottina sopra di noi ci saluta e ci augura di trascorrere una buona giornata. Ad un tratto, proprio lungo il tragitto tra la diga del lago e il parcheggio della teleferica, una macchina ci affianca e una voce ci grida: "Buongiorno... dove si va di bello oggi?" Con un po' di stupore e incuriosito da questa voce apparentemente famigliare, mi volto e quasi i miei occhi stentano a credere. Sono Gigi e Lea, due amici escursionisti conosciuti il mese scorso al Rifugio 3A, con cui abbiamo condiviso tutta la discesa lungo il nevaio del Sidel. E' incredibile... conosciuti per caso e ritrovati per caso un mese dopo più o meno nello stesso posto... a volte il mondo è davvero piccolo. Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con loro e descritti i relativi programmi della giornata, ci salutiamo e io e Chicca riprendiamo il nostro cammino. Giunti al parcheggio della teleferica, ritroviamo Gigi e Lea che ci aspettano e ci comunicano di aver cambiato meta (in origine dovevano salire al rifugio Claudio e Bruno) e ci chiedono gentilmente se possono aggregarsi a noi. E come rifiutare la compagnia di due persone gradevoli e socievoli come loro? E così tutti insieme ci mettiamo in cammino, attraversiamo un piccolo torrente e iniziamo ad inerpicarci lungo la direttissima in direzione della piana di Bettelmat, mentre pian piano il lago di Morasco si allontana. Il sentiero è ampio e agevole e ben presto anche il sole farà la sua comparsa riscaldandoci e illuminando l'ambiente attorno a noi. In men che non si dica eccoci alla Piana di Bettelmat dove una bella mandria di mucche pascola felicemente nei prati circostanti. Ma guarda un po'... c'è anche una vacca svaccata! Che stia facendo concorrenza alle vacche svizzere di Rothwald? Un altro piccolo guado e riprendiamo il nostro cammino attraversando per intero l'immensa piana di Bettelmat per poi iniziare la ripida salita verso il Passo del Gries. Salendo ci soffermiamo ad ammirare la piana in tutta la sua estensione, mentre dall'altra parte della valle spunta la sagoma dell'Arbola. Ancora pochi passi ed eccoci al Passo del Gries (2479m) col suo baitello che domina la vallata. Il sole è ormai alto in cielo e il paesaggio attorno è stupendo. Il dislivello maggiore lo abbiamo ormai fatto, ora non ci resta che dirigerci verso il Passo Corno. Di fronte a noi il Nufenenstock e il Pizzo Gallina, mentre ai nostri piedi il Lago del Gries con l'omonimo ghiacciaio che anni e anni fa vi si riversava dentro... ora termina un centinaio di metri più sopra. Lasciandoci alle spalle tutte queste meraviglie della natura, imbocchiamo la val Corno, ma giunti all'omonimo passo rimaniamo incantati ad osservare la Punta dei Camosci e il Blinnenhorn assieme al ghiacciaio del Gries e l'omonimo lago. Che spettacolo... ne valeva proprio la pena di venire quassù! Passiamo a fianco di un bel laghetto, poi un bel tratto di su e giù ed eccoci finalmente in vista della Capanna Corno dove sono in corso dei lavori di ristrutturazione e ampliamento. Da qui imbocchiamo il sentiero che con un lungo traverso ci condurrà dritti al Passo S. Giacomo. Dall'altra parte della vallata svettano il Wittenwasserenstock, il Pizzo Nero e Gallina con il Nufenenpass, mentre ai nostri piedi la stupenda Val Bedretto. Il sentiero bello ampio e agevole è tutto un taglio a mezza costa, fino a giungere nei pressi dell'alpe S. Giacomo che ci lasciamo a sinistra per intraprendere l'ultimo strappo finale (un centinaio di metri di salita) che ci porterà dritti al Passo S. Giacomo (2313m). E' finita... per oggi basta salite, e Gigi e Lea esultano. Al passo troviamo un piccolo laghetto le cui rive sono contornate da stupendi Eriofori. Dopo ben 4 ore e mezza di cammino continuo e quasi 17km, finalmente ci possiamo rilassare e rifocillare in tutta tranquillità... o quasi. Come in tutti i passi che si rispettino, il vento non può certo mancare e le nuvole che nascondono il sole non ci sono di certo amiche. Dopo un breve riposino, scattiamo una foto ricordo e decidiamo di rimetterci nuovamente in cammino. Per la discesa non possiamo far altro che seguire la strada sterrata che ci porterà alla diga del lago Toggia, ormai già ben visibile davanti a noi. Chicca approfitta di qualche torrentello per dissetarsi, e anche qui, strada facendo, incontriamo mandrie di simpatiche mucche decisamente più attive di quelle incontrate la mattina alla piana di Bettelmat. Forse queste non sono ancora riuscite a scambiare quattro chiacchiere con le vacche svaccate svizzere... chissà! Dopo aver costeggiato a lungo il Lago Toggia, eccoci in vista del Rifugio Maria Luisa, dove da una baita a fianco arriva un profumino che richiama la nostra attenzione. E come resistere a cotanta prelibatezza senza chiedere un assaggio e farne scorta? E così, con lo zaino più pesante e odorante di buon formaggio Bettelmat, riprendiamo il nostro cammino. In breve ecco apparire sotto di noi la vallata di Riale che inizialmente per strada, poi seguendo i numerosi tagli di sentiero, finalmente raggiungiamo. Non ci resta che attraversare il bel paesino, un saluto alla bella chiesetta ed eccoci finalmente stanchi, ma soddisfattissimi, alla macchina, che ci attende ai piedi della diga del Lago di Morasco.

Grazie Gigi e Lea per averci voluto far compagnia in questo lungo, ma stupendo giro. Alla prossima!

Questo giro ad anello è molto bello e panoramico, ma, pur non presentando nessuna difficoltà alpinistica, è molto lungo e si sviluppa con un dislivello complessivo di 1000m in salita. Mi permetto pertanto di consigliarlo solo a persone che abbiano un buon allenamento, affinchè non si trasformi in un vero e proprio massacro per gambe e ginocchia, e perda il proprio fascino.

Tempo di salita escluse le soste
Tempo totale escluse le soste
Lunghezza percorso
2 ore circa al Passo Gries
6 ore e 30 minuti circa
21.5 km
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