Val Grande
Monte Zeda
Arrivare fino a Verbania e seguire le indicazioni per Premeno. Salire quindi a Pian Cavallo, alpe Colle e per strada sterrata raggiungere il passo di Folungo (1369m). Si può lasciare l'auto direttamente al passo, oppure in alternativa al piazzale dell'alpe Archia.

Era il 1 novembre 2001 quando Chicca mise piede per la prima volta sulla cima della Zeda. Era una cucciolotta di un anno e mezzo, allegra e spensierata, con tanta voglia di vivere e di girovagare per i monti. Da allora, salire tutti gli anni sulla Zeda è diventata una tradizione, un po' per remunerare questa sua prima conquista, un po' perchè il panorama che si gode da questa montagna è davvero unico, spettacolare. Mi rammarica e mi piange un po' il cuore pensare che questa potrebbe essere l'ultima volta che Chicca salirà in cima... purtroppo gli anni avanzano anche per lei, e come spesso accade nei Pastori Tedeschi, comincia ad accusare problemi agli arti posteriori ed alle anche. Problemi che ahimè... peggiorano di giorno in giorno e vanno a pesare sulla sua vita da "cane escursionista". Ma.. per oggi non voglio proprio pensarci... solo il tempo ci potrà dire se e quando giungerà per lei il momento di "andare in pensione" e godersi il meritato riposo. Intanto oggi siamo qui, di nuovo insieme, e come 7 anni fa, con grande entusiasmo, indossiamo gli scarponi, carichiamo lo zaino sulle spalle e partiamo alla conquista della vetta. Lasciata l'auto al Passo Folungo iniziamo ad incamminarci seguendo per un tratto il sentiero. Subito ci balza all'occhio una novità: dei cartelli segnavie... l'ultima volta che siamo stati qui c'era un misero cartello vecchio e ormai quasi illeggibile che indicava "Monte Zeda". Il sole è già alto sopra il Monte Bavarione, ma la valle e il Lago Maggiore ancora dormono avvolti dalle foschie. Superiamo una presa d'acqua, poi al primo bivio ci manteniamo a sinistra tralasciando la direttissima che sale verso il Monte Vadà... troppo ripida per Chicca, molto meglio seguire la Strada Cadorna. Altra novità: la strada è stata recentemente spianata e i muri a secco di sostegno ripuliti. Poco più avanti l'attenzione di Chicca viene attirata da un piccolo gruppo di caprette che si sposta velocemente verso valle. La Strada così ristrutturata, seppur teatro di numerose discussioni e polemiche, risulta alquanto agevole, e per Chicca oggi è come manna caduta dal cielo... su questo terreno riesce a salire decisa e sicura senza forzare troppo sugli arti posteriori. Poco dopo però, qualcuno, o meglio, qualcosa di grosso, rumoroso e maleodorante, ci chiede strada... ma che ci fa un'auto da queste parti? Speriamo non sia il prezzo che pagheremo a lavori di ristrutturazione ultimati!!! Un po' delusi da questa presenza, riprendiamo a salire e in breve eccoci in prossimità del Pian Vadà, dove una scalinata ci conduce all'ingresso del nuovo rifugio ancora in costruzione, che andrà a sostituire il vecchio distrutto dai nazifascisti nell'estate del 1944. Per la verità, più che rifugio, questo nuovo dovrebbe funzionare da bivacco incustodito, ma tutto questo non ha mancato certo di sollevare polemiche e discussioni in merito alla sua utilità e all'impiego di somme di denaro che forse potevano essere spese per altri interventi più importanti. Bah... stiamo a vedere cosa succederà a lavori ultimati. Per ora limitiamoci ad osservarlo esternamente, ed internamente, dove notiamo la mancanza di arredo. Certo è che dal piazzale dove sorge il nuovo rifugio si gode uno splendido panorama.... chissà che bello dev'essere poter attendere il tramonto e il calar della sera o il sorgere del sole qui. Lasciamo il rifugio e continuiamo a salire seguendo quel che rimane della Strada Cadorna, e in breve siamo in vista del Piè di Zeda, dove, una volta giunti, ci soffermiamo a guardare il Pizzo Marona e poco più sotto l'alpe Fornà col suo bivacco. Da qui in poi la salita si fa decisamente più ripida e faticosa. Chicca inizialmente sembra destreggiarsi bene e non soffrirne particolarmente, ma oltre ad essere ripida e faticosa, la salita è alquanto lunghetta, e così di tanto in tanto effettuiamo una breve sosta per riposare e riprendere fiato. Ad una settantina di metri circa dalla vetta però, Chicca sembra non farcela proprio più, e questo per me è la conferma che sarà la sua ultima salita alla Zeda, e che il giorno in cui dovrò alzarmi la domenica mattina, salire in auto e avviarmi verso le montagne senza di lei, si sta avvicinando sempre più. Decido di fermarmi e mettermi al suo fianco a coccolarla un po'... non ha importanza se arriveremo in vetta o meno, in questo momento quel che conta per me è lei. Ma dopo una decina di minuti di sosta, si rialza e sembra voler continuare, e così, con passo lento e attento, saliamo fino in vetta (2156m). Lo spettacolo che si apre ai nostri occhi ci lascia senza parole, proprio come 7 anni fa. Di fronte a noi il Monte Rosa, imponente più che mai, l'Alpubel e i Mischabel, il Trittico del Sempione, il Monte Leone, la Finsteraarhorn, la punta del Cervino, e poi ancora il Pizzo Marona avvolto dalle foschie, l'alpe Pogallo nel cuore della val Grande, e il Monte Limidario. E mi fermo qui perchè potrei andare avanti per ore ed ore ad elencare montagne, montagne e montagne. Fa caldo, e Chicca decide di mettersi all'ombra dell'altare di pietra posto sotto la croce di vetta, e dopo aver scattato la foto ricordo... si mangia! Dopo una mezz'oretta di sosta in totale solitudine, ecco sopraggiungere due escursionisti, poi altri due e in breve la vetta comincia a popolarsi. Rotto l'incantesimo del silenzio, della pace e della tranquillità, decidiamo di cominciare a scendere. Chicca sembra proprio essersi ripresa alla grande, ora scende sicura e decisa, e in men che non si dica siamo ai piedi della Zeda, dove ci soffermiamo un istante a riguardare con soddisfazione l'ormai superaffollata vetta appena lasciata. Poi, sempre seguendo la Strada Cadorna, facciamo ritorno al Pian Vadà, da dove riusciamo già a scorgere ancor lontano il Passo Folungo. Scendendo troviamo un piccolo ruscelletto dove Chicca finalmente riesce a dissetarsi e rinfrescarsi. Decido di concederle tutto il tempo che desidera, tanto ormai non manca molto alla macchina, e la mia decisione sembra farle alquanto piacere :-) Nel frattempo, un'aquila vola sopra le nostre teste alla ricerca di cibo, mente una capretta curiosa dall'alto ci osserva. Ripreso il cammino in breve siamo in vista del Passo Folungo e di Archia... ancora una breve sosta per Chicca, poi giù diretti fino all'auto, dove arriviamo stanchi, ma decisamente soddisfatti. Non ci resta che rimetterci in viaggio verso casa. Anche quest'anno la Zeda è fatta!


Tempo di salita
Tempo totale intero giro
Lunghezza percorso
2 ore e 15 minuti circa
4 ore circa
10.5 km

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