Da Verbania, seguire le indicazioni per Intra fino ad incrociare sulla sinistra, la strada che sale a Santino, Rovegro e Cicogna. Continuare seguendo le indicazioni Santino, e successivamente Alpe Ompio dove ha termine la strada asfaltata.
Finalmente, dopo uno stop forzato di due week-end, si riparte. Sono solo però... gli amici avevano altri impegni, Chicca è ancora convalescente dopo un intervento chirurgico, e Dasy... ho preferito lasciarla a casa a farle compagnia. A dir la verità avevo programmi ben più impegnativi per oggi, ma vista la mia solitudine e vista l'incertezza del meteo, ecco che la scelta è caduta su una meta facile, breve, ma non per questo meno panoramica di altre.
Si parte da Ompio, o per essere più precisi, da Ruspesso (950m circa). La giornata si presenta incerta, c'è molta foschia in valle e le cime hanno tutte quante un bel cappello di nuvole. All'inizio della mulattiera per Ompio mi imbatto in un cartello che illustra il programma della festa che in data odierna si terrà all'alpe Pianezza. Una festa? Sinceramente quando vado in montagna amo la tranquillità, il silenzio, mi piace perdermi con lo sguardo negli orizzonti infiniti e contemplare in santa pace i panorami, e l'idea di questa festa mi rende un po' irrequieto. Averlo saputo prima avrei certamente scelto un altro itinerario, ma ormai ci sono e quindi... si va avanti. Per il momento la situazione sembra tranquilla, non c'è nessuno in giro, forse perchè è presto, o forse sono già tutti sul posto... speriamo di no!
Inizio a salire seguendo la mulattiera che in breve conduce all'alpe Ompio dove sorge il Rifugio Fantoli. Alle spalle di quest'ultimo si innalza un sentiero che conduce ad un gruppetto di baite poste in posizione panoramica sul Lago Maggiore. Purtroppo la fitta foschia oggi mi impedisce di gustarmi pienamente il panorama... peccato! Attraversato il nucleo di baite, il sentiero prosegue all'interno di uno splendido bosco di betulle, fino a guadagnare una sorta di colmetta indicato sulle carte come La Costa, Da qui si svolta decisamente a sinistra, imboccando la cresta che scende dal Monte Faiè. Qui il paesaggio cambia un po', in termini di vegetazione si intende. In alcuni punti si può notare come sia alquanto delineata la presenza di betulle sui versanti più a sud esposti al sole, e di faggi secolari su quelli più a nord e meno esposti. Dopo un tratto in cresta con dolci pendenze, eccomi ad affrontare quello terminale, poco più di 100m letteralmente in verticale, ma passo dopo passo guadagno finalmente la cima (1352m).
Non c'è nessuno, e non si odono nemmeno voci e rumori pervenire dall'alpe Pianezza... che abbiano rimandato la festa? Boh... intanto mi godo questo momento, al resto ci penseremo dopo. Purtroppo la foschia azzera quasi completamente i panorami, e le nuvole che ricoprono le cime completano l'opera. Anzi no, c'è di peggio... pochi minuti ed ecco che alcune nuvole mi avvolgono... ora praticamente non si vede quasi più nulla. A questo punto decido di cominciare a scendere, anche perchè inizia a far freddino. Mi incammino lungo il filo di cresta che fa da spartiacque tra la val d'Ossola e la val Grande in direzione della colma di Vercio, e in breve sono all'alpe Pianezza. Ci saranno sì e no una decina di persone... mi auguro per l'organizzazione che ne arrivino molte altre. Sempre seguendo il filo di cresta arrivo alla Colma di Vercio, dove è ancora ben conservato il basamento del pilastro della teleferica che nel dopoguerra trasportava il legname da Orfalecchio a Mergozzo.
Ora viene il bello... proseguo la mia discesa seguendo il sentiero che si snoda all'interno del canalone sotto la colma; nel primo tratto si viaggia decisi e tranquilli con begli scorci sulla piana del Toce, poi il sentiero entra nel bosco invaso da felci ed erbacce varie. Nonostante questa sorta di giungla che spesso nasconde le tracce, riesco a procedere abbastanza agevolmente, senza però abbassare mai la guardia.. perdere il sentiero in questa situazione vorrebbe dire quasi certamente non ritrovarlo più. Scendi scendi le felci si diradano, e come d'incanto eccomi a Vercio.
E' la prima volta che vengo in questo luogo, e non posso fare a meno di rimanere a bocca aperta. L'alpe è perfettamente ristrutturata e in ordine, i prati sono di un verde che più verde non si può... spettacolare davvero. Gironzolo un po' qua un po' là cercando di scovare tutti gli angolini possibili di questo luogo, una visitina alla chiesetta dell'alpe e all'eremo, poi giunto nei pressi di una croce in posizione panoramica, via lo zaino e... si mangia. Il Faiè è ancora completamente avvolto dalle nuvole, e i laghi Maggiore e Mergozzo dalla foschia... l'unica cosa visibile sono i resti della cava madre di marmo del Duomo di Milano. Col passare del tempo le nuvole tendono a dissolversi, e riesco finalmente a rivedere la cima del Faiè e intravvederne qualche altra, ma per i laghi nulla da fare.
Il tempo passa e giunge il momento di rimettersi in cammino. Dietro la chiesa parte un sentiero che conduce in breve all'alpe Nus, dove si incontrano chiare indicazioni per Ompio. Si prosegue lungo un sentiero a mezzacosta costantemente immerso nel bosco, e dopo una serie di saliscendi e una ripida salita terminale, si torna a Ruspesso, nei pressi della fontana dell'alpe. Non mi resta altra da fare che salire in auto e ritornare soddisfatto a casa.. peccato solo la foschia!