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Val Formazza
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Verso Bocchetta di Valmaggia
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Risalire tutta la val Formazza seguendo le indicazioni per la cascata del Toce. Arrivati alla cascata, continuare fino ad un ampio parcheggio sterrato prima di entrare in Riale. (1740m)
Partiamo da Riale, sotto un cielo carico di nuvole che convincono poco, mentre nei prati circostanti, alcuni pastori cercano di tenere a bada un numeroso gruppo di pecore. Salendo Riale e la vallata pian piano si allontanano e tra un taglio di sentiero e l'altro, in breve siamo in vista del pianoro che conduce al Rifugio Maria Luisa. Poco più avanti, mentre Chicca approfitta di un corso d'acqua per dissetarsi, io scruto cielo e vette per decidere il da farsi. La meta iniziale di oggi voleva essere la Punta d'Elgio, ma per una serie di motivi e circostanze, decido di dirottare verso il Laghi Boden e tentare di salire alla Bocchetta di Valmaggia. Imbocchiamo quindi lo sterrato in direzione del lago Castel, poi risaliamo liberamente per prati fino ad arrivare alle stalle dell'alpe Castel, dove ci soffermiamo qualche istante per ammirare l'omonimo lago alle nostre spalle e l'imponente Punta del Castel che domina sopra le nostre teste. Continuiamo a salire sempre per prati fiancheggiando piccoli laghetti, fino a ritrovare la giusta traccia di salita. Ora è ben visibile sotto di noi anche l'immenso bacino del Toggia sovrastato dalla Punta d'Elgio, mentre nei prati attorno a noi, una giovane marmotta attende vigile il nostro arrivo per poi correre ad infilarsi nella sua tana. Lungo il percorso di salita incontriamo numerosi piccoli laghetti, alcuni davvero molto carini, nelle cui acque calme e limpide vi si rispecchia l'ambiente circostante. Siamo ormai in vista dell'intaglio che conduce alla bocchetta, mentre alle nostre spalle fa capolino la Punta d'Arbola. Ancora pochi passi, ed eccoci sulle sponde del primo dei due laghi Boden. Per salire alla bocchetta si deve passare proprio sul lembo di terra che separa i due laghi per poi inerpicarsi sul pendio di fronte. Il primo tratto è piuttosto ripido e faticoso, ma con qualche breve sosta tecnica, riusciamo a superarlo e dall'alto possiamo ammirare in lontananza le cime della Val Bedretto, tra cui riconosciamo il Witenwasserenstock, il Pizzo Nero e il Pizzo Gallina, mentre ai nostri piedi, un vero e proprio spettacolo.... i due laghi Boden, il Toggia sullo sfondo e il Castel a sinistra. Da qui in poi iniziano i guai... pietre, pietre e ancora pietre e più si va avanti più diventano grosse, e Chicca, nonostante la sua grande forza di volontà e d'equilibrio, si trova alquanto in difficoltà. Siamo a quota 2500m circa, la bocchetta è lì, 100 metri sopra le nostre teste, ma è giunto il momento di fermarsi a riflettere per prendere una decisione. Non posso continuare su questo genere di terreno, troppo pericoloso per Chicca che ha già dato molto per arrivare fin qui... non posso rischiare che si faccia male, non me la perdonerei mai... e per come la penso io, è più importante l'incolumità di chi sta con me, sia esso un cane o una persona, che l'arrivare a tutti i costi alla meta. Si torna indietro! Comincio a scendere, ma Chicca rimane lì, pietrificata, a guardarmi col suo bel musetto, come se avesse intuito che la causa di questo retro-front sia lei. La richiamo, la coccolo un po' e mi complimento con lei per essere riuscita ad arrivare fin quassù, poi, per nulla amareggiati e senza rimpianti, voltiamo definitivamente le spalle alla bocchetta e cominciamo a scendere gustandoci il bel panorama che si apre ai nostri occhi, mentre il sole, ora bello alto in cielo, ci illumina e ci riscalda. Ci fermiamo all'altezza di una grossa pietra qualche metro più su dei laghi in modo da poter ammirare sia quello di destra che quello di sinistra, e ci mettiamo comodi a consumare il nostro pranzo e riposarci. Il cielo ora è bello azzurro e limpido, a parte qualche sporadica nuvoletta che si aggrappa di tanto in tanto a qualche cima creando singolari effetti, ma col passare del tempo si leva un venticello gelido e alquanto fastidioso. Raccogliamo così le nostre cose, scattiamo una foto ricordo e cominciamo a scendere. Dopo un tratto in falsopiano tra pietre e prati ormai ingialliti che si preparano alla stagione invernale, scendiamo velocemente in direzione del lago Castel, poi abbandoniamo il sentiero e scendendo liberamente su prati guadagnamo le sponde di un laghetto e infine lo sterrato che ci condurrà dritti alla diga del lago Toggia, ormai ben visibile davanti a noi. Affrontiamo un piccolo traverso a strapiombo sul bacino dove sono in corso dei lavori di messa in sicurezza, ed eccoci sopra l'imponente diga dove ci soffermiamo ad ammirare alla nostra destra l'immenso lago e alla nostra sinistra il sottostante rifugio Maria Luisa. Proseguiamo seguendo la strada sterrata cercando di far nostro ogni piccolo scorcio che ritrae le vallate e le montagne attorno a noi, poi giù per direttissima tagliando i numerosi tornanti sostenuti da caratteristici muraglioni, mentre pian piano Riale con la sua bella chiesetta si avvicinano. Un ultimo sforzo ed eccoci alla macchina, soddisfatti della giornata e dei bei panorami. |
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